|
  |
|
Arma: ”usa per arme
questa famiglia un campo partito di mezzo, nella cui parte
superiore d’argento sono tre uccellini di colore vermiglio, e
nella parte inferiore di color vermiglio, tre uccellini
d’argento, i quali secondo le regole, che scrisse il Cattaneo
nel suo catalogo della gloria del mondo, sono privi di piedi e
di becco,” per dinotar d’essi la meglior parte, con le quali
stanno librati inverso il cielo, senza quell’altre, che
appoggiate stanno sopra la terra, e che delle terrene cose si
pascono”, i quali uccellini, per quel che ci lasciò scritto
Francesco de Petris nella sua, istoria napoletana, furono
aggiunte alle loro proprie, e più antiche armi dè Sanfelici,
consistenti assolutamente nello scudo partito di mezzo
d’argento e ostro, per concessione dè Re Francesi”. Altri
storici concludono circa lo stemma Sanfelice a dimostrazione
dell’origine ultramontana, che, gli uccellini compresi nello
scudo sono senza piedi, perché non sono di questa terra e senza
il becco perché non parlano questa lingua.
Motto: Vigilate et Orate quia. |
|

© Stemma Famiglia Sanfelice
|
|
La famiglia Sanfelice trae la sua origine da
PIETRO Cavaliere Normanno venuto nel regno seguendo le armi di
Roberto il Guiscardo, dal quale ottenne nel 1018 il Castello di Sanfelice, in
Terra
di Lavoro, che diede il nome ai suoi discendenti. I
Sanfelice hanno goduto nobiltà in Napoli al
Seggio di Montagna,
Cosenza, nel Cilento, Perugia, Aversa ed in Francia.
|
|
Vari sono stati i titoli concessi a questa
famiglia, fra questi:
Conti di: Sanfelice
nel 1018. Corigliano nel 1230. Bagnoli sul Trigno, 1570.
Marchesi di: Acaia,
Corigliano, Monteforte, Montesilvano, Torricella.
Duchi di: Acquavella
1795, Bagnoli sul Trigno 1625, Lauriano1637, Rodi 1609,
San Cipriano 1658.
Principi di: Monteverde
nel 1646. Viggiano nel 1891.
I Sanfelice hanno inoltre posseduto oltre cinquanta feudi.
Quelli di Agerola, Agromonte, Agropoli, Albidona, Amendolara,
Aversa, Baranello, Borrello, Brianello Castagna, Castello,
Chiarara, Chiavici, Cirigliano, Dagazano, Dogliola, Folignano,
Gaudo, Gazano, Laconia, Laurenzano, Mastrati, Moliterno,
Montagano, Montegiordano, Motta, Odone, Otranto, Prata, Pantose,
Reciliano, Ravaschenia, Rivellano, Roccarainola, Roccella, San
Demetrio, San Leone, Santo Mango, Scandale, Selva Ceppatura,
Terluzzo, Terriolo, Torricella, Valle, Villanova, Zorletto.
Inoltre hanno posseduto Vassalli nella Terra della Bella e nella
città di Muro.
Adriana Sanfelice nata
Caracciolo, figlia di
GiovanFrancesco dei signori di Vico madre di Michele e GiovanBattista, per la prematura morte di
Bernardo vendette il
feudo di Sanfelice con castello, casa e palazzo baronale,
vassalli, valvassori e uomini, con privilegio di alta e bassa
giustizia nel 1584 al nobile Pietro Cola
Migliaccio.
|
|
I PRINCIPALI RAPPRESENTANTI DEL CASATO |
|
I
rappresentanti dei Seggi Nobili di Napoli e il
rappresentante del Popolo, il 13 gennaio 1527, anniversario
della traslazione delle ossa di San Gennaro da Montevergine a Napoli, fecero voto di erigergli una nuova e
più bella
Cappella. L’impegno fu assunto solennemente e
sottoscritto alla presenza di Donato, Vescovo di Ischia,
Vicario Generale del Cardinale, Vincenzo
Carafa.
Firmatari del documento furono: Marino
Tomacelli per Capuana; Francesco
d’Alagno per Nido; Galeazzo
Cicinello e
Antonio Sanfelice per Montagna; Alberigo
de Liguoro per Portanova; Antonio
d’Alessandro per Porto e per il Sedile del Popolo Paolo
Calamazza.
Nel 1544 i Sanfelice furono ricevuti nell'Ordine di San
Jago di Spagna e nel 1583 vestirono l’abito
di Malta. Molti furono gli incarichi che ebbero, quello
di Mastro Razionale, Maestro Ostiario, Viceré in Calabria,
Puglia, Basilicata, Terra di Lavoro,
Capitanata. Vicariati di
Tripoli e Corfu.
Nel 1090 TANCREDI Sanfelice, dona alla chiesa di S.M. di Galeso
alcuni stabili posti nella
città di Troia per l’anima sua e dei
suoi genitori Pietro e Geltruda
affermando la loro origine “ex gente normandorun”(da una
famiglia di normanni).
Nel 1187 un
altro TANCREDI Sanfelice, si legge in una antica
inquisizione, prese parte alla crociata in terra Santa e per i
feudi da esso posseduti concorse con 13 soldati a cavallo e 40 a
piedi.
Molti furono
gli uomini che diedero lustro al casato, fra i più noti si
citano:
PIETRO,
Conte di Sanfelice.
PIETRO,
Conte di Corigliano, (1239) sotto
Federico II di
Svevia, fece parte del
consiglio dei “Comes”. Gli furono affidati dall’imperatore
alcuni ostaggi presi nelle città Lombarde.
GIORDANO,
familiare di
Re Carlo I
d'Angiò, Giustiziere di Basilicata e Vicario
Generale nell’isola di Corfu.
|
|

© Napoli- Chiesa di Santa Chiara -
particolare cappella gentilizia dei Sanfelice;
il sepolcro fu asportato dal disabitato castello di San
Felice e portato in Napoli.
Per visitare la chiesa di Santa Chiara e l'annesso
Monastero:
www.comune.napoli.it o
www.inaples.it |
|

© Epitaffio
in ricordo di
Gio Battista Sanfelice figlio
di Michele, successe al padre
nel castello di Santo Felice e ne fu settimo Signore, e di Cesare
Sanfelice, Duca di Rodi nel 1609. |

© Epitaffio
in ricordo
di Pietro Sanfelice Conte di Corigliano (1239), di Berlingiero
Sanfelice fine
1200 e di Paride Sanfelice Vicerè
di Terra di Lavoro(1400). |
|
Nel 1346
PIETRO Sanfelice era Vicario in Terra di Lavoro di Ludovico
e Roberto Duchi di Durazzo.
PIETRO Sanfelice, fu Viceré, e
Capitan Generale in Calabria, sotto la
Regina Giovanna I
d'Angiò.
PARIDE Sanfelice,
Patrizio Napolitano, nel 1381, Viceré e Capitan Generale nelle
Province di Terra di Lavoro e Contado del Molise sotto Carlo
III di Durazzo, Luogotenente della
Regia Camera della Sommaria nel 1392
sotto Re Ladislao di Durazzo.
|
|
ANTONIO Sanfelice (~1515†~1570) figlio
secondogenito di Giovanni, vestì l’abito della riforma di
San Francesco, e non poco lustro apportò anch’esso, tanto
alla sua famiglia. Fu uno dei più chiari uomini in lettere
della Città di Napoli, che fiorirono nel secolo XVI, godette
sempre gran considerazione nel Regno, meritò il soprannome
di Plinio dei suoi tempi.
|
|

©
Antonio Sanfelice
(~1515†~1570) |
“Fu
specialmente elegante Poeta, non men che istorico;
scrisse poi con tanta erudizione la Campagna Felice, con
l’opuscolo: de origine, et situ Campanie, che si vide alla
luce nel 1562, sotto i suoi occhi, recata poi in volgare
italiano da Girolamo
Aquino,
Capuano, e dato alle stampe per la
prima volta in Napoli nel 1796 dall’Esprovinciale de minori
osservanti dell’ordine stesso del Sanfelice Frà Nicola
Onorati, il quale vi aggiunse anche la vita di questo
celebre, ed erudito.
Egli aggiunse all’istoria della sua vita, anche un elogio
sepolcrale, che inciso in bella tavola di marmo bianco, con
fascia di altro colorito marmo intorno, vedesi nella Real
Chiesa di S. Diego di Napoli detta dell’ Ospedaletto, nella
gran cappella al Santo Patriarca dedicata nel muro
meridionale di essa”.
Antonio Sanfelice, detto comunemente Fra
Plinio Figlio secondogenito di Giovan Francesco Sanfelice e
di Adriana
Caracciolo
dei Marchesi di Vico, Dama del
Seggio di Capuano.
Nacque nell’ Agro Aversano, intorno al 1515. Mori
presumibilmente a Napoli nel 1570. |
|
***************************** |
|
FRANCESCO Sanfelice
figlio primogenito del detto Giovanni, e fratello di Fra
Antonio, sposò Elionora Riccardo, gentildonna della città di
Aversa, che gli portò grossa dote, alla sua morte lasciò tre
figli maschi, chiamati Camillo, Luzio, e Giovan Paolo, e due
femmine chiamate Cornelia, e Beatrice.
Queste ultime
furono poi Monache di S. Francesco della stessa città di Aversa.
JO.TOMMASO,
Governatore di Perugia, e Preside dell’Umbria, Vescovo di Cava
nel 1520. Generale Commissario del Sacro Concilio di Trento.
GIOVAN
VINCENZO,
Conte di Bagnoli sul Triglio,
Principe di Monteverde,
Marchese, Governatore
e Maestro di Campo Generale in Brasile, dove sconfisse gli
Olandesi comandati dal Principe Maurizio di Nassau. Governatore
della provincia di Calabria. Maestro di Campo Generale nelle
Fiandre. 1° Principe di Monteverde.
GIOVAN
FRANCESCO,
Reggente la
Gran Corte della Vicaria.
|
|

©
Giovan Vincenzo Sanfelice, Conte di Bagnoli, Principe
di Monteverde. |

©
Don Giovan
Francesco Sanfelice,
Reggente la Gran Corte della Vicaria. |
|
ORAZIO,
sindaco dei nobili della città di Napoli.
GIUSEPPE
MARIA,
Arcivescovo di Cosenza nel 1649, assistente al Soglio
Pontificio. Governatore di Imola, Fermo, Perugia, uomo
versatissimo nelle faccende legali fu utile alla Curia romana in
molti uffici. Fra questi nel 1652 Nunzio straordinario a
Colonia, che lo portarono a insediare sul trono tedesco
Leopoldo I.
|
|

© Napoli - Affresco su volta
ingresso Palazzo Sanfelice: "la Gloria dei Sanfelice"; gli
angeli reggono lo stemma con le insegne dei Sanfelice e dei
Ravaschieri, famiglie imparentate
|
|
FERDINANDO (1675†1750),
illustre architetto e pittore, allievo del maestro Francesco
Solimena, sposò di Donna Agata
Ravaschieri, figlia del principe di Satriano. Fu un
punto di riferimento importante per il consiglio del seggio di
Montagna; progettò e diresse la costruzione di importanti
edifici e chiese sia a Napoli che in Puglia, dove era molto
apprezzato il suo gusto per il rococò.
|
|

© Ferdinando Sanfelice |

© Napoli - Palazzo Serra di
Cassano |
|

© Napoli - Chiesa della
Nunziatella |

© Napoli - Palazzo dello Spagnolo |
|
Detto Ferdinando realizzò, tra le tante opere, in Napoli la
chiesa della Nunziatella, palazzo dello Spagnolo, palazzo
Sanfelice, palazzo
Serra di Cassano,
Palazzo
Pignatelli di Monteleone;
ristrutturò nel 1706 la chiesa di
Santa Maria della Redenzione dei Captivi.
A Portici (NA) la villa della famiglia
Mirelli di Teora;
al
Granatello di Portici, ampliò villa d’Elboeuf di proprietà
del principe Emmanuele Maurizio di Lorena, generale e nipote
dell’imperatore Giuseppe I, acquistata poi nel 1716 da
Giacinto
Falletti (n.1661), duca di Cannalonga ed ereditata
quindi dalle figlie Maria Giuseppa (?,†1786)
e Anna (?†1789),
quest’ultima sposò
Vincenzo d’Anna,
2° duca di Laviano; infine la villa fu venduta a re
Carlo III di
Borbone che la utilizzò come dependance della Reggia di
Portici.
Don Ferdinando rese l'anima a Dio nel 1750 e fu
sepolto
in Napoli nella chiesa di Santa Maria la Nova, nella
“cappella di San Giacomo della Marca”; pare che egli avesse
voluto essere seppellito con molta umiltà, nonostante ciò,
il figlio gli fece realizzare per i funerali, una
“Castellana” e lo fece accompagnare alla sepoltura da 100
Frati scalzi.
|
|
Il Cardinale GUGLIELMO Sanfelice d’Aquavella,
nacque ad Aversa il 14 Aprile del 1834, da Giuseppe Duca d’Aquavella
e da Giovanna de Martino dei Baroni di Montegiordano.
Si formò negli studi a Montecassino e a
Cava dei Tirreni ove tenne la cattedra di letteratura greca,
latina e italiana, con tale successo che il Ministro della
Pubblica Istruzione, Natoli, nel 1866, volle conferirgli
senza esami, il Diploma di Professore. Nel settembre del
1875, a Napoli, conseguì la laurea in S. Teologia e poi in
Roma quella in “utroque iure”.
Fondò il liceo ginnasio,
annesso alla Badia, fin quando Leone XIII lo destinò al
governo della chiesa napoletana. Era Vicario Generale della
Badia di Cava, quando fu innalzato all’ufficio di
Arcivescovo, il 29 giugno 1878, succedendo al Cardinale,
Sisto
Riario Sforza.
|
|

© Cardinale Guglielmo Sanfelice |
|
Nella notte tra il 28 e 29 luglio del
1883, il Comune di Casamicciola venne semidistrutto da un
violento terremoto, il Cardinale si adoperò con aiuti
concreti, visitando i luoghi del disastro e portando soccorsi
ai superstiti e gli infermi. Nel Concistoro del 24 marzo
1884 veniva creato Cardinale di S.R.C. con il titolo di S.
Clemente.
Nel 1884, durante il colera che mieteva
numerose vittime e quando gli ospedali e lazzaretti non
avevano più capacità di accoglienza, fece mettere a
disposizione dei malati le chiese e i monasteri.
Anche il Re Umberto I diede il suo
notevole contributo, stando vicino al Cardinale Sanfelice
mentre assisteva gli infermi e dando il contributo politico
economico che cambiò in pochi anni l’assetto urbano di
Napoli: il Risanamento. Giovanni Bovio , “con enfasi
tutta forense”, lodò i due personaggi con queste parole:
“vedo un uomo che lascia da parte la corona e il
manto,accorcia le distanze che è tra il trono e la miseria,
e corre a spiare sulla faccia dei moribondi per colera e per
fame la comune natura…..Tu impallidisci o rè ? Io resto
nella mia fede radicale, ma io ammiro questo tuo atto, io
sorprendo una tua lacrima. …..Io vedo un sacerdote che non
teme il contagio tra la sua e le mani convulse dei
moribondi….Non so in nome di che Dio egli benedica ma so che
piange….Io resto naturalista…ma pur te ammiro o prete….”
Il Cardinale
Sanfelice spirava il 4 gennaio 1897 all’età di 62
anni,colpito da una bronchite con implicazioni polmonari.
Conosciutasi ovunque, la fama della sua
carità indusse anche la stampa estera a prendere parte al
lutto della Chiesa napoletana. La stampa francese lo
commemora il “Figaro” in particolare, ricordava
l’attaccamento che per il porporato nutrivano sovrani come
Guglielmo II e Re Umberto. L’Imperatore Guglielmo II andò
ad incontrarlo sull’Eremo dei Camaldoli il 30 marzo del 1896
e sullo Yacht personale dell’Imperatore il 31 marzo
seguente.
|
|
La famiglia delli Monti, duchi di Acaia e di
Corigliano, si estinse in quella dei Sanfelice che acquisì i
titoli e il doppio cognome.
Gennaro delli Monti Sanfelice, 3° Duca di Lauriano,
Barone di Agropoli, Santo Mango e
Chiarara dal 1722 al 1747, sposò in seconde nozze
Vincenza Pandolfelli ed ebbe per figlio Andrea (1763†1808),
il quale, pertanto, era cadetto e non erede in quando dal
primo matrimonio nacquero Girolamo e Michele.
|
|

© Napoli - Sepolcro di Geronimo
delli Monti Sanfelice
- anno 1715 - |

© Napoli - Stemma con le insegne
delle famiglie
delli Monti e Sanfelice |
|
Il nonno materno di
Luisa de Molino (1764†1800), figlia del nobile spagnolo
Pedro, tenente colonnello aiutante maggiore
dell’esercito napoletano della piazza di Napoli e di Anna Saliniero, era Tommaso Saliniero, fratello di detta Anna, a
sua volta nonna materna di Andrea.
Dunque, Andrea e Luisa erano cugini, frequentavano le stesse
case e,
fin dalla più tenera
età, condivisero giochi e desideri. Nell’età adolescenziale
quando la primavera della vita fa sbocciare grandi passioni
i due si trovano a vivere un intenso sentimento che li
porterà in giovanissima età al matrimonio celebrato nella
chiesa di Sant’Anna nel 1781.
|
|

© Napoli - chiesa S. Anna di
Palazzo |

G. Toma: Donna Luisa Sanfelice
in carcere |
|
A Palazzo i ricevimenti diventarono
fastosi e ben presto Luisa Sanfelice diventò una delle dame
più eleganti della corte napoletana; i suoi polsi, i suoi
lobi e il suo collo scultoreo erano sempre adornati da
gioielli preziosissimi, doni splendidi del marito innamorato.
La coppia si abbandonò a spese che la loro
rendita non permetteva e nel contempo, frutto del loro
grande amore, nacquero tre figli:
Gennaro, Giuseppa ed Emanuela.
Ben presto i creditori cominciarono a fare
la fila e la coppia si trovò costretta a chiedere aiuto.
Per intervento del re
Ferdinando IV di
Borbone venne dato incarico al marchese Tommaso De Rosa
di amministrare i beni di Andrea e Luisa predisponendo un
piano economico per saldare i creditori.
I giovani
vennero allontanati dalla vita e dagli sfarzi della corte
napoletana e si trasferirono ad Agropoli, in
Principato Citra.
Ma Andrea,
preso dalla grande passione per la sua donna, continuò a far
debiti acquistando abiti e gioielli costosissimi e ad
organizzare feste magnifiche al solo scopo di conquistare un
sorriso della sua Luisa.
Nel 1789, solo 8 anni dopo il loro matrimonio, il
fratellastro di Andrea, il duca Michele Sanfelice decise
d’intervenire pagando tutti i debiti ma obbligando i coniugi
alla separazione, lei rinchiusa nel Conservatorio a
Montecorvino Rovella, lui in un convento di Nocera; i
bambini messi nel collegio di Magnacavallo.
Andrea non
si rassegnò alla lontananza e presto organizzò la fuga di
Luisa dal Conservatorio; ritornarono a Napoli e qui si
stabilirono in piazza Carità nel Palazzo Mastelloni del
marchese Emanuele
Mastelloni, noto illuminista che nel 1799
sarà Ministro di grazia e giustizia della
Repubblica Napoletana.
|
|

© Napoli - Palazzo Mastelloni |

Modesto Faustini: L'arresto di
Luisa Sanfelice |
|
Andrea iniziò a lavorare prima presso il
palazzo municipale e poi entrò a far parte del
Tribunale della
Bagliva.
La vita, i debiti, il dolore per l’assenza dei tre figli
logorarono la passione di Andrea e Luisa e i due si separano
nel 1797.
Nella vita di Luisa Sanfelice entrarono vecchi e nuovi
amici: Gerardo de Gasero che nel 1802 cambierà il cognome in
Baccher era un vecchio amico d’infanzia, l’avvocato Vincenzo
Cuoco e, infine, un giovane avvocato di bello aspetto,
Ferdinando Ferri molto somigliante
al mai dimenticato Andrea.
Nel 1799 il re fuggì in Sicilia e venne proclamata la
Repubblica Napoletana; Gerardo con i fratelli Baccher
organizzò una congiura per rovesciare la neonata Repubblica
e, preoccupato per la sorte di Luisa, le diede un
“lasciapassare” con le insegne di re Ferdinando e del leone
inglese da utilizzare in caso di bisogno. La Sanfelice, in
ansia per il futuro del suo giovane amico, consegnò il
lasciapassare a Ferdinando Ferri, il quale non l’accettò e,
ragionando più da uomo di legge che da repubblicano, le consigliò di
riferire il tutto ai rappresentanti del nuovo governo,
essendo i cittadini obbligati a seguire le leggi esistenti.
Dopo una notte insonne, Luisa seguì il consiglio di Ferri;
la congiura dei sanfedisti fu repressa ed Eleonora Pimentel
de Fonseca non tardò a pubblicare sul Monitore la notizia
indicando Luisa Sanfelice salvatrice della Repubblica.
L’articolo fu la causa principale della sua condanna a morte
dopo la restaurazione del Regno; fu imprigionata, la
condanna non fu immediatamente eseguita perché, la stessa,
con uno stratagemma ideato dalla madre e dai tanti amici che
non ritenevano giusta la pena inflitta, si finse incinta.
Trascorsero più di nove mesi e re Ferdinando, oramai
dubitando di quanto più volte affermato dal medico Antonio
Villari, ordinò che la Sanfelice fosse visitata a Palermo.
L’inganno fu così scoperto e l’11 settembre 1800 la povera
Luisa fu decapitata in piazza del Mercato, sotto lo sguardo
pietoso della folla.
|
|
Altri rappresentanti di Casa Sanfelice |
|
Gli eletti del popolo don
Orazio Sanfelice, don Pietro
Macedonio,
don Scipione
Dentice, don Fabrizio
Caracciolo, don
Marc'Antonio
Muscettola, e Don Carlo
Grimaldi, in nome della città di
Napoli, si recarono nella chiesa di San Giovanni a
Carbonara, ristrutturata nel 1735, per portare ricchi doni a
Maria Vergine Consolatrice degli Afflitti, la cui immagine
nel giorno della SS. Trinità del 1620 comparve dopo la
caduta della tonica di un muro della bottega di un
falegname. Nello stesso giorno, la figlia del falegname
acquistò miracolosamente la vista; seguirono altri numerosi
miracoli.
|
|

© Napoli - Chiesa di S. Giovanni a
Carbonara |
|
Famiglie
imparentate con casa Sanfelice
|
|
Parentele contratte dai Sanfelice:
Afflitto - Aiello -
Albertini -
d’Alessandro - Albamonte - Alvito - d’Amato
d'Anna:
Francesco Paolo Sanfelice (Napoli,1832,†
Roma, 1884), duca d'Acquavella, marchese di Torricella e nobile
napoletano, sposò Colomba de Anna.
Barracco - Battimelli
- Bozzuto - de Bauffremont - de Beauchamp.
Caffarelli - Cagiano -
Cantelmo -
Capano -
Capece -
Capecelatro -
Capomazza -
Capua -Caracciolo:
Francesco Sanfelice sposò Maria Luisa Caracciolo Principessa di
Santobono
|
|

©
Lapide
dedicata a Francesco Sanfelice, dalla moglie Maria Luisa
Caracciolo Principessa di Santobono.
Napoli -Tomba Caracciolo di Santobono. |
|
Carafa:
Gio Battista Sanfelice, figlio di Michele, successe al padre nel
castello di Santo Felice e ne fu settimo Signore e lo possedé
fino al 1584, anno in cui il castello fu alienato. Fu ammogliato
con Donna Giovanna Carafa del
Seggio di Nido, dalla
quale ebbe alcuni figli, il primogenito si chiamò Michele.
Carignani - Carluccio - Carmignano -
Castagna - Castella delle -Cattaneo - Cavalli -
Cavalcanti - Ceva Grimaldi -
Ciccarelli -
Cicinelli -
Cigala - Ciolini -
Colonna
- Cornaggia Medici - Courtenay - Crimone - Cugnetta.
Dentice - del Doce -
Doria.
|
|

© Napoli - Stemma famiglia Sanfelice
dei marchesi di Monteforte |
|
Favara - Fiascone -
Filangieri - Filiasi -
Filo - Franco
- Francone - Furleo.
Gallizugaro -
Galluccio
- Gambardella - Gomez -
Granito - Granafei - de Griffis -
Griffo-Guglielmi.
Imperiali:
donna Giustina Sanfelice dei duchi di Bagnoli
sposò nel 1903 il conte Maria Filippo Imperiali (n. a Napoli,
1877).
Lante della Rovere -
Lanza -
Loffredo - di Lauria - de Luzemberger
- de Martino - della Marra -
Marulli -
Massimo
Lancellotti - Marzano
MAZZAROTTA:
Maddalena Sanfelice di Bagnoli
sposò
Domenico Mazzarotta, marchese di Caselle in Pittari.
Medici -de Meo
Moccia:
Camillo Sanfelice sposò Ippolita Moccia
- de Molinas - delli
Monti - Monticelli -
Mormile -
Miroballo
- Monforte -
Muscettola.
|
|

Castello di Agropoli (SA)
Il feudo di Agropoli (SA) fu acquistato nel
1660 dalla famiglia delli Monti Sanfelice.
Di lato: Napoli -
stemma dell’Arcivescovo di Napoli, Cardinale Guglielmo Sanfelice
d’Aquavella |
 |
|
Negri di Oleggio.
Origlia - Orimini -
Orsini
- d’Orya.
Pagano - Palagano - Pandola - Pandolfelli - Pandone
Pappacoda:
Cesare Sanfelice, figlio di Giò Vincenzo Conte di Bagnoli e di
Donna Violante Carafa del Seggio di Nido, fu creato
Duca di Rodi
nel 1609, da
Re
Filippo III° di Spagna. Fu sposato due volte, la prima con
Donna Isabella Pappacoda del Seggio di Porto, ed in seconde
nozze con Donna Giulia del Doge del Seggio di Nido. Ebbe un
figlio maschio che chiamò Francesco e due femmine.
Pascale - Pasolini
Pavoncelli:
Giuseppe Augusto
Pavoncelli sposò nel 1921 donna Maria Luigia Sanfelice, dei
Principi di Viggiano.
Petagna - Pettulli Finizio -
Pignatelli -
Pignone del Carretto:
Nicola Sanfelice dei duchi di Bagnoli sposò a Napoli nel 1903
Rosalia
Pignone del Carretto (n. a
Napoli,1881), figlia di Antonio (1853†1925) e di Maria Bellucci.
Pinelli -
Piscicelli:
Beatrice Sanfelice dei Signori di
Acquavella
sposò a Napoli nel 1726 Giuseppe
Piscicelli, duca di Capracotta.
della Posta
- Puoti.
Ravaschieri - Recco
- di Riccardo - Riccardi - della Rocca - Rocco - de Riso - de
Rossi -Russo - Rossano - Rota -
Ruffo
Saluzzo
Sangro:
Fabio Sanfelice, duca di Bagnoli e S. Cipriano,
nobile napoletano, sposò la duchessa Marianna de Sangro.
Santasilia - Seripando -
Sersale - Silva - Sorgente -
Spiccicacaso -Stendardo.
Testa - Tomasini - Transo
del Tufo:
Michele Sanfelice
(Napoli,1799 † ivi,1884),
patrizio napoletano, duca d’Acquavella, marchese di Torricella e
di Montesilvano, sposò nel 1825 la nobildonna Beatrice, figlia
di Ascanio
del Tufo, marchese di
Matino.
Vaccara - della Valle - Vandrus
Visconti:
donna Anna Sanfelice
dei duchi di Bagnoli e dei marchesi di Monteforte sposò il conte
Leonardo Visconti di Modrone.
Zurlo ed altre.
|
|

© Napoli - Particolare ingresso del
palazzo fatto costruire nel 1728 da Don Ferdinando Sanfelice per se
e per la moglie Agata Ravaschieri, principessa di
Satriano.
Sul portale la scritta: "Ferdinando Sanfelice, patrizio
napoletano, per la straordinaria salubrità del luogo, costruì questa
dimora. Anno 1728"
|
|
Pagina
realizzata da Pierluigi Sanfelice di Bagnoli |
|
*
Copyright © 2007 www.nobili-napoletani.it
-
All rights reserved
* |
|