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Ovvero delle Famiglie
nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili
di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti
alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate
chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che
abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.
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Arma:
spaccato, cuneato di argento e di nero.
Motto: Vis unita fortior
Dimora: Napoli e Roma. |
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© Napoli - Stemma
Famiglia Ruffo |
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La famiglia Ruffo,
antichissima ed illustrissima fin dai tempi degli
imperatori di Costantinopoli, fu per Signorie di vassalli, per
ricchezze e per militare valore così potente da non essere dagli
storici del tempo altrimenti ricordata che con l'appellativo di
Magna Domus. Feudataria di vasti stati in Calabria ed in
Sicilia, e decorata di molti titoli, ascese alle più alte
dignità dello Stato e della Chiesa. Insignita del Grandato di Spagna di prima Classe, degli Ordini del Toson d'Oro, di S. Gennaro, della Gran Croce di S. Ferdinando e
del Merito, e di altri insigni Ordini Cavallereschi, ebbe gran
numero di prodi Cavalieri Gerosolimitani a partire dall'anno
1414.
Il ramo di Bagnara della Famiglia Ruffo discende
da quello di Sinopoli; capostipite fu ESAU’(†1510), Signore di Bagnara
nel 1484 e Gran Cancelliere del
Regno di Napoli.
I Ruffo di Bagnara godettero di nobiltà a Napoli ove furono
aggregati al Patriziato napoletano del
Seggio di Capuana dal
1703 e,
dopo la soppressione dei Sedili (1800), furono iscritti nel
Libro d’Oro napoletano.
Vari sono stati i titoli concessi a questa
famiglia, fra questi:
baroni di:
S. Lucido
duchi di: Bagnara (1603), Baranello
(1723)
principi di: S. Antimo (1641),
Motta S. Giovanni (1682)
Dai Ruffo di Bagnara si staccò il
ramo dei principi di
Castelcicala, e i principi
della Floresta e di Scaletta. |
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© Napoli -
particolare Palazzo Ruffo di Bagnara |
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CARLO (1556 † 1610), Signore di Sant’Antimo, nel
1603 fu insignito del titolo di duca di Bagnara e nel 1605
acquistò Motta San Giovanni.
CARLO (1616 † 1690), duca di Bagnara e patrizio napoletano, nel
1640 sposò Costanza Boncompagni,
figlia di Gregorio duca di Sora ottenne nel 1643 il titolo di
principe di Sant’Antimo e nel 1682 il titolo di principe della
Motta San Giovanni.
Nel 1697 GIUSEPPE (1651 † 1730), principe di Sant’Antimo e
patrizio napoletano, fu Governatore del
Real Monte di Manso.
PAOLO (1660 † Portici, 1733), patrizio napoletano, nel 1725
ottenne il titolo di duca di Baranello. |
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© Napoli - Chiesa S.
Giuseppe dei Ruffo edificata e inaugurata nel 1682 da
Donna Ippolita Ruffo
(Napoli,1654 †
ivi,1719) insieme alle nobildonne Cassandra Caracciolo e
Caterina Tomacelli. |
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VINCENZO (Sant’Antimo,1734 † Napoli,1802), duca di Bagnara e Baranello, principe di Sant’Antimo e della Motta San
Giovanni, patrizio napoletano, nel 1725 fu insignito del titolo
di barone di San Lucido nel 1767.
Il
l 7 febbraio del 1799 il cardinale FABRIZIO Ruffo (1744 †
1827) del
ramo secondogenito di Bagnara, venne nominato Luogotenente del
re Ferdinando IV di
Borbone con il mandato di restaurare il dominio borbonico.
Il cardinale, partendo dalle sue terre calabresi, incitò il
popolo richiamandolo alla Santa Fede e alla Monarchia contro i
giacobini francesi e repubblicani e formò un esercito
controrivoluzionario, chiamato appunto Esercito della Santa
Fede, ovvero, Sanfedista. |
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Il Cardinale Fabrizio Ruffo |

© Il vessillo dei Sanfedisti |
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Il
cardinale riuscì a fare proselitismo nelle popolazioni incolte,
che poco o nulla avevano capito della
Repubblica Napoletana,
attratti principalmente dall’avidità di fare lauti bottini.
I sanfedisti, forti dell’immunità promessa dal cardinale per
ogni sorta di reato, ben presto divennero numerosissimi e,
occuparono la Puglia e la Basilicata, dandosi a saccheggi e
barbare violenze.
Fabrizio Ruffo entrò in Napoli il 13 giugno 1799 e i sanfedisti
dilagarono saccheggiando e dandosi a irrefrenate e terribili
violenze; solo le fortezze rimasero in mano ai repubblicani
scampati, che vi si rifugiarono disposti a resistere fino
all’ultimo.
Il Cardinale chiese e trattò la Capitolazione alla condizione
che i repubblicani avrebbero avuto salva la vita. La
Capitolazione fu accettata e sottoscritta dal Ruffo, come
Luogotenente del re Ferdinando, i repubblicani si arresero e
uscirono dai forti. Il Re e la Regina, tornati dalla Sicilia,
con l’approvazione dell’ammiraglio Nelson mantennero i patti
solo per i soldati francesi, che li lasciarono partire, mentre
li rinnegarono per i repubblicani napoletani, che furono
imprigionati tutti e, la maggior parte di essi, furono
condannati a morte. Il cardinale Ruffo nulla fece e la sua anima
si macchiò di un altro crimine. Le sue ossa riposano in pace in
Napoli nella Cappella gentilizia della famiglia
Tomacelli.
GIROLAMO (Palermo,1814 † Napoli,1888), patrizio napoletano, fu
cavaliere dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio e Gentiluomo
di Camera del re
Francesco II di Borbone. |
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Famiglie
imparentate con casa Ruffo di Bagnara
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Alcune parentele
contratte dai Ruffo di Bagnara:
CARACCIOLO: Carlo (1616
†
1690),
duca di Bagnara e principe di San’Antimo e Motta San Giovanni,
sposò nel 1649, in seconde nozze, Andreana
Caracciolo, figlia di
Giovanni Battista duca di Celenza.
Giovanna Costanza (1679
† 1715)
sposò nel 1695 Carmine Niccolò
Caracciolo principe di Santobuono.
CAPECE MINUTOLO: Giovanna
(Baranello,1770
† 1849)
sposò nel 1786 Ferdinando Capece
Minutolo, Duca di San Valentino.
CAVANIGLIA: Carlo (1734 † 1761)
principe di Sant’Antimo e patrizio napoletano, sposò nel 1755
Anna Cavaniglia, figlia di Troiano
duca di San Giovanni Rotondo e marchese di San Marco.
COLONNA: Cecilia (Napoli,1759
†
ivi,1833)
sposò nel 1776 Andrea Colonna principe di Stigliano.
FILOMARINO: Don GIROLAMO (1814 † 1888)
sposò, in prime nozze, a Napoli nel 1838 Elena
Filomarino,
figlia di Giacomo, principe della Rocca d’Aspide.
FIRRAO: Vincenzo (Sant’Antimo,1734
†
Napoli,1802), duca di Bagnara e Baranello, sposò a Napoli nel
1768 Donna Maria Antonia Firrao, figlia di Pietro principe di
Luzzi.
MARULLI:
Leopoldina (Napoli,1844 † ivi,1939) sposò a Napoli, in prime nozze, nel 1866 Paolo
Marulli, principe di Sant’Angelo dei Lombardi e duca di Ascoli.
SALUZZO: Fabrizio (Napoli,1843 † Roma,1917),
duca di Bagnara e Baranello, principe di Sant’Antimo
e della Motta San Giovanni, barone di San Lucido, patrizio
napoletano, Senatore del Regno d’Italia, sposò a Napoli nel 1868
Lucia Saluzzo, figlia del marchese Gioacchino.
SANFELICE: Don Girolamo (1814 † 1888)
sposò, in seconde nozze, a Napoli nel 1858 Teresa
Sanfelice, figlia di Nazario 9° Duca di Bagnoli e 1° Duca di Sancipriano e di Donna Giovanna Cattaneo della Volta Paleologo
dei Principi di San Nicandro (Napoli,1830†ivi,
1869.
SPINELLI: Giovanni Giacomo (†1582)
nel 1563 sposò Ippolita Spinelli, figlia di Salvatore marchese
di Fuscaldo.
Eleonora (Napoli, 1760
†
ivi,1829)
sposò nel 1782 Vincenzo Spinelli principe di Scalea.
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Continua sul terzo
volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO
GLI SCUDI
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