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Ovvero delle Famiglie
nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili
di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti
alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate
chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che
abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.
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Arma: d'argento disseminato di crocette rosse.
La famiglia Cavalcanti fu ascritta al Patriziato
napoletano del
Seggio di Capuana
e decorata coi titoli di marchese di Verbicaro,
duca di Buonvicino e
di Montemurro. |
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© Napoli - Via Toledo - interno Palazzo
Cavalcanti
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La dimora di via Toledo fu fatta
costruire nel 1762 dal marchese Angelo Cavalcanti, come si evince dalla
scritta marmorea posta sul portale d'ingresso: "ANGELUS DE
CAVALCANTIBUS MARCHIO SIBI SUISQUE FECIT A . DOMINI MDCCLXXII".
Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino,
nacque nel 1787 ad Afragola (Napoli); si trasferì a Napoli in giovane
età per gli studi e fu chiamato a corte come consulente culinario della
Casa Reale di Borbone.
Nel 1837 scrisse il trattato di "Cucina teorico - pratica", in
lingua italiana per gli aristocratici e in lingua napoletana per la
borghesia, che resta ancora tutt'oggi un punto di riferimento per gli
chef. |
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Fu il primo a far bollire la carne nel sugo di pomodoro e,
con le aggiunte introdotte da altri valenti cuochi napoletani, fu
inventato il ragù.
Il primo Istituto Professione
Alberghiero d'Italia nasce a Napoli nella Villa delle Ortensie,
intitolato ad Ippolito Cavalcanti.
La cucina napoletana, dai classici
sapori mediterranei, nel corso dei secoli è stata influenzata dalle
varie dominazioni, dai greci ai francesi ma, in particolar modo
dagli spagnoli che importarono dalle Americhe nuovi prodotti quali i
pomodori, le patate, il granoturco e il caffè.
Gli aristocratici vantavano di avere ai loro servizi i migliori
cuochi campani, veri artisti culinari, inventori di tante delizie.
Ogni famiglia aveva la sua pietanza particolare con i propri segreti
e, a tal proposito, si consiglia la lettura del libro "La cucina
aristocratica napoletana" di Franco Santasilia di Torpino - Mario
Guida editore. |
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