Napoli - Parte del soffitto dorato della Chiesa del Camine con i quattro stemmi dei Filomarino disposti attorno l'immagine della Madonna

stemma dei Filomarino

Armi:
ramo delle Bande: di verde a tre bande di rosso filettate d'argento.
ramo dei Gigli: di verde alla banda rossa filettata d’argento accompagnata da tre gigli d’oro per ogni lato.

stemma dei Filomarino, conti e poi principi di Rocca d'Aspide
© Napoli - stemma famiglia Filomarino dei principi di Rocca d'Aspide

La famiglia Filomarino è una delle più antiche della città di Napoli, le sue origini risalgono all’epoca del Ducato con MARINO (fine X secolo) che ricopriva la carica di Console.
I suoi figli erano chiamati “filii Marino” e, quindi, presero in seguito il cognome Filomarino.
Il Casato godette di Nobiltà nel Seggio di Capuana e, dopo l'abolizione dei Sedili, fu ascritta al Libro d'Oro Napoletano;  ricoprì prestigiose cariche in campo civile, militare ed ecclesiastico; ebbe numerosi feudi e fu insignita, nei suoi vari rami, da varie onorificenze e titoli, tra i quali:

principi di: Squinzano, Rocca d’Aspide(1600), Triggiano (per successione Casa Pappacoda)
duchi di: Cutrofiano, della Torre
conti di: Rocca d’Aspide (1559)

baroni di: Rossella
Nel 1102 STEFANO fu arcivesco di Taranto e nel 1240 MARINO (Napoli,1207†Capua,1286) fu arcivescovo di Capua.
Ai tempi della regina Giovanna I d'Angiò quasi tutti i rappresentanti di Casa Filomarino erano cavalieri dell'Ordine del Nodo.
Nel 1481 GIOVANNI partecipò alla guerra di Otranto contro i Turchi con sei cavalieri ai suoi ordini.   


Il cardinale Ascanio Filomarino

Nel 1481 GIOVANNI partecipò alla guerra di Otranto contro i Turchi con sei cavalieri ai suoi ordini.   
ASCANIO (Benevento,1583†Napoli,1666), figlio di Claudio duca della Torre e di Porzia Ricca, nel 1641 fu nominato cardinale in sostituzione di Francesco Boncompagni. Durante la rivoluzione di Masaniello (1647-1648) ebbe un ruolo importante, fece da mediatore tra il popolo che lo ammirava molto e il vicerè spagnolo Rodrigo Ponce De Leon, duca d'Arcos.
FRANCESCO, principe della Rocca, fu nominato grassiere da Masaniello nel 1647 e, per tale motivo, il suo palazzo in Napoli alla via Benedetto Croce, divenuto un luogo di riunione dei rivoltosi, fu più volte cannoneggiato dai soldati spagnoli.
Il palazzo fu costruito nel 1512 dai Brancaccio, poi passò ai Sanseverino di Bisignano e, successivamente, fu acquistato da Tommaso Filomarino, conte della Rocca.

Portale palazzo Filomarino della Rocca
© Napoli - Palazzo Filomarino della Rocca

FRANCESCO, principe della Rocca, figlio del citato Francesco, fu uomo di lettere; compose alcune opere e il suo salotto era frequentato da letterati ed artisti. Fu grande amico di Giambattista Vico.

scritta Benedetto Croce
All'interno del palazzo vi è una scritta in ricordo del filosofo Benedetto Croce.

arme dei Filomarino della Torre
© Napoli - Stemma del cardinale Ascanio Filomarino dei duchi della Torre - metà secolo XVII.

SCIPIONE Filomarino, fratello del cardinale Ascanio, intraprese la carriera militare e, ben presto, mise in luce le sue doti militari sia in mare che in terra; condusse una spedizione contro i Turchi e fece arrendere una nave che condusse sino al porto di Napoli. Nel 1626, durante la guerra contro i Savoia,  catturò Estampe de Valencay, emissario del cardinale Richelieu che divenne pedina di scambio per la liberazione Tommaso Caracciolo. Trascorse gli ultimi anni a Napoli ove nel 1647 fu nominato giudice del tribunale della Vicaria.
I Filomarino erano sempre stati filo-francesi e, quindi, i fratelli ASCANIO (Napoli, 1751
† ivi, 1799, matematico e vulcanologo, e CLEMENTE (Napoli, 1755†ivi, 1799), poeta e letterato, figli di PASQUALE duca della Torre, e di Maddalena Rospigliosi, parteggiavano per i giacobini. Il 19 gennaio 1799, poco prima della presa di Castel Sant'elmo e della proclamazione della Repubblica Napoletana, i lazzari in nome del re Ferdinando IV di Borbone, assaltarono palazzo Filomarino della Torre in largo San Giovanni Maggiore, accanto alla Cappella Pappacoda, poi passato ai Giusso.
I due fratelli, colpevoli di aver ricevuto da una lettera, proveniente da Roma, nella quale si  raccomandava di ricevere con i dovuti onori il generale Championnet e l’armata francese, furono catturati e condotti  al Molo Piccolo, a pochi passi dall
edificio dell’Immacolatella, ove furono uccisi.

Napoli - Molo Piccolo - Immacolatella
© Napoli - Molo Piccolo - Immacolatella, il lugo ove furono trucidati Ascanio e Clemente Filomarino

Il Principe Giambattista Filomarino della Rocca nel 1774 in Palo del Colle (Ba), subentrato nel feudo agli Acquaviva d'Aragona, edificò un imponente palazzo con oltre cento stanze.

© Immagine proprietà Casa Longo de Bellis
© Palo del Colle (BA) - Palazzo Filomarino - foto: Carlo Longo de Bellis

Lo stemma Filomarino è sormontato da angelo con cartiglio col motto"Sat unus" e al di sotto un'antica clessidra.

© Immagine proprietà Casa Longo de Bellis

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© Palo del Colle (BA) - Palazzo Filomarino - foto: Carlo Longo de Bellis

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