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Arma:
di nero con tre fasce
ondate d’argento.
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© Stemma Famiglia Cavaniglia - Secolo
XVI |
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L’antica e nobilissima famiglia Cavaniglia, ascritta
al Patriziato napoletano del
Seggio di Nido, raggiunse l’apice della gloria con Don Garzia,
abilissimo comandante, che fu uno degli artefici della conquista del
Regno di Napoli da parte di
Alfonso I d’Aragona,
uscendo vittorioso dalla battaglia di Benvento e conquistando poi
gran parte della provincia di Principato Ultra. Fu ambasciatore di
detto sovrano presso il Papa Nicola V e, per i molti servigi resi,
nel 1447 fu nominato conte di Troia, in
provincia di Capitanata ed
ebbe in dono il Contado di Montella, in
Principato
Ultra.
La cappella gentilizia dei Cavaniglia con il sepolcro
di Don Garzia si trova in Napoli nella
chiesa di Monteoliveto. |
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Chiesa di S. Francesco a Folloni (Montella), nel luogo ove avvenne
il miracolo del Santo . |
Nel
luglio del 1480 le armate turche assediarono
Otranto
che venne conquistata dopo poche settimane; Ferrante I d’Aragona
inviò l’esercito al comando del figlio il duca Alfonso per liberare
la città pugliese. Don Diego Cavaniglia (1453†1481), figlio di Garzia, conte di Montella raggiunse
nell’agosto del 1481, con un propria compagnia di soldati, Otranto
che verrà liberata il successivo 10 settembre.
Durante uno degli ultimi assalti, Don Diego venne
colpito alla gamba da una freccia, probabilmente avvelenata, e pochi
giorni dopo morì. Fu trasportato a Montella e sepolto nella Chiesa
di S. Francesco a Folloni, ove sua moglie Margherita
Orsini dei duchi di Gravina gli innalzò nel
1492 un monumento sepolcrale. |
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Don Troiano Cavaniglia, figlio di Diego e Margherita
Orsini, fu conte di Montella e di Troia; difese le mura di Napoli
dall’assalto dei francesi, ma potè evitare la caduta dell'avito
castello del Monte. Anch’egli, come il padre e il figlio Garzia, morì in battaglia.
Nel 1595 Don Marcello fu insignito da re
Filippo II d'Asburgo-Spagna
del
titolo di marchese di San Marco,
in provincia di Calabria Ultra.
Il ramo dei marchesi di San Marco si estinse
nel 1618; la città di Montella passò in feudo ai
Grimaldi e poi ai
Doria d'Angri (1739).
Nel 1638 Carlo Onero Cavaniglia fu uno dei fondatori,
insieme ad altri 37 cavalieri Napoletani, tra cui Tommaso
Filangieri, Scipione
Filomarino,
Carlo
Dentice delle Stelle,
Placido Dentice del Pesce
e altri,
del MONTE GRANDE DE’ MARITAGGI di Napoli,
istituzione benefica con lo scopo di assicurare una
cospicua dote alle fanciulle aristocratiche che si sposavano. |
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©
Montella (AV) - Monumento funebre di
Diego Cavaniglia, conte di Montella
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Anna Cavaniglia,
figlia di Troiano duca di San Giovanni Rotondo
e marchese di San Marco, sposò nel 1755 Carlo
Ruffo (1734†1761)
principe di Sant’Antimo e patrizio napoletano. |
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