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Secondo alcuni
storici, la famiglia Barracco o Baracco, originaria di
Francia, si trasferì in Italia ai tempi degli angioini. Ebbe
il feudo di Lattarico, cittadina in
Calabria Citra, ove ottenne
il titolo di barone, e la terra di Eboli per
concessione di re
Ferrante
I d’Aragona; il casato fu aggregato al patriziato di
Cosenza e ascritto nell’elenco regionale napoletano.
Barracco de Barracco fu familiare di re
Carlo I d’Angiò.
Maurizio, valoroso cavaliere, vestì l’abito di Malta nel
1592, ai tempi di
Filippo II d’Asburgo-Spagna.
Il 23 novembre 1847 Maurizio Barracco col fratello Giovanni
partecipò ad una delle tante manifestazioni che raggiunse
Largo di Palazzo al grido di “Viva il Re, viva la
costituzione, viva l’indipendenza italiana!” per poi
proseguire, sotto l’incalzare della cavalleria che
inutilmente cercava di disperdere la folla, lungo via
Toledo. Tra i manifestanti vi erano il duca Proto di
Maddaloni, il marchese Caracciolo di Bella, figlio del
principe di Torella,
Gennaro Sambiase Sanseverino
dei duchi di S. Donato, il duchino
Morbilli, Andrea Colonna di
Stigliano, Gioacchino Saluzzo di
Lequille, Luigi Caracciolo di S. Teodora, Ferdinando de
Petruccelli, Pasquale de Virgiliis, Alfonso de Caro.
I manifestanti, giunti presso il Palazzo del
Nunzio, furono aggrediti da un drappello di Ussari cavallo
comandati dal tenente Acerbi; essendo armati di soli bastoni
dovettero disperdersi tra le stradine laterali e molti di
essi furono arrestati.
Nel 1907 il titolo di barone fu riconosciuto ad Alfonso,
nato a Sorrento l’11.10.1893.
Nel corso dei secoli, il casato si è
imparentato con le più importanti famiglie del Regno di
Napoli: i Carafa di Andria, i Gaetani
dell’Aquila d’Aragona, i
Pignatelli di Strongoli.
I Barracco frequentavano i migliori salotti di Napoli e
grande era l'amicizia con la famiglia d'Alessandro, in
particolare con con il
marchese di Civitanova che sovente gli ospitava nella
sua tenuta di Portici, essendo
appassionati di corse di ippica e collezionisti di carrozze. |