Napoli - Chiostro di S. Gregorio Armenio

Stemma Cavaniglia

Arma: di nero con tre fasce ondate d’argento.

Stemma Famiglia Cavaniglia
© Stemma Famiglia Cavaniglia - Secolo XVI

L’antica e nobilissima famiglia Cavaniglia, ascritta al Patriziato napoletano del Seggio di Nido, raggiunse l’apice della gloria con Don Garzia, abilissimo comandante, che fu uno degli artefici della conquista del Regno di Napoli da parte di Alfonso I d’Aragona, uscendo vittorioso dalla battaglia di Benvento e conquistando poi gran parte della provincia di Principato Ultra. Fu ambasciatore di detto sovrano presso il Papa Nicola V e, per i molti servigi resi, nel 1447 fu nominato conte di Troia, in provincia di Capitanata ed ebbe in dono il Contado di Montella, in Principato Ultra.
La cappella gentilizia dei Cavaniglia con il sepolcro di Don Garzia si trova in Napoli nella chiesa di Monteoliveto.

© Chiesa di S. Francesco a Folloni (Montella)
© Chiesa di S. Francesco a Folloni (Montella), nel luogo ove avvenne il miracolo del SantoSan Francesco amava l'Irpinia ove sovente si soffermava. Si addormentò, in una fredda notte d'inverno del 1222, sotto un albero. Nevicò tutta la notte; al mattino alcuni contadini videro il santo dormire serenamente, attorno a lui, in un cerchio di dieci metri, non c'era alcuna traccia di neve..

Nel luglio del 1480 le armate turche assediarono Otranto che venne conquistata dopo poche settimane; Ferrante I d’Aragona inviò l’esercito al comando del figlio il duca Alfonso per liberare la città pugliese.  Don Diego Cavaniglia (1453†1481), figlio di Garzia, conte di Montella  raggiunse nell’agosto del 1481, con un propria compagnia di soldati, Otranto che verrà liberata il successivo 10 settembre.
Durante uno degli ultimi assalti, Don Diego venne colpito alla gamba da una freccia, probabilmente avvelenata, e pochi giorni dopo morì. Fu trasportato a Montella e sepolto nella Chiesa di S. Francesco a Folloni, ove sua moglie Margherita Orsini dei duchi di Gravina gli innalzò nel 1492 un monumento sepolcrale.

Don Troiano Cavaniglia, figlio di Diego e Margherita Orsini,  fu conte di Montella e di Troia; difese le mura di Napoli dall’assalto dei francesi, ma potè evitare la caduta dell'avito castello del Monte.  Anch’egli, come il padre e il figlio Garzia, morì in battaglia.
Nel 1595 Don Marcello fu insignito da re
Filippo II d'Asburgo-Spagna del titolo di marchese di San Marco, in provincia di Calabria Ultra.
Il ramo dei marchesi di San Marco si estinse nel 1618; la città di Montella passò in feudo ai Grimaldi e poi ai Doria d'Angri (1739).
Nel 1638 Carlo Onero Cavaniglia fu uno dei fondatori, insieme ad altri 37 cavalieri Napoletani, tra cui Tommaso Filangieri, Scipione Filomarino, Carlo Dentice delle Stelle, Placido Dentice del Pesce e altri, del MONTE GRANDE DE’ MARITAGGI di Napoli,
istituzione benefica con lo scopo di assicurare una cospicua dote alle fanciulle aristocratiche che si sposavano.

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 © Montella (AV) - Monumento funebre di Diego Cavaniglia, conte di Montella

Anna Cavaniglia, figlia di Troiano duca di San Giovanni Rotondo e marchese di San Marco, sposò nel 1755 Carlo Ruffo (17341761) principe di Sant’Antimo e patrizio napoletano.

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