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Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano,
ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano,
appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano
dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che
abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. |
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A cura del Nobile dott. Roberto
Bilotti Ruggi d'Aragona |
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Arma:
inquartato, nel primo e nel quarto di nero al leone coronato d'oro lampassato e armato di rosso (inizialmente simbolo del
Palatinato Renano), nel secondo e nel terzo losangato in
banda d'argento e d'azzurro (Baviera - in origine
emblema ecclesiastico di Würzburg). Sulla quadratura lo
scudo partito nel primo di rosso a otto bisanti d'oro, posti
due su due e d'Aragona, d'oro a quattro pali di rosso.
Cimiero: un leone coronato d'oro, illeopardito, col
capo rivoltato.
Motto: ET SIMILI SEMPER
Titoli:
- Principe di Paternò,
- Duca di S. Giovanni,
- Conte di Caltanissetta, Conte di Adernò, di Centuripe e
Biancavilla, Conte di Cammarata,
- Barone della Motta di Santa Anastasia, Melilli,
Grottarossa, Barone delle Floreste di Troina, della Mendola,
delle onze 164 annuali sopra i "caricatori" del Regno, barone
del Grano Uno (del "tarì" del frumento),
- Signore di Nicolosi, di Belpasso, di Stella d'Aragona, di
Fenice, di Moncada, di Gulfo, di Campisotto, di Centuripe e
Biancavilla, di Malpertuso ossia Nuova Fenice, di Graziano,
di Gallidoro, di Deliella e del Cugno. |
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Stemma Moncada |
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Stemma Moncada
rappresentato sullo scudo ed il motto inciso sul bastone |
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La Famiglia Moncada di origine catalana, di
presunta derivazione bavara,
ebbe ramificazioni in Spagna e
in Sicilia.
La fondazione viene convenzionalmente attribuita a Dapifero,
figlio di Teodone dei duchi
di Baviera,
che nell'VIII
secolo, uccise tre re mori ed arginò
l'espansione territoriale saracena incatenando due monti
della Catalogna in
mezzo ai quali vi edificò un castello che
prese il nome di Montecateno, da cui la
cognomizzazione in Montcada. |
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Questa tradizione è rievocata nello stemma bavarese con
l'aggiunta dello scudo partito d'Aragona, a seguito del
matrimonio di Francesco Moncada de Luna Peralta con Maria
d'Aragona dei duchi di Montalto ramo naturale della Real casa di
Napoli, e gli otto bisanti d'oro, rimasti come impresa della
leggenda secondo la quale, Guillem Montcada offrì nel
1228 a Giacomo I d'Aragona "Il Conquistatore" 8 pani perché
rimasto senza cibo nell'assedio di Artona per liberarla dagli
arabi. Il re divise un pane con Moncada e con gli altri sfamò
150 soldati. |
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Il primo personaggio documentato è Gugllielmo I de Montcada
morto nel 1040 aveva sposato Costanza d'Aragona di Aitona, il
figlio Pietro I sposava Sibilla de Abarca da cui
Pietro II si casò con Elisenda de Pinos. |
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Il
Beato Raimondo de Mancada il 10 agosto 1218 vestì l'abito dell'
Ordine di Santa Maria della Mercede;
fu il terrore dei mori. Più volte sostenne grandi lotte contro i
saraceni per la fede di Cristo
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Guglielmo Raimondo Moncada de Pinos (1279 ca
†
1328) otteneva attraverso
il matrimonio con Luckina Pescatore o di Brindisi, figlia di
Guglielmo, le isole di Malta e Gozo, poi scambiate con Altavilla,
Melilli e Augusta. Il figlio Guglielmo Raimondo II (†
Messina, 1348) sposava
Margherita Sclafani, figlia del Maestro Razionale Matteo
Sclafani, e consentiva al figlio Matteo I (1325
† 1378),
Conte di Agosta e
siniscalco del
Regno di Sicilia, che sposò
Giovanna Peralta figlia di Raimondo Conte di Caltabellotta, di
acquisire alla morte del nonno materno la
Contea di Adernò, il
primo dei feudi Moncada in Sicilia. |
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Attraverso attente strategie matrimoniali, “caccia alle
figlie ereditiere”, portatrici di prestigiosi patrimoni
feudali già dalla prima metà del Trecento i Moncada
acquisirono titoli e patrimoni, che li fecero emergere
tra le più grandi famiglie dell'aristocrazia europea.
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Gugliemo Raimondo III (†
1398), primogenito di Matteo (1325
† 1328) e di Giovanna Peralta,
3°
conte di Augusta, fu protagonista del ratto della
quattordicenne
Maria, futura regina, figlia di Federico IV, che doveva andare
in sposa, in un primo momento, a Francesco
Prignano, per volere del Papa Urbano VI; il Moncada con dispensa papale sposava la cugina Contissella
Moncada, unica figlia del cugino Antonio II, Conte di
Caltanissetta con cui condivideva i diritti ereditari, riuscendo
peraltro a riunire i due rami siciliani dei Moncada.
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Guglielmo Raimondo Moncada
rapisce la regina Maria |
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Antonio
I (†
1415), fratellastro del citato
Guglielmo Raimondo III, figlio di
Matteo (1325
† 1328) e di Allegranza Abbate, 1°
Conte di Adernò,
sposò donna Agata Chiaromonte.
Ebbe l'incarico di convocare il Parlamento dalla regina Bianca
di Navarra (1387
† 1441), regina di Sicilia. |
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La Regina Bianca di Sicilia
nomina Antonio I Moncada conte di Adernò e lo incarica di
convocare
il parlamento con regie lettere |
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Guglielmo Raimondo, ricoprì importantissimi ruoli: Generale
Comandante delle truppe siciliane contro i Turchi nel 1492,
Maestro Giustiziere nel 1501 e Presidente del Regno nel 1509,
carica che mantenne fino alla venuta in Sicilia del Vicerè
Ugo Moncada.
Antonio III, suo figlio, diveniva invece
Deputato del Regno, Capitano Generale delle milizie e Vicario
Viceregio, acquisendo nel 1526, la baronia di Motta Santa
Anastasia. |
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Nella prima metà del Cinquecento, Cesare Moncada (1541
circa
†
Paternò, 1571),
2°
Principe di Paternò, Conte di Adernò,
Conte di Caltanissetta,
sposava nel 1568 Aloisia
Luna (†
1619), figlia ed erede di Pietro
Duca di Bivona e nipote per via materna del Vicerè Juan Vega, di
15 anni che dimostrò da subito ambizione e straordinarie
capacità di gestione ed amministrazione. Aloisia sarebbe
riuscita ad orientare, con mirate politiche dinastiche e
matrimoniali, i destini dei Moncada, dei Luna e degli Aragona
riunendone i patrimoni. Rimasta prematuramente vedova, la
giovane duchessa ricorreva prontamente e con scaltrezza alle
armi del diritto e ad amicizie influenti. Nel 1575 otteneva la
piena tutela del figlio e la curatela del vasto patrimonio dei
Moncada (Paternò, Adernò, Centorbi e Biancavilla, baronia di
Motta S.Anastasia e Contea di Caltanissetta); nel 1584 riceveva
in concessione dal fratellastro Giovanni gli Stati feudali dei
Luna (ducea di Bivona, Caltabellotta, Sclafani, baronie di
Castellammare, Caltavuturo e numerosi altri feudi) e vi
aggregava, attraverso un doppio matrimonio, anche i possedimenti
degli Aragona (ducea di Montalto nel Regno di Napoli e Contea di
Collesano nel Regno di Sicilia). |
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Cesare Moncada (1541 circa
†
Paternò, 1571),
2° Principe di Paternò, e la moglie
Aloisia
Luna (†
1619),
3° Duchessa di Bivona, Contessa di Caltabellotta, 5° Contessa di
Sclafani |
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Aloisa nel 1577 aveva perciò sposato in seconde nozze il duca di
Montalto Antonio Aragona, vedovo di Maria La Cerda, e “comprato”
al contempo, con la sua dote, la promessa di matrimonio tra il
figlio Francesco II e Maria, primogenita ed ereditiera del
duca. Aloisia, costituiva il patrimonio dei Principi di Paternò
che durò per oltre due secoli. |
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Antonio III (1470 †
Paternò, 1549), 6° Conte di Adernò, Conte di Caltanissetta,
Signore di Paternò, fu Capitano Generale delle milizie ordinarie
del Regno di Sicilia nel 1522, Vicario Viceregio nel 1527; sposò
Leonora de Luna, figlia di Giovan Vincenzo, 5° Conte di
Caltabellotta e di Diana Moncada dei Conti di Adernò. Il loro
figlio,
Francesco
Moncada de Luna (1510
† 1568), ereditò i titoli del padre e fu anche decorato nel 1565 del titolo di
1° Principe di
Paternò; sposò nel 1532 Caterina
Pignatelli, figlia di Camillo Conte di Borello e di
Giulia
Carafa. |
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Antonio III Moncada (†
Paternò 1549) e
Francesco
Moncada de Luna (1510 † 1568)
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Francesco Moncada de Luna Peralta
(1569
† 1592), 3° Principe di Paternò, Conte di Adernò e di
Caltanissetta, figlio dei citati
Cesare Moncada e di Alosia de
Luna, sposava Maria d'Aragona
di Montalto (Uffugo, Cosenza) e la Cerda (1560
†
1610), figlia ed erede di
Antonio d'Aragona e Cardona Gonzaga (1543
†
Napoli, 1584), IV duca di Montalto, ramo
naturale discendente da
Ferrante I d'Aragona
re di Napoli, e di Maria de la Cerda y Manuel figlia del duca di
Medinaceli. |
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In assenza di eredi maschi tutti i titoli passarono a Maria tra
i quali: il Ducato
di Montalto,
assieme alla Contea
di Collesano,
alle baronie di Bilìci, ed alle signorie di Scillato e
delle Due Petralie,
trasmettendo tutti i titoli ai Moncada.
I discendenti aggiunsero il nome d'Aragona a Moncada e a volte
lo anteposero. |
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Francesco Moncada
(1572
† 1595), Principe di Paternò, e la moglie
Maria d'Aragona (1560
†
1610)
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Antonio IV (Palermo, 1589
†
Napoli, 1631),
4°
Principe di Paternò,
Duca di Montalto ecc.,
figlio di Francesco Moncada, sposò a Madrid Giovanna La Cerda (1591
† 1667)
e nel 1609 fu nominato cavaliere del
Toson d’oro. |
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Antonio IV Moncada (1587
†
1631) e sua nipote, figlia del fratello Ignazio (†
1689),
donna Luisa Moncada (Palermo, 1637 † ivi, 1708)
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Luigi Guglielmo (Palermo, 1614
†
Madrid, 1672), 5° Principe di Paternò, 7° Duca di Montalto, ecc., introdotto alla corte madrilena dalla
seconda moglie Caterina Moncada (†
1653), favorita dama della
Regina Isabella, diveniva uno dei protagonisti della politica di
quegli anni, ricoprendo le più prestigiose cariche (Presidente
del Regno dal 1635 al 1638, Viceré di Sardegna nel 1647, Viceré
di Valenza nel 1657, membro del Consejo de Estado nel 1666 e
persino cardinale nel 1669) ricoprendo importanti ruoli:
Generalissimo di cavalleria del Regno di Napoli, Gentiluomo di
Camera di
Filippo IV,
Cavallerizzo maggiore della regina Anna d'Austria, Maggiordomo
maggiore del Re
Carlo II, Grande
di Spagna. |
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Luigi Guglielmo Moncada (1614
†
1672) |
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Il citato Luigi Guglielmo Moncada, sposava Maria Afan de Ribera
(1629
†
1638)
figlia ereditiera del vicere Duca Alcadà, divenne l'artefice del
ricongiungimento dopo tre secoli dei due rami Moncada, quello
siciliano e quello spagnolo a metà del XVII secolo. Luigi
commissiona all'abate Della Lengueglia la biografia intitolata “I
Ritratti della Prosapia, et Heroi Moncadi nella Sicilia. Opera
historica-encomiastica”, si configura come una consapevole
esaltazione del gruppo familiare e della potenza patrimoniale,
politica e sociale conquistata attraverso le preziose alleanze
matrimoniali con gli altri casati. |
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Maria Afan de Ribera (1629
†
1638) |
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Caterina, figlia di Ferdinando Moncada principe di
Peternò (1644
†
1713) sposava
Giuseppe Federico
Alvarez de Toledo
e de Cordoba, Duca di Ferrandina e Marchese di Villafranca tutti
i titoli così passarono agli Alvarez de Toledo tranne Paternò.
Il ramo superstite dei Moncada richiamandosi ad un antico
fidecommisso agnatizio che prevedeva, in mancanza di figli
maschi nel ramo principale, la successione per via maschile
anche attraverso rami collaterali, contestava l’investitura di
Caterina e si reclamava quale legittimo erede di Ferdinando. |
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Con “Atto di contentamento” il patrimonio venne diviso
tra Caterina e il figlio Federico Vincenzo Alvarez, duca di
Ferrandina, da un lato e Luigi Guglielmo Moncada,
Duca di San Giovanni e suo figlio Francesco Rodorico
dall’altro. Nel 1797 il Tribunale del Concistoro assegnava
l'intero patrimonio al ramo siciliano e ai suoi discendenti,
riconoscendo Giovanni Luigi Moncada, figlio di
Francesco Rodorico e Giovanna
Ruffo, unico
successore per l'intero asse ereditario. |
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Giovanni Luigi Moncada, Superiore della Compagnia dei
Bianchi di Palermo nel 1772, Capitano di Giustizia della
capitale siciliana dal 1777 al 1780, Deputato del Regno cinque
volte, Gentiluomo di Camera del Re
Ferdinando IV e,
a partire dal 1781, Cavaliere dell'Ordine
di San Gennaro e della
Gran Croce di Constantino,
nel 1761 aveva sposato Agata
Branciforti,
figlia di Èrcole, principe di Scordia e, nel 1793, divenuto
vedovo, Giovanna del Bosco, figlia di Vincenzo, Principe di
Belvedere, dama della regina Maria Carolina. Perfino attore dei
moti palermitani del 1812 e del 1820.
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La famiglia oggi è rappresentata dai rami di
Paternò,
Monforte e
Valsavoia.
Del
ramo dei Principi di Paternò si ricorda Donna
Maria Agata Moncada, figlia di don Giovanni Luigi,
principe di Paternò e di donna Giovanna
del Bosco dei duchi di
Belvedere, sposò
Carlo
Filangieri (Cava dè Tirreni, 1784
†
San Giorgio
a Cremano, 1867), Principe di Satriano, ultimo figlio del
giurista Gaetano.
Caterina
Moncada, figlia di
Ferdinando principe di Paternò, sposò
Giuseppe Federico
Alvarez de Toledo, duca
di Ferrandina e marchese di Villafranca, che
nel 1683 si era trasferito
in Sicilia.
Giovanni Luigi
Moncada, principe di
Paternò, vendette nel 1808 il feudo di Casalicchio, per il prezzo di onze 20.000, a don Donato
Tommasi (Napoli, 15
novembre 1761
†
ivi, 19 marzo 1831). |
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Stemma Moncada con le insegne
delle famiglie imparentate (Aragona, Slafani, De Luna, ecc.)
e
dell'Ordine
del Teson d'Oro. A destra: stemma Moncada inquartato
con Aragona-Cardona Sicilia
Scalfani De Luna - Palermo Casa Professa |
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Ugo Moncada d'Aragona (Palermo, 1890
†
Lugano,
1974), Principe di Paternò, Duca di S. Giovanni, ecc., Grande
di Spagna di 1^ classe, figlio del Principe Pietro (Palermo,
1862
† ivi, 1920)
cavaliere del
S.M.O. di Malta
(vedasi
Luis de Moncada,
sepolto a Malta),
sposa nel 1920 Donna Giovanna Lanza
Branciforte dei Principi di Trabia e
Butera (1897
†
1985) erede di palazzo Butera a Palermo e villa
Trabia a Bagheria che passano con tutti i patrimoni Lanza e
Branciforte ai Moncada, da cui Francesco Rodrigo
(1925
†
2012); Giuseppe Ignazio (1927
†
2013) sposa nel 1954, in primi voti, Maria Grazia
dei conti Matarazzo da cui Maria Guadalupe (n. a Roma, 1956) sposa Gabriele
Alliata di Villafranca; Umberto (1931
†
2004)
sposa a Milano nel 1962 Giacomina Dusio (n. a Torino, 1936) da cui Aloisa
(n. Milano, 1963); Gastone
(1928
†
1970) sposa nel 1953 Maria Celeste Starrabba dei Principi di
Giardinelli (n. Palermo, 1928); Conte Corrado Ugo (1895
†
1983) dei Principi di
Paternò, tenente d'artiglieria di complemento, sposa nel
1921 Teresa dei marchesi Patrizi Naro Montoro da cui
Guglielmo Raimondo (1925
†
2011) sposa nel 1957 Camilla Drummond Bucherer, e Antonio
Corrado (n. 1958) sposa Maria Luisa Principessa Radziwill di
S.A.S. Principe Dominique Radziwill e d'Asburgo. |
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Donna Aloisia Moncada d'Aragona
di Paternò e Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona. |
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Donna Maria Luisa Moncada di Paternò, moglie di
Antonio Moncaca Patrizi, nata Radziwiłł di Domenico (1911
† 1976),
sposò in prime nozze la principessa Eugenia di Grecia e Danimarca, in
seconde nozze, Lida Bloodgood, figlio di S.A.S. Principe Hieronim
Radziwiłł e di Renata d'Asburgo-Teschen (1888
†
1935), arciduchessa d'Austria del ramo
Teschen della Casa d'Asburgo-Lorena con il nob. Roberto Bilotti
Ruggi d'Aragona (primi anni '80)
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Il Ramo principe di Monforte, conti di San Pietro, Signore del
Molino di Tortorici è rappresentato da Danilo Moncada di
Monforte. |
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Federico Moncada (†
1561), figlio quartogenito di Guglielmo Raimondo (1465
†
1510) conte di Adernò, e di Contessella Moncada Esfar, unica
figlia di Antonio conte di Caltanisetta, fu Barone di Tortorici,
Bauso, Calvaruso, Mauroianni, Monforte, Rocca, Samperi e Saponara;
ebbe tre mogli, la baronessa Agnese Pollicino, la nobildonna
Laura
Beccadelli di Bologna
ed Eufrosina Lombarda. Attraverso i suoi successori si formò il
ramo principesco di Monteforte. |
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Federico Moncada, barone di Tortorici (
†
1561) |
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Costanza Moncada di Paternò |
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Pietro Moncada 4° Principe di
Monforte. Coll. Pr. Danilo Moncada |
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Antonietta Trigona (o Vizzini)
dei principi di Sant'Elia
moglie di Guglielmo Moncada e
Notarbartolo
(1823
†
1876),
Principe di Monforte, Conte di S. Pietro di Monforte, Grande di Spagna di
II classe,
con
il figlio primogenito Giovanni Eugenio |
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Donna Emanuela
Notarbartolo di
Villarosa e Lucchesi Palli (Palermo, 16/2/1846
†
Palermo, 18/11/1915),
figlia di Francesco
Notarbartolo V
Duca di Villarosa e di Francesca Paola Lucchesi Palli di
Campofranco,
moglie di Eugenio Moncada principe di Monforte e Sorià. A
destra: Donna Corrada Moncada
di Monforte (22/9/1878
†
14/11/1957) moglie di Domenico Zanasi
Coll. Moncada di Monforte Roma |
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Don Giovanni Eugenio Moncada e Trigona (Palermo,
29/12/1897
†
ivi,
10/12/1954), Principe di
Monforte e di Sorìa, Conte di Sampieri, Marchese di Santa
Marina, grande di Spagna.
Coll. privata Moncada di Monforte Roma
A destra: Donna Antonietta Moncada di Monforte.
Coll. privata Moncada di Monforte Roma |
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I Moncada Principi di Valsavoia, baroni del Cugno e Baroni di
Armicci si sono fusi con i Paternò Castello Principi di Biscari
- Catania palazzo Biscari alla Collegiata.
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A seguire
una galleria di ritratti dei personaggi di Casa Moncada: |
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Caterina Moncada e Maria
d'Aragona erede del ducato di Montalto (Uffugo - Cosenza),
moglie di Francesco Moncada |
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Gastone de Moncada, barone di
Castelbò con la moglie. A destra: Antonio Moncada
(1589-1631),
6° Duca di Montalto, 4° Duca di Bivona, 4° Príncipe di Paternó |
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Maria d'Aragona, duchessa di
Montalto, moglie di Francesco Moncada de Luna Peralta ha dato
vita al ramo Moncada d'Aragona:
A destra: Francisco de Moncada (1586
†
1635), marchese di Aytona e conte di
Osuna, fu inviato dalla corte spagnola come
emissario a
Bruxelles nel 1629, dove l'Infanta Chiara Isabella risiedeva
come governatrice dei Paesi Bassi meridionali.
Nel 1633,
ricevette il comando supremo dell'esercito spagnolo nella
capitale e, dopo la morte dell'Infanta,
assunse brevemente la
reggenza.
Van Dyck lo ritrae in abiti di corte spagnoli, con indosso
l'Ordine di Santiago,
di cui stringe con orgoglio il colletto
con
il medaglione di San Giacomo. |
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Guglielmo Moncada e Guglielmo
Raimondo Moncada |
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Guglielmo Raimondo III Moncada
conte di Augusta. A destra: palazzo dei Normanni di Palermo il
Duca Moncada |
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Antonio Moncada de Luna
d'Aragona |
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Di seguito
alcune proprietà immobiliari dei Moncada: |
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Castello Moncada d'Aragona a Montechiaro,
confiscato ad Andrea Chiaramonte,
oggi di proprietà di Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona |
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Palermo palazzo Moncada Ajutamicristo |
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.png)
Palermo, Via di Porta Termini:
Palazzo Moncada, affreschi con stemma, con il celebre giardino
"Flora di Caltanissetta" dal predicato di questo ramo |
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Catania palazzo Biscari Moncada |
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I Moncada nel
Regno di Napoli |
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Ugo de Moncada y Cardona (Chiva, 1476 † Maiori, 28
aprile 1528), figlio di Pietro Raimondo di Moncada X
barone d'Aitona , fu Cavaliere gerosolimitano, partecipò alla Battaglia
del Garigliano come comandante di una delle truppe
spagnole. Nel 1507 fu governatore della Calabria, dal 1509 al
1516 Viceré di Sicilia, dal 1511 al 1516 Governatore di Tripoli,
dal 1527 al 1528
Viceré di Napoli.
Il 28 aprile 1528, nella battaglia di Capo d'Orso, , nelle acque
dell’attuale comune di Maiori, fu colpito da due palle di
archibugi. |
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Ugo de Moncada (1476 † 1528),
Viceré di Napoli |
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Guglielmo Moncada
(1696
†
1766 ), IV
Principe di Calvaruso, fece costruire in Portici
(Napoli) una villa che passò al figlio
Vincenzo (1732
†
1805), V Principe di Calvaruso, alto
ufficiale dei Regi Eserciti di Napoli e Sicilia,
governatore di Reggio Calabria e poi di Messina che la
vendette a Florindo Farina attorno al 1790 (vedi
foto con nota 11).
Anna
Moncada,
figlia del citato principe Guglielmo, fu dama di corte della Regina di Napoli
nel 1758 e morì a Napoli il 21.09.1804, sposò Stefano
Reggio e Gravina (n. 1700
ca. Palermo
† 13.02.1790 Napoli), figlio primogenito
di Luigi Reggio e Branciforte e di Caterina Gravina e
Gravina, Principe di Campofiorito. Dopo la morte del marito, negli anni
1792–93, Anna Moncada frequentò il salotto della
poetessa, simpatizzante per i princìpi della rivoluzione
francese,
Eleonora Pimentel Fonseca.
Agata
Moncada (Palermo, 23.9.1803
†
Napoli, 3.11.1862), figlia di don
Giovanni Luigi,
9° Principe di Paternò e di donna Giovanna
del Bosco dei
duchi di Belvedere, sposò nel 1820 Carlo
Filangieri
(Cava dè Tirreni, 1784
†
Napoli,
1867), Patrizio Napoletano, Principe di Satriano, Duca
di Cardinale e 1° Duca di Taormina. |
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Napoli, sala Agata Moncada di Paternò. A seguire il busto
e il dipinto di
Agata
Moncada (1802
†
1862) |
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A seguire:
Real Fabbrica Ferdinandea "Agata Moncada di Paternò", porcellane
policrome e biscuit, e busto di
Luigi Guglielmo Moncada di Paternò (1635 - 1638) |
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