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L’antichissima e illustre famiglia Ruffo, deriva
molto probabilmente dalla Gen Rufa del patriziato dell’antica
Roma; si stabilì prima in Oriente per seguire l’imperatore
Costantino il Grande e, dopo aver dato due imperatrici
all’impero di Bisanzo con Berenice, moglie di dell’imperatore
Basilio II, e Jole, moglie dell’imperatore Andronico Giovanni
Comneo, e successivamente in Calabria con GIOVANNI FULCONE Ruffo, inviato dall’imperatore d’Oriente,
con la carica di governatore.
Già dal secolo X la famiglia Ruffo era potentissima in Calabria,
tanto che l’imperatore di Costantinopoli dovette chiedere aiuto
al Casato per riconquistare la Puglia e la Calabria; fu definita
“Magna Domus” e acquisì l’appellativo “di
Calabria” e nei loro atti potevano usare la formula,
solitamente utilizzata dai sovrani “Dei Gratia Comes Catanzarii”.
E'
annoverata tra le
Serenissime Sette Grandi Case del Regno
e godette del Patriziato napoletano nei
Seggi di Porto dal 1690
e di Capuana dal
1703; dopo la soppressione dei sedili (1800), fu iscritta nel
Libro d'Oro napoletano.
Vari sono stati i titoli concessi a questa
famiglia, fra questi:
conti di: Catanzaro (1252),
Montalto (1327), Corigliano, Sinopoli(1334), Nicotera (1555 per
succesione casa di Gennaro)
marchesi di: Crotone
(1390), Licodia (1509), Crispano
duchi di: Guardia lombardi (1622),
Santa Cristina (1829)
principi di: Scilla (1578),
Palazzolo(1622), Ruffo di Calabria (1828).
CARLO e RUGGIERO seguirono la regina
Giovanna I
d'Angiò in Provenza ove furono i capostipiti dei Ruffo (Ruox),
conti di Bonneval e
marchesi di la Fare, reintegrati al
Patriziato napoletano nel 1796. |