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Armi:
la più antica: d’argento
poi: d’argento alla fascia
rossa
ramo dei principi di Salerno:
inquartata, nel primo e nel quarto d’argento alla fascia
rossa, nel secondo e nel terzo d’oro a quattro pali rossi
(d’Aragona)
ramo dei conti di
Tricarico: d’argento alla fascia rossa con la bordura
di azzurro intorno allo scudo.
Motto: Nec morsus timebo.
Dimora: Marcellinara e Napoli |
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© Napoli
- Stemma Famiglia Sanseverino principi di Bisignano |
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L’antica e illustrissima
famiglia Sanseverino, annoverata tra le Serenissime Sette
Grandi Case del Regno con i d’Aquino,
gli Acquavia, i
del Balzo, i
Ruffo, i Celano e i de Moliso, arrivò a possedere oltre
trecento feudi, tra cui Padula ove
nel
1306 Tommaso II Sanseverino fondò la Certosa dedicata a San Lorenzo, dieci principati, dodici ducati, nove marchesati
e quaranta contee.
I
suoi rappresentanti ricoprirono cinque dei
sette Grandi Uffici del Regno:
Gran Conestabile, Grande Ammiraglio, Gran Camerlengo, Gran
Protonotario e Gran Giustiziere.
Vestì più volte l’abito di Malta.
Fu insignita delle più alte onorificenze: Grandato di Spagna di
1^ classe, dell’Ordine del Toson d’oro, dell’Ordine
dell’Ermellino, dell’Orine
del Nodo, della Gran Croce dell’Ordine di S. Ferdinando e
del Merito, del Real Ordine di S. Gennaro e di molti altri.
Godette di nobiltà in Genova, Venezia, Milano, Piacenza, Modena,
Capua, Salerno e Napoli ove fu aggregata al Patriziato
Napoletano del Seggio di Nido
e, dopo l’abolizione dei sedili (1800), fu iscritta al Libro
d’Oro Napoletano nelle sue linee dei
principi di Bisignano, principi
di Paceco e conti di Saponara.
Capostipite fu TURGISIO, discendente dei duchi di
Normandia, il quale passò nel Napoletano nel 1045 per seguire
Roberto il Guiscardo. Ottenne la contea di Sanseverino, in
Principato
Citra, oggi Mercato Sanseverino, dalla quale prese il nome
il Casato.
San Tommaso ebbe l’ultima
visione nel castello di Sanseverino ove si recò in visita alla
sorella Teodora d’Aquino, nipote di Papa Innocenzo IV e moglie
di RUGGIERO II, conte di Sanseverino;
quest’ultimo sfuggito alla persecuzione di
Federico II di
Svevia. |
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Mercato Sanseverino(SA) col suo
castello |

Padula (SA) la Certosa |
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Il Casato si divise in varie linee e rami che
ottennero vari titoli, tra i quali:
Baroni di:
Domanico,
Marcellinara (1445),
Mendicino, Rocca Augitola, S. Fele
Conti di: Altavilla, Altomonte, Anglone, Belcastro (1376),
Biccari, Caiazzo (1461), Capaccio, Caserta
(1166), Chiaromonte, Chiavenna, Colorno, Corigliano (1346),
Lauria (1465), Loseto (1346, Marsico (1266), Matera, Mileto,
Montescaglioso (1373), Montuoro,
Potenza, Ruvo (1346), Sanseverino (1045), Saponara, Soleto,
Terlizzi, Terranova, Tricarico (1380)
Marchesi di: Casalbora,
Rojano,
San
Lorenzo, Valenza,
Duchi di:
Amalfi, Corigliano, Erchie, Jelsi, Venosa (1391), San Marco (1449), S.
Pietro in Galatina(1539), Scalea, Somma (1521), Villermosa
Principi di:
Bisignano (1465), Luzzi, Pietralcina, Salerno (1463), Paceco,
della Riccia, Sant’Agata, San Giorgio, Torrenova,
Primo Principe del Regno di Napoli(1662). |
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I PRINCIPALI RAPPRESENTANTI DEL CASATO |
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I
Sanseverino furono acerrimi nemici degli
Svevi e sostennero la
venuta di Carlo I
d’Angiò; nel 1266 RUGGIERO Sanseverino, col suo esercito,
partecipò valorosamente alla
battaglia di Benevento. Per incoraggiare i suoi militi e
terrorizzare gli avversari legò alla sua arma una maglia nemica
grondante di sangue; per tale motivo il sovrano gli concesse di
inserire nello scudo d’argento la fascia rossa. |
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©
Rappresentazione di Ruggiero
Sanseverino alla Battaglia di Benevento |
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Nel 1276 il citato Ruggiero si recò alla conquista di
Gerusalemme e Cipro con la sua flotta, sotto le insegne
angioine; fu nominato vicario generale a Gerusalemme.
ROBERTO, conte di
Corigliano, gran ciambellano di re Roberto II d’Angiò e
gran giustiziere della Terra di Otranto, partecipò alla guerra
di Sicilia del 1335. La figlia MARGHERITA sposò Luigi di Durazzo
e fu la madre di re
Carlo III di
Durazzo.
Nel 1400 BARNABO’, valoroso comandante, sconfisse a Galatina
Raimondo del Balzo Orsini, principe
di Taranto.
TOMMASO, decorato col titolo di conte di
Montescoglioso nel 1373, con i suoi militi liberò papa
Urbano IV,
al secolo Bartolomeo Prignani (Napoli,1318†1389),
assediato a Nocera dall’esercito di Carlo III di Durazzo.
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ROBERTO (1418†1488), valoroso combattente, fu
alle dipendenze dello zio Francesco Sforza; divenne primo
capitano d’Italia e governatore di Milano. Per aver aiutato
re
Ferrante I d’Aragona, nel 1461 ottenne il titolo di
conte di Caiazzo e il
privilegio di aggiungere il cognome d’Aragona al suo e di
inquartarne le armi. Sposò Elisabetta, figlia di Federico da
Montefeltro duca di Urbino. |
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©
Caiazzo col suo castello - il feudo di Roberto Sanseverino |
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La linea primogenita dei conti di Caiazzo si
estinse con MADDALENA che sposò Giulio de Rossi di San
Secondo.
Nel 1445 NICCOLO’ I, valoroso condottiero, con le sue milizie
conquistò Catanzaro ed ottenne per ricompensa la
baronia di Marcellinara da
Alfonso I
d’Aragona.
Nel 1463 ROBERTO (†1474), conte di
Marsico, fu insignito del titolo di
principe di Salerno ed ottenne
il privilegio di battere moneta e nominare feudatari i suoi
vassalli; sposò Raimondina del Balzo
e divenne il più importante personaggio del Regno. Fu nominato
grande ammiraglio e, al comando della sua flotta, le cui navi
innalzavano le insegne degli Aragonesi e dei Sanseverino, fu il
vincitore della battaglia di Ischia (1464) contro Giovanni
d'Angiò che aveva occupato l'isola, su invito di Giovanni
Torella, genero di Lucrezia d'Alagno.
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© Napoli - Tavola Strozzi - la
flotta con i gonfaloni degli Aragonesi e dei Sanseverino rientra
a Napoli
dopo la vittoriosa battaglia di Ischia del 1464. |
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Il figlio di Roberto, ANTONELLO (†1499),
conte di Marsico e principe di Salerno, sposò Costanza di
Montefeltro, figlia del duca di Urbino. Abitò nel sontuoso
palazzo di piazza del Gesù in Napoli, di cui oggi resta sola la
facciata facente parte della Chiesa del Gesù, fatto costruire
dal padre e terminata nel 1470. Nel 1486 fu il promotore
della
Congiura dei Baroni, fece imprigionare Federico
d’Aragona, secondogenito del re, durante la sua visita a
Salerno, il quale riuscì miracolosamente a fuggire. Il
Sanseverino dovette, quindi, espatriare e gli furono confiscati
tutti i beni. Ritornò in Italia con
Carlo VIII, re
di Francia, che, conquistata Napoli, costrinse re Ferrante II a
rifugiarsi ad Ischia.
Alla Congiura dei Baroni partecipò anche GIROLAMO
Sanseverino(†1487),
figlio di don LUCA(†1470),
secondo principe di Bisignano,
duca di S.Marco,
conte di Tricarico e
Chiromonte,
fu arrestato rinchiuso nelle carceri di Castel Nuovo
ove morì nel 1487. Egli favorì lo stanziamento degli
Albanesi nelle sue terre, accordando
loro esenzioni tributarie e lo sfruttamento gratuito delle
terre.
Sposò
Mandella Gaetani
dell’Aquila d’Aragona, figlia di Baldassarre conte di
Morcone; la moglie dovette fuggire con i figli a Terracina ove
conobbe Francesco Gonzaga, nacque Carlo che diede origine al
ramo dei Gonzaga in Cosenza, grazie alle donazioni dei feudi
fatte da BERARDINO (†1517), figlio del citato Girolamo(†1487), terzo principe di Bisignano
e duca di San Marco,
Grande Almirante del Regno e
sposo di Eleonora Piccolomini,
figlia di Antonio duca di Amalfi. |
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© Napoli - Palazzo Filomarino di
Rocca d'Aspide |
I coniugi abitavano, come i genitori, in
Napoli nel palazzo di loro proprietà oggi noto come palazzo Filomarino di Rocca
d'Aspide. Il citato Berardino, dopo essersi rifugiato presso
re Luigi XII, ritornò a Napoli nel 1507. I cronisti
dell'epoca narrano che la moglie, in assenza del marito,
conduceva una vita libertina ed era l'amante del cardinale
Pier Luigi Borja, figlio naturale di Papa Alessandro VI, al
secolo Rodrigo Borgia.
La duchessa di Amalfi morì, forse avvelenata dal marito per
vendetta, che mal sopportava i continui tradimenti.
Successivamente vi abitò il principe
PIETRANTONIO (†1568),
di cui si parlerà in avanti, con la seconda moglie
Giulia
Orsini, figlia di Gian Giordano Signore di Bracciano.
Anche la Orsini conduceva una vita a dir poco "allegra" e,
pur di soddisfare i suoi desideri amorosi, ricompensava i
suoi occasionali amanti con grosse somme di danaro.
Il principe, dopo aver partecipato con un suo proprio
esercito alla
battaglia di Tunisi insieme all'Imperatore
Carlo V d'Asburgo-Spagna,
tornò a Napoli e si vendicò della moglie infedele facendola
uccidere.
Prima che il palazzo passasse alla famiglia
Filomarino, vi abitò il
principe Nicola Berardino(†1606)
con la moglie Isabella Feltre della Rovere, più avanti
citati. |
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STEFANO, conte di Matera, fratello
di VENCESLAO, conte di Tricarico e duca di
Venosa, partecipò come i suoi parenti alla Congiura
dei Baroni, fu condannato ed ucciso e il palazzo in Napoli
venne da re Ladislao di Durazzo confiscato e regalato alla
Repubblica di Venezia per farne sede dell'Ambasciata. In seguito
il palazzo fu acquistato dalla famiglia
Capone. |
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© Napoli - Palazzo appartenuto ai
Sanseverino di Matera |
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FERRANTE (Napoli,1507†Avignone,1568), principe di Salerno, conte
di Marsico e duca di Villermosa,
ebbe per segretario il padre di Torquato Tasso; sposò Isabella
Villamarina, contessa di Capaccio. Nel 1535 comandò le truppe
napoletane
all'assalto di Tunisi. Fu perseguitato dal vicerè
Alvarez de Toledo per avergli impedito
di istituire il famigerato Tribunale dell’Inquisizione. Accusato
ingiustamente di tradimento dall’imperatore Carlo V, rinunciò a
tutti i suoi feudi e titoli, si trasferì in Francia ove fu
accolto con grandi onori. Si estinse così il ramo primogenito
dei principi di Salerno.
Il Palazzo di piazza del Gesù, anch'esso confiscato, fu
acquistato nel 1584 da Niccolò Grimaldi e rivenduto ai Padri
della Compagnia di Gesù, fu trasformato in Chiesa, consacrata
nel 1601 dal vescovo Alfonso Gesualdo,
grazie alle cospicue donazioni fatte da Isabella
Feltria della Rovere, principessa
di Bisignano. |
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©Napoli - lo stemma con le insegne
dei Sanserino,
principi di Bisignano, e Isabella Feltria della Rovere
A sinistra: Napoli -
Piazza del Gesù, con l'omonima
chiesa già Palazzo dei Sanseverino
principi di Salerno |
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PIETRANTONIO (†1568),
grande di Spagna, principe di Bisignano, duca di San Marco e di
Corigliano, conte di Tricarico,
Chiaromonte e Altomonte,
barone di Rocca Augitola,
Mendicino,
Domanico e San Fele, sposò
in terze nozze nel 1539 Irene Castriota Scanderbeg, figlia ed
erede di Ferdinando, duca di San Pietro in Galatina e Conte di
Soleto.
Alla morte del suocero e per maritali nomine divenne
duca di San Pietro in Galatina e
conte di Soleto; fu il primo nel
Napoletano ad ottenere l’Ordine del Toson d’Oro.
NICCOL0’ BERARDINO (†Napoli,
1606), principe di Bisignano e duca di Corigliano, sposò a
Napoli nel 1565 la già citata Isabella Feltria della Rovere(Urbino, 1554†Napoli,1619)
principessa di Urbino, figlia del duca Guidobaldo II e di
Vittoria Farnese principessa di Parma e Piacenza.
LUIGI
(Saponara,1587†1669),
conte di Saponara, di Tricarico e
Chiaromonte, barone di Rocca Augitola, Domanico, Mendicino,
Carole e San Fele, nel 1607 sposò Margherita Tagliavia
d’Aragona,
figlia di Carlo duca di Terranova e di Giovanna
Pignatelli dei duchi di Monteleone;
nel 1662 ottenne da
re Filippo IV d'Asburgo-Spagna
i titoli di principe di Bisignano col Grandato di Spagna, e
primo principe del Regno di Napoli,
ereditò il ducato di San Marco alla morte di Michele Antonio
Orsini, duca di Gravina.
Don Carlo (?,1590,†Napoli,1677),
principe di Bisignano, primo principe del
Regno di Napoli, Grande di Spagna di prima classe alla
morte del fratello Luigi, sposò, in prime nozze, nel 1617 Orsola
Montalto, figlia di Bernardino
marchese di San Giuliano; in seconde nozze a Napoli nel 1620
Cecilia Orefice, figlia di Francesco principe di Sanza e della
nobildonna Imara de Mendoza. |
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GIUSEPPE LEOPOLDO (†1727),
principe di Bisignano, Grande di Spagna di prima classe e
primo barone del Regno, nel 1717 fu
nominato da Carlo
VI gran giustiziere del Regno, sposò Stefania Pignatelli,
figlia di Nicola duca di Monteleone e di Giovanna Pignatelli dei
principi di Noia.
LUIGI (Napoli,1705†Acri, 1772),
patrizio napoletano, principe di Bisignano, Primo Principe del
Regno di Napoli, conte di Tricarico e Chiaramonte, ecc., Grande
di Spagna di prima classe, cavaliere dell’Ordine del Toson
d’Oro, sposò in prime nozze a Napoli nel 1723 Ippolita
Spinelli dei Principi di San Giorgio
(†Napoli,
1734); in seconde nozze nel 1734 Cornelia
Capece Galeota duchessa di
Sant’Angelo (†1793).
FRANCESCO (1745†1787,
conte di Saponara, figlio secondogenito di NICOLO’(†1793)
principe di Paceco e marchese di S.
Lorenzo, nel 1771 sposò a Napoli Maria Saveria Pescara dei duchi
di Calvizzano(†1822);
succedette a Bartolomeo di Capua,
principe della Ricca, gran
conte di Altavilla e conte di
Montuoro e Biccari. Assunse il doppio cognome
di CAPUA SANSEVERINO, inquartando
le armi. |
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©Napoli -
Cappella dei Sanseverino con
le tombe dei dei tre figli di UGO, Conte di Saponara,
fatti
avvelenare da un parente che sperava di ereditare (sec. XVI) |
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TOMMASO (Napoli,1759†ivi,1814),
fratello di Luigi, patrizio napoletano, principe di Bisignano e
di Terranova, Primo Principe del Regno di Napoli,
duca di San Marco e di Erchie,
marchese di Casalbore, conte di Tricarico, Chiaramonte e
Altomonte, Grande di Spagna di prima classe, fu ministro di
stato napoletano. Sposò nel 1789 Livia
Firrao, figlia ed erede di Tommaso
principe di Sant’Agata, principe di
Luzzi, principe di Pietralcina
e duca di Jelzi.
PIETRO
ANTONIO (Napoli, 1790†Roma,
1865), principe di Bisignano, Sant’Agata, Luzzi, Pietralcina e
San Giorgio, Primo Principe del Regno di Napoli , duca di Jelzi,
ecc., insignito dei maggiori Ordini equestri napoletani ed
esteri, fu Intendente Generale della Casa Reale di Napoli fino
al 1859; sposò nel 1807 Maria Antonia Serra,
figlia di Luigi duca di Cassano e di Giulia
Carafa della Spina dei principi
di Roccella.
Alla caduta del Regno
delle Due Sicilie seguì
Francesco II di Borbone nel suo esilio romano.
FRANCESCO di Capua Sanseverino
(Napoli,1803†ivi,1870),
conte di Saponara, figlio del conte
Luigi (Ruggiano,1776†ivi,1828),sposò
a Roma nel 1831 la principessa Costanza
Capece Zurlo (†1872),
figlia di Giovanni Antonio e Teresa Imperiali dei principi di
Francavilla. |
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©Napoli - Epitaffio su monumento
funebre di Francesco Sanseverino e della moglie Costanza Capece
Zurlo |
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LUIGI (Napoli,1823†ivi,1888), figlio di detto
Pietro Antonio(1790†1865),
patrizio napoletano, primo principe del Regno di Napoli,
principe di Bisignano, ecc., cavaliere del S.M.O. di Malta,
cavaliere del Real Ordine di San Gennaro e di numerosissime
altre onorificenze, nel 1841 sposò Giulia
Imperiali de principi di Villafranca
(†1851). |
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©Napoli - Villa Bisignano |
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Fece apporre nell'androne del palazzo,
acquistato nel 1765 dal conte PIETRO ANTONIO Sanseverino dalla
famiglia Pignatelli, una scritta in ricordo del centenario del primo restauro della villa
fatto eseguire ALOISIO nel 1776. TOMMASO, principe di Bisignano,
trasformò il giardino della villa ad orto botanico con piante
rarissime. |
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©Napoli - interno Villa Bisignano |

©Napoli - targa commemorativa |
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Dal matrimonio nacquero sei figlie femmine e i
titoli passarono in Casa Costa per successione, a seguito di
matrimonio celebrato in Napoli nel 1864 tra la primogenita MARIA
ANTONIETTA (Napoli,1843†Foggia,1875), contessa di Tricarico e
Chiaromonte, e il cugino Francesco Costa dei marchesi di
Arielli (Napoli,1835†ivi,1899); il loro figlio primogenito LUIGI
Costa (Napoli,1870†ivi1939) nel 1897 acquisì il doppio cognome
COSTA SANSEVERINO.
La linea secondogenita maschile di Capua Sanseverino si estinse
con FRANCESCA SAVERIA (Napoli, 1832†1892), contessa di Saponara
e marchesa di Rojano, figlia del
conte Francesco Saverio e della principessa Costanza Capece
Zurlo, precedentemente citati, andata in sposa a Napoli nel
1851 al patrizio napoletano Luigi Bianchi de Dottula, marchese
di Montrone. |
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©Napoli - Stemma di Capua
Sanseverino |
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La linea di Marcellinara, ancora fiorente,
risulta iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana col
titolo di barone di Marcellinara,
nella persona di PATRIZIO Sanseverino (n. Catanzaro, 1879),
discendente di CARLO (Marcellinara, 1847†ivi,1917) Senatore del
Regno d'Italia. |
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©Napoli - Stemma Famiglia
Sanseverino |
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