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La famiglia Caracciolo è una delle più antiche ed
illustrissime di Napoli; il primo documento risale all’anno 976,
anno in cui morì TEODORO che aveva possedimenti in Napoli e fu
seppellito insieme alla moglie Urania nella chiesetta di S.
Maria Assunta dei Caracciolo.
Il Casato già ai tempi del Ducato godeva di grande nobiltà nel
Seggio di Capuana,
beneficiando di speciali privilegi concessi dal duca Sergio;
dopo la soppressione dei sedili (1806), fu ascritto nel Libro
d’Oro napoletano.
Si divise in due grandi linee, quella dei Caracciolo Rossi con
capostipite RICCARDO, figlio di Landolfo vissuto agli inizi del
XII secolo, e quella dei
Caracciolo Pisquizi con capostipite FILIPPO, altro figlio
del menzionato Landolfo.
Dai Pisquizi nacque il ramo dei
Caracciolo del Sole.
Numerosi furono i feudi posseduti dai Caracciolo Rossi che furono insigniti di
prestigiosi
titoli, tra i quali:
barone di: Pannarano (1741)
conte di: Gerace (1348
conferito a ENRICO), Nicastro (1415 conferito a OTTINO),
Gallarate (conferito al cardinale MARINO),
Torella (1560),
Serino (1635),
sul
cognome (1902),
Gambatesa,
Flumeri,
S.
Giovanni Rotondo.
marchese di: Mesuraca (1741),
Pannarano (1741), Brienza (1569),
Vico (1531),
Torrecurso,
S.
Severino (1618), Bella,
Valle Siciliana,
Monacilione,
S.
Marco (per successione famiglia
Cavaniglia,
Grumo.
duca di: Lauriano
(1751), Vietri, Montenegro (1643), Bernalda,
Airola,
S.Vito (1645),
Roccaromana,
Atripalda (1572),
Boiano,
S. Giorgio (1626),
Lavella (1678),
sul cognome (1738).
principe di:
Forino, Atena (1639), Spinoso, Bella,
Avellino,
Torella (1639),
Torchiarolo
(1726),
S.R.I. (1715),
Ginnetti (1859),
Ripafrancone (1806), Campagna (1662),
Candriano (1895). |