Napoli - Fontana della Sellaria

stemma Famiglia Guevara

Arma: inquartato, nel 1° e 4° d'oro a tre bande d'argento, filettate di nero e caricate ciascuna da tre fiocchetti d'ermellino (Guevara); nel 2°e 3° di rosso con cinque foglie di pioppo d'argento  disposti 2-1-2 (Suardo).
Residenza: Napoli e Roma

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© Napoli - stemma famiglia Guevara

L’illustre e antica famiglia Guevara o de Guevara, originaria della Spagna dove possedeva la contea di Ognate in Alva (Castiglia),  passò nel Regno di Napoli al seguito di Alfonso I d’Aragona con Juan de Guevara che ricoprì la carica di Gran Siniscalco.
Suo figlio PEDRO ereditò detta carica e fu decorato col titolo
di marchese del Vasto.
Don Pietro sposò Isotta del Balzo, sorella di Isabella regina di Napoli, moglie di re Federico d’Aragona; fu uno dei maggiori cospiratori della congiura contro Ferrante I d’Aragona. Isotta del Balzo fu sepolta a Napoli nella chiesa di Santa Chiara.

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© Napoli - Sepolcro di Isotta del Balzo moglie di Pedro Guevara , marchese del Vasto e Gran Siniscalco

Nel 1494 donna Eleonora de Guevara, principessa d’Altamura, duchessa di Andria e di Venosa, contessa di Acerra, moglie di Lodovico di Lucemburgh, conte di Lagni, ottenne l’appellativo di “Serenissima”, concesso solo ad alcuni rappresentanti di casa del Balzo e Sanseverino.
Il Casato fu ricevuto nell’Ordine Gerosolimitano nel 1551 e ottenne numerosi titoli, tra i quali:
duchi di Bovino (1575) e Castellairola (per successione casa Suardo – anzianità 1638),
marchesi di Arpaia, conti di Potenza, Ariano e di Savigliano (1700).
Numerosi furono anche i feudi posseduti, tra i quali: Aliano, Buonalbergo, Montecalvo, Monteleone, Vignola.
La famiglia fu aggregata al Patriziato napoletano del Seggio di Nido e, dopo l’abolizione dei sedili (1800), fu iscritta nel Libro d’Oro napoletano nella persona di GIOVAN BATTISTA (n. 1819), patrizio napoletano, duca di Bovino e
Castellairola, conte di Savigliano, coi predicati di Greci, Castelluccio dei Sauri, Panni, Orsara e Montellaro.
Clarice de Guevara dei baroni di Montemalo, de’duchi di Bovino, figlia di D. Vincenzo e D. Laura Capuano, sposò Fabio d’Anna (1555†1605), giurista, autore delle “Additiones”, Primo Avvocato e consigliere del Sacro Real Consiglio di Filippo II.
Don Inigo-Velez de Guevara y Taxis, conte di Onate,  fu nominato da vicerè di Napoli dal 1648 al 1653 da Filippo IV d’Asburgo-Spagna, in un periodo non facile,  da poco era terminata la rivoluzione di Masiello, i francesi avevano occupato Ischia e in Calabria infuriava la sommossa dei Pignatelli di Monteleone. Il vicerè, abile stratega, in poco tempo riuscì a scacciare i francesi, conquistò Nisida e Ischia, domò la rivolta dei Pignatelli. A giugno del 1648 respinse un tentativo della flotta francese di sbarcare a Posillipo; nel 1649 fece arrestare e condannare Andrea d’Avalos, principe di Montesarchio, colpevole di essersi schierato dalla parte di don Juan d’Austria che mirava alla conquista di Napoli. Guidò le truppe alla conquista di Piombino e Portolongone;
durante la sua assenza il fratello, Beltran de Guevara y Taxis, governava in qualità di luogotenente.

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© Napoli - Fontana della Sellaria – Stemma dei Guevara,
duchi di Bovino e conti di Savigliano

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© Napoli - Fontana della Sellaria Targa su facciata fontana della Sellaria in memoria di
don Inigo Velez de Guevara y Taxis, conte di Onate e vicerè di Napoli - Anno 1650

Don Inigo-Velez diede impulso alla cultura favorendo l’Accademia degli Oziosi e all’arte promovendo il dramma musicale nei teatri; fece restaurare il Palazzo degli Studi, oggi Museo Archeologico Nazionale, gravemente danneggiato durante la rivoluzione di Masaniello.

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© Napoli - Palazzo degli Studi, oggi Museo Archeologico Nazionale

La sua presenza a Napoli non fu più gradita dalla nobiltà napoletana, il cardinale Ascanio Filomarino divenne suo acerrimo nemico e don Inigo Velez, suo malgrado, nel 1653 fu richiamato in Spagna da re Filippo IV.
Insieme al Vicerè si trasferirono in Napoli don FERRANTE e don ALFONSO, il primo fu conte di Belcastro e il secondo conte d’Archi, ma non si sposarono e non ebbero eredi.
Don Inigo Inigo Velez de Guevara y Taxi ebbe due figli:
- don PIETRO, marchese del Vasto e Gran Siniscalco;
- don Antonio, conte di Potenza.

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©  Recale (CE) - Palazzo Guevara,
oggi Villa Porfidia

Nel 1752 i Guevara costruirono a Recale, in Terra di Lavoro, uno splendo edificio, oggi Villa Porfidia, divenuto in breve tempo centro di attrazione di grandi artisti, letterati, poeti ed incalliti giocatori di carte tra cui anche Giacomo Casanova(1725†1798) che si invaghì dell’affascinante duchessa di Bovino Anna Maria Suardo Guevara.
La famiglia risulta aggregata come montista al Real Monte di Manso.
CARLO Guevara Suardo (n. 1839), principe di Satriano duca di Bovino e di Castellairola, conte di Saviano, era figlio di del duca Giambattista(†1872) e della duchessa Carolina Filangieri(†1895), principessa di Satriano.
I titoli di duca di Bovino e di Castellairola, conte di Savigliano passarono in casa de Riseis.

MADDALENA Guevara (Napoli, 1846ivi, 1897), sorella ed erede del predetto Carlo, sposò nel 1871 Luigi de Riseis, barone di Crecchio. 
MARIA Guevaro Suardo(n. Napoli, 1867). sorella della predetta Maddalena, sposò in seconde nozze nel 1899 a Pozzuoli Giulio Lecca Dugagini; quest'ultimo fu adottato dal cognato Prospero Guevara Suardo, duca di Bovino. I discendenti di Maria e Giulio portano come cognome Lecca Dugagini Guevara Suardo.

 

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