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Gli Aragonesi provenivano da una
regione della Spagna comprendente le province di Huesca, Teruel e
Saragozza. I primi principi discesero da Ramiro I (1035 - 1063).
Lo stemma degli Aragonesi di Napoli è
costituito da quattro quattro pali di rosso in campo oro.
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I RE ARAGONESI (1442 - 1501):
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©Alfonso
I

(1442-1457) |

©Ferrante
I

(1458-1493) |

©Alfonso
II
(1494) |
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©Ferrante
II

(1495-1496) |

©Federico
(1496-1501) |
Nota: le
immagini dei re di Napoli sono di ©Proprietà
Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" di
Brindisi, che si ringrazia per la gentile concessione. |
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Napoli - Alfonso V d'Aragona
I Re di Napoli - il Magnanimo
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Alfonso V
d’Aragona e I come Re di Napoli detto il Magnanimo, prima di entrare in
città, rende onore alla ferrea resistenza dei Napoletani, stremati dal
lungo assedio, vietando ai propri soldati di compiere rappresaglie e
saccheggi.
Questo provvedimento divide gli abitanti in due partiti: i sostenitori
della nuova dinastia e i nostalgici degli Angioini.
Il monarca sposa Maria di Castiglia e decide di vivere a
Napoli; la capitale diventa il centro pulsante della confederazione
formata da Aragona, Catalogna, Valenza, Baleari, Corsica, Sardegna,
Sicilia e alcuni territori della Toscana.
Sorge l’accademia Pontaniana, il
dialetto napoletano diviene la lingua ufficiale e si innalzano magnifici edifici come la
chiesa di Monteoliveto, definita un gioiello del Rinascimento.
Lo
splendido arco di trionfo, posto all’ingresso di Castel Nuovo, immortala
l’ingresso in città di re Alfonso, avvenuto il 26 febbraio 1443.
Il sovrano concede ampia autonomia in materia di giurisdizione per
saldare l’intesa con l’aristocrazia, dà impulso allo sviluppo economico,
rafforza l’esercito e la marina, a protezione della flotta mercantile;
aiuta Giorgio Castriota Scandeberg, impegnato a contrastare l’avanzata
dei Turchi.
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Nel giugno del 1458 Alfonso muore lasciando a Ferrante, figlio naturale
avuto con una sua cugina, il trono del Regno di Napoli e
all’altro figlio Giovanni, il Regno di Sicilia.
Lo rimpiange la sua bella amante Lucrezia d'Alagno
che il popolo considera la vera regina di Napoli.
Su Ferrante, sposo della principessa Isabella Chiaromonte, incombe la
minaccia di Giovanni d’Angiò, figlio di Renato, che scende in Italia per
restaurare il dominio angioino.
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Napoli - Castel Nuovo - soldati
aragonesi
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Napoli - ingresso Castel dell'Ovo
particolare della
Tavola Strozzi (1465) |
Dopo una prima
sconfitta a Sarno, il sovrano riesce a scacciare definitivamente i
Francesi, uscendo vittorioso nella battaglia terrestre di
Troia e,
principalmente, in quella navale di Ischia nel 1464; decisivo risulta
l’apporto dato dagli albanesi e dalla potentissima famiglia napoletana dei
Sanseverino, come si evince dalla tavola
Strozzi che celebra il successo navale, su ogni nave sventolano le
insegne dei Sanseverino a prua, quelle degli Aragonesi a poppa.
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Intanto, le attività artigianali e manifatturiere si
incrementano;
viene
riedificata Porta Capuana con le insegne dei Tastamara, la dinastia di
Alfonso d’Aragona.
Ferrante, come il padre, dà un forte impulso alla cultura; compaiono le
prime stamperie. Giungono sempre più numerosi i forestieri, attratti
dalla floridezza economica, dalla splendore della corte, dalle
suggestive feste e dall’elevato numero di tornei, tanto che il Sovrano è
costretto ad emanare un editto contente i criteri per acquisire la
cittadinanza napoletana. |

Napoli - Porta Capuana |
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Napoli - Chiesa di S.Caterina a Formiello
dove riposano i Martiri d'Otranto. |
Nel luglio del 1480 i Turchi, guidati da Akmet Pascià,
assaltano la cittadina di Otranto
e la conquistano; i Pugliesi compiono gesta eroiche nella difesa e
preferiscono morire pur di non rinnegare Cristo, la carneficina avviene
sul Colle della Minerva.
Da Napoli parte, con le sue milizie,
Giulio Antonio Acquaviva che
muore in battaglia, ma le sue milizie
scacciano
i Turchi dopo un anno di duri
scontri e i corpi dei martiri, trovati incorrotti, vengono portati nella
Cattedrale d’Otranto e in parte nella chiesa di S. Caterina a Formiello
a Napoli.
I baroni
del Regno ostili al sovrano aragonese ordiscono una congiura, Ferrante
gli invita al castello per una trattativa di pace ma vengono arrestati
nel salone che dal 1486 porterà il nome di “Sala dei Baroni”, oggi sede della Giunta comunale
di Napoli.
Tra i vari
baroni arrestati e strangolati risultano i nomi di Pirro
del Balzo(†1491),
conte di Acerra, e di suo fratello Angiliberto, conte
di Noja. |
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I re Aragonesi
aggiungono nel loro stemma le insegne dei d’Angiò, dando una continuità
istituzione alle due Case, partendo dal presupposto che la regina
Giovanna II aveva, in un primo tempo, designato come suo successore al
trono Alfonso il Magnanimo, nominandolo duca di Calabria, titolo
ereditario della corona del Regno.
Ferrante muore nel gennaio del 1494 lasciando il trono al figlio Alfonso
II.
E’ l’inizio del tramonto della dinastia aragonese, le due grandi potenze
d’Europa, Spagna e Francia, decidono di conquistare il Regno.
Carlo VIII, re di Francia, marcia verso Napoli e Alfonso II, non essendo
un cuor di leone, abdica a favore di Ferrantino (Ferrante II) che è
costretto a rifugiarsi ad Ischia, mentre i francesi occupano
Castelnuono.
Dopo circa un anno, con l’aiuto del popolo, Ferrantino riesce a
riconquistare la capitale alla fine dell'anno 1495. Il monarca passa a miglior vita
giovanissimo, nell’ottobre del 1496.
Cinge la corona lo zio Federico I d’Aragona ma solo per cinque anni;
nell’agosto del 1501 i Francesi occupano Napoli.
Termina così la dinastia dei Trastamara.
I francesi restano a Napoli solo due anni, dopo la
disfida di Barletta e la
battaglia di Cerignola, gli
spagnoli entrano trionfanti nella città. |

Napoli - stemma aragonese inquartato con le
insegne dei d'Angiò |
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