Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.

Famiglia Moncada

A cura del Nobile dott. Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona

 

Arma: inquartato, nel primo e nel quarto di nero al leone coronato d'oro lampassato e armato di rosso (inizialmente simbolo del Palatinato Renano), nel secondo e nel terzo losangato in banda d'argento e d'azzurro (Baviera  - in origine emblema ecclesiastico di Würzburg). Sulla quadratura lo scudo partito nel primo di rosso a otto bisanti d'oro, posti due su due e d'Aragona, d'oro a quattro pali di rosso.
Cimiero: un leone coronato d'oro, illeopardito, col capo rivoltato.
Motto: ET SIMILI SEMPER
Titoli:
- Principe di Paternò,
- Duca di S. Giovanni,
- Conte di Caltanissetta, Conte di Adernò, di Centuripe e Biancavilla, Conte di Cammarata,
- Barone della Motta di Santa Anastasia, Melilli, Grottarossa, Barone delle Floreste di Troina, della Mendola, delle onze 164 annuali sopra i "caricatori" del Regno, barone del Grano Uno (del "tarì" del frumento),
- Signore di Nicolosi, di Belpasso, di Stella d'Aragona, di Fenice, di Moncada, di Gulfo, di Campisotto, di Centuripe e Biancavilla, di Malpertuso ossia Nuova Fenice, di Graziano, di Gallidoro, di Deliella e del Cugno. 


Stemma Moncada


Stemma Moncada rappresentato sullo scudo ed il motto inciso sul bastone

La Famiglia Moncada di origine catalana, di presunta derivazione bavara, ebbe ramificazioni in Spagna e in Sicilia. La fondazione viene convenzionalmente attribuita a Dapifero, figlio di Teodone dei duchi di Baviera, che nell'VIII secolo, uccise tre re mori ed arginò l'espansione territoriale saracena incatenando due monti della Catalogna in mezzo ai quali vi edificò un castello che prese il nome di Montecateno, da cui la cognomizzazione in Montcada. 

Questa tradizione è rievocata nello stemma bavarese con l'aggiunta dello scudo partito d'Aragona, a seguito del matrimonio di Francesco Moncada de Luna Peralta con Maria d'Aragona dei duchi di Montalto ramo naturale della Real casa di Napoli, e gli otto bisanti d'oro, rimasti come impresa della leggenda secondo la quale, Guillem Montcada offrì nel 1228 a Giacomo I d'Aragona "Il Conquistatore" 8 pani perché rimasto senza cibo nell'assedio di Artona per liberarla dagli arabi. Il re divise un pane con Moncada e con gli altri sfamò 150 soldati.

Il primo personaggio documentato è Gugllielmo I de Montcada morto nel 1040 aveva sposato Costanza d'Aragona di Aitona, il figlio Pietro I sposava Sibilla de Abarca da cui Pietro II si casò con Elisenda de Pinos.


Il Beato Raimondo de Mancada il 10 agosto 1218 vestì l'abito dell' Ordine di Santa Maria della Mercede;
fu il terrore dei mori. Più volte sostenne grandi lotte contro i saraceni per la fede di Cristo
 

Guglielmo Raimondo Moncada de Pinos (1279 ca 1328) otteneva attraverso il matrimonio con Luckina Pescatore o di Brindisi, figlia di Guglielmo, le isole di Malta e Gozo, poi scambiate con Altavilla, Melilli e Augusta. Il figlio Guglielmo Raimondo II ( Messina, 1348) sposava Margherita Sclafani, figlia del Maestro Razionale Matteo Sclafani, e consentiva al figlio Matteo I (1325 † 1378), Conte di Agosta e siniscalco del Regno di Sicilia, che sposò Giovanna Peralta figlia di Raimondo Conte di Caltabellotta, di acquisire alla morte del nonno materno la Contea di Adernò, il primo dei feudi Moncada in Sicilia. 

Attraverso attente strategie matrimoniali, “caccia alle figlie ereditiere”, portatrici di prestigiosi patrimoni feudali già dalla prima metà del Trecento i Moncada acquisirono titoli e patrimoni, che li fecero emergere tra le più grandi famiglie dell'aristocrazia europea.

Gugliemo Raimondo III ( 1398), primogenito di Matteo (1325 † 1328) e di Giovanna Peralta, 3° conte di Augusta, fu protagonista del ratto della quattordicenne Maria, futura regina, figlia di Federico IV, che doveva andare in sposa, in un primo momento, a Francesco Prignano, per volere del Papa Urbano VI; il Moncada con dispensa papale sposava la cugina Contissella Moncada, unica figlia del cugino Antonio II, Conte di Caltanissetta con cui condivideva i diritti ereditari, riuscendo peraltro a riunire i due rami siciliani dei Moncada. 


Guglielmo Raimondo Moncada rapisce la regina Maria

Antonio I ( 1415), fratellastro del citato Guglielmo Raimondo III, figlio di Matteo (1325 † 1328) e di Allegranza Abbate, 1° Conte di Adernò, sposò donna Agata Chiaromonte. Ebbe l'incarico di convocare il Parlamento dalla regina Bianca di Navarra (1387 †  1441), regina di Sicilia.

La Regina Bianca di Sicilia nomina Antonio I Moncada conte di Adernò e lo incarica di convocare
il parlamento con regie lettere

Guglielmo Raimondo, ricoprì importantissimi ruoli: Generale Comandante delle truppe siciliane contro i Turchi nel 1492, Maestro Giustiziere nel 1501 e Presidente del Regno nel 1509, carica che mantenne fino alla venuta in Sicilia del Vicerè Ugo Moncada.
Antonio III
, suo figlio, diveniva invece Deputato del Regno, Capitano Generale delle milizie e Vicario Viceregio, acquisendo nel 1526,  la baronia di Motta Santa Anastasia.

Nella prima metà del Cinquecento, Cesare Moncada (1541 circa Paternò, 1571), Principe di Paternò, Conte di Adernò, Conte di Caltanissetta, sposava nel 1568 Aloisia Luna ( 1619), figlia ed erede di Pietro Duca di Bivona e nipote per via materna del Vicerè Juan Vega, di 15 anni che dimostrò da subito ambizione e straordinarie capacità di gestione ed amministrazione. Aloisia sarebbe riuscita ad orientare, con mirate politiche dinastiche e matrimoniali, i destini dei Moncada, dei Luna e degli Aragona riunendone i patrimoni. Rimasta prematuramente vedova, la giovane duchessa ricorreva prontamente e con scaltrezza alle armi del diritto e ad amicizie influenti. Nel 1575 otteneva la piena tutela del figlio e la curatela del vasto patrimonio dei Moncada (Paternò, Adernò, Centorbi e Biancavilla, baronia di Motta S.Anastasia e Contea di Caltanissetta); nel 1584 riceveva in concessione dal fratellastro Giovanni gli Stati feudali dei Luna (ducea di Bivona, Caltabellotta, Sclafani, baronie di Castellammare, Caltavuturo e numerosi altri feudi) e vi aggregava, attraverso un doppio matrimonio, anche i possedimenti degli Aragona (ducea di Montalto nel Regno di Napoli e Contea di Collesano nel Regno di Sicilia).

Cesare Moncada (1541 circa Paternò, 1571), 2° Principe di Paternò, e la moglie Aloisia Luna ( 1619),
3° Duchessa di Bivona, Contessa di Caltabellotta, 5° Contessa di Sclafani

Aloisa nel 1577 aveva perciò sposato in seconde nozze il duca di Montalto Antonio Aragona, vedovo di Maria La Cerda, e “comprato” al contempo, con la sua dote, la promessa di matrimonio tra il figlio Francesco II e Maria, primogenita ed ereditiera del duca. Aloisia, costituiva il patrimonio dei Principi di Paternò che durò per oltre due secoli.

Antonio III (1470 † Paternò, 1549), 6° Conte di Adernò, Conte di Caltanissetta, Signore di Paternò, fu Capitano Generale delle milizie ordinarie del Regno di Sicilia nel 1522, Vicario Viceregio nel 1527; sposò Leonora de Luna, figlia di Giovan Vincenzo, 5° Conte di Caltabellotta e di Diana Moncada dei Conti di Adernò. Il loro figlio, Francesco Moncada de Luna (1510 † 1568), ereditò i titoli del padre e fu anche decorato nel 1565 del titolo di 1° Principe di Paternò; sposò nel 1532 Caterina Pignatelli, figlia di Camillo Conte di Borello e di Giulia Carafa.

Antonio III Moncada († Paternò 1549) e Francesco Moncada de Luna (1510 † 1568)
 

Francesco Moncada de Luna Peralta (1569 † 1592), 3° Principe di Paternò, Conte di Adernò e di Caltanissetta, figlio dei citati Cesare Moncada e di Alosia de Luna, sposava Maria d'Aragona di Montalto (Uffugo, Cosenza) e la Cerda (1560 1610), figlia ed erede di Antonio d'Aragona e Cardona Gonzaga (1543 Napoli, 1584), IV duca di Montalto, ramo naturale discendente da Ferrante I d'Aragona re di Napoli, e di Maria de la Cerda y Manuel figlia del duca di Medinaceli.

In assenza di eredi maschi tutti i titoli passarono a Maria tra i quali: il Ducato di Montalto, assieme alla Contea di Collesano, alle baronie di Bilìci, ed alle signorie di Scillato e delle Due Petralie, trasmettendo tutti i titoli ai Moncada.
I discendenti aggiunsero il nome d'Aragona a Moncada e a volte lo anteposero.

Francesco Moncada (1572 † 1595), Principe di Paternò, e la moglie Maria d'Aragona (1560 1610)
 

Antonio IV (Palermo, 1589 Napoli, 1631), 4° Principe di Paternò, Duca di Montalto ecc., figlio di Francesco Moncada, sposò a Madrid Giovanna La Cerda (1591 † 1667) e nel 1609 fu nominato cavaliere del Toson d’oro.

Antonio IV Moncada (1587 1631) e sua nipote, figlia del fratello Ignazio († 1689),
donna Luisa Moncada (Palermo, 1637 † ivi, 1708)
 

Luigi Guglielmo (Palermo, 1614 Madrid, 1672), 5° Principe di Paternò, 7° Duca di Montalto, ecc., introdotto alla corte madrilena dalla seconda moglie Caterina Moncada ( 1653), favorita dama della Regina Isabella, diveniva uno dei protagonisti della politica di quegli anni, ricoprendo le più prestigiose cariche (Presidente del Regno dal 1635 al 1638, Viceré di Sardegna nel 1647, Viceré di Valenza nel 1657, membro del Consejo de Estado nel 1666 e persino cardinale nel 1669) ricoprendo importanti ruoli: Generalissimo di cavalleria del Regno di Napoli, Gentiluomo di Camera di Filippo IV, Cavallerizzo maggiore della regina Anna d'Austria, Maggiordomo maggiore del Re Carlo II, Grande di Spagna.

Luigi Guglielmo Moncada (1614 1672)

Il citato Luigi Guglielmo Moncada, sposava Maria Afan de Ribera (1629 1638) figlia ereditiera del vicere Duca Alcadà, divenne l'artefice del ricongiungimento dopo tre secoli dei due rami Moncada, quello siciliano e quello spagnolo a metà del XVII secolo. Luigi commissiona all'abate Della Lengueglia la biografia intitolata “I Ritratti della Prosapia, et Heroi Moncadi nella Sicilia. Opera historica-encomiastica”, si configura come una consapevole esaltazione del gruppo familiare e della potenza patrimoniale, politica e sociale conquistata attraverso le preziose alleanze matrimoniali con gli altri casati.

 


Maria Afan de Ribera (1629 1638)

Caterina, figlia di Ferdinando Moncada principe di Peternò (1644  1713) sposava Giuseppe Federico Alvarez de Toledo e de Cordoba, Duca di Ferrandina e Marchese di Villafranca tutti i titoli così passarono agli Alvarez de Toledo tranne Paternò. Il ramo superstite dei Moncada richiamandosi ad un antico fidecommisso agnatizio che prevedeva, in mancanza di figli maschi nel ramo principale, la successione per via maschile anche attraverso rami collaterali, contestava l’investitura di Caterina e si reclamava quale legittimo erede di Ferdinando.

Con “Atto di contentamento” il patrimonio venne diviso tra  Caterina e il figlio Federico Vincenzo Alvarez, duca di Ferrandina,  da un lato e Luigi Guglielmo Moncada, Duca di San Giovanni e suo figlio Francesco Rodorico dall’altro. Nel 1797 il Tribunale del Concistoro assegnava l'intero patrimonio al ramo siciliano e ai suoi discendenti, riconoscendo Giovanni Luigi Moncada, figlio di Francesco Rodorico e Giovanna Ruffo, unico successore per l'intero asse ereditario.

Giovanni Luigi Moncada, Superiore della Compagnia dei Bianchi di Palermo nel 1772, Capitano di Giustizia della capitale siciliana dal 1777 al 1780, Deputato del Regno cinque volte, Gentiluomo di Camera del Re Ferdinando IV e, a partire dal 1781, Cavaliere dell'Ordine di San Gennaro e della Gran Croce di Constantino,  nel 1761 aveva sposato Agata Branciforti, figlia di Èrcole, principe di Scordia e, nel 1793, divenuto vedovo, Giovanna del Bosco, figlia di Vincenzo, Principe di Belvedere, dama della regina Maria Carolina. Perfino attore dei moti palermitani del 1812 e del 1820.
 

La famiglia oggi è rappresentata dai rami di Paternò, Monforte e Valsavoia.
Del ramo dei Principi di Paternò si ricorda Donna Maria Agata Moncada, figlia di don Giovanni Luigi, principe di Paternò e di donna Giovanna del Bosco dei duchi di Belvedere, sposò Carlo Filangieri (Cava dè Tirreni, 1784  San Giorgio a Cremano, 1867), Principe di Satriano, ultimo figlio del giurista Gaetano.
Caterina Moncada, figlia di Ferdinando principe di Paternò, sposò Giuseppe Federico Alvarez de Toledo, duca di Ferrandina e marchese di Villafranca, che nel 1683 si era trasferito in Sicilia.
Giovanni Luigi Moncada, principe di Paternò, vendette nel 1808 il feudo di Casalicchio, per il prezzo di onze 20.000, a don Donato Tommasi (Napoli, 15 novembre 1761 ivi, 19 marzo 1831).

Stemma Moncada con le insegne delle famiglie imparentate (Aragona, Slafani, De Luna, ecc.) e
dell'Ordine del Teson d'Oro. A destra: stemma Moncada inquartato con Aragona-Cardona Sicilia
Scalfani De Luna - Palermo Casa Professa

Ugo Moncada d'Aragona (Palermo, 1890 Lugano, 1974), Principe di Paternò, Duca di S. Giovanni, ecc., Grande  di Spagna di 1^ classe, figlio del Principe Pietro (Palermo, 1862 † ivi, 1920) cavaliere del S.M.O. di Malta (vedasi Luis de Moncada, sepolto a Malta), sposa nel 1920 Donna Giovanna Lanza Branciforte dei Principi di Trabia e Butera (1897 1985) erede di palazzo Butera a Palermo e villa Trabia a Bagheria che passano con tutti i patrimoni Lanza e Branciforte ai Moncada, da cui Francesco Rodrigo (1925 2012); Giuseppe Ignazio (1927 2013) sposa nel 1954, in primi voti, Maria Grazia dei conti Matarazzo da cui Maria Guadalupe (n. a Roma, 1956) sposa Gabriele Alliata di Villafranca; Umberto (1931 2004) sposa a Milano nel 1962 Giacomina Dusio (n. a Torino, 1936) da cui Aloisa (n. Milano, 1963); Gastone (1928 1970) sposa nel 1953 Maria Celeste Starrabba dei Principi di Giardinelli (n. Palermo, 1928); Conte Corrado Ugo (1895 1983) dei Principi di Paternò, tenente d'artiglieria di complemento, sposa nel 1921 Teresa dei marchesi Patrizi Naro Montoro da cui Guglielmo Raimondo (1925 2011) sposa nel 1957 Camilla Drummond Bucherer, e Antonio Corrado (n. 1958) sposa Maria Luisa Principessa Radziwill di S.A.S. Principe Dominique Radziwill e d'Asburgo.


Donna Aloisia Moncada d'Aragona di Paternò e Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona.


Donna Maria Luisa Moncada di Paternò, moglie di Antonio Moncaca Patrizi, nata Radziwiłł di Domenico (1911 † 1976), 
 sposò in prime nozze la principessa Eugenia di Grecia e Danimarca,  in seconde nozze,  Lida Bloodgood, figlio di S.A.S. Principe Hieronim Radziwiłł e di Renata d'Asburgo-Teschen (1888 †
1935), arciduchessa d'Austria del ramo
Teschen della Casa d'Asburgo-Lorena con il nob. Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona (primi anni '80)
 

Il Ramo principe di Monforte, conti di San Pietro, Signore del Molino di Tortorici è rappresentato da Danilo Moncada di Monforte.

Federico Moncada ( 1561), figlio quartogenito di Guglielmo Raimondo (1465 1510) conte di Adernò, e di Contessella Moncada Esfar, unica figlia di Antonio conte di Caltanisetta, fu Barone di Tortorici,  Bauso,  Calvaruso, Mauroianni, Monforte, Rocca, Samperi e Saponara; ebbe tre mogli, la baronessa Agnese Pollicino, la nobildonna Laura Beccadelli di Bologna ed Eufrosina Lombarda. Attraverso i suoi successori si formò il ramo principesco di Monteforte.


Federico Moncada, barone di Tortorici ( 1561)


Costanza Moncada di Paternò


Pietro Moncada 4° Principe di Monforte. Coll. Pr. Danilo Moncada


Antonietta Trigona (o Vizzini) dei principi di Sant'Elia moglie di Guglielmo Moncada e Notarbartolo (1823 1876),
 Principe di Monforte, Conte di S. Pietro di Monforte, Grande di Spagna di II classe,
con il figlio primogenito Giovanni Eugenio

Donna Emanuela Notarbartolo di Villarosa e Lucchesi Palli (Palermo, 16/2/1846 Palermo, 18/11/1915),
figlia di Francesco Notarbartolo V Duca di Villarosa e di Francesca Paola Lucchesi Palli di Campofranco,
 moglie di Eugenio Moncada principe di Monforte e Sorià.  A destra: Donna Corrada Moncada
di Monforte (22/9/1878
 † 14/11/1957) moglie di Domenico Zanasi
Coll. Moncada di Monforte Roma

Don Giovanni Eugenio Moncada e Trigona (Palermo, 29/12/1897  ivi, 10/12/1954), Principe di
Monforte e di Sorìa, Conte di Sampieri, Marchese di Santa Marina, grande di Spagna.
Coll. privata Moncada di Monforte Roma

A destra: Donna Antonietta Moncada di Monforte.
 Coll. privata Moncada di Monforte Roma


Il Principe Danilo Moncada di Monforte e il nobile Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona
 

I Moncada Principi di Valsavoia, baroni del Cugno e Baroni di Armicci si sono fusi con i Paternò Castello Principi di Biscari - Catania palazzo Biscari alla Collegiata.
 

A seguire una galleria di ritratti dei personaggi di Casa Moncada:

Caterina Moncada e Maria d'Aragona erede del ducato di Montalto (Uffugo - Cosenza),
moglie di Francesco Moncada

Gastone de Moncada, barone di Castelbò con la moglie. A destra: Antonio Moncada (1589-1631),
6° Duca di Montalto, 4° Duca di Bivona, 4° Príncipe di Paternó

Maria d'Aragona, duchessa di Montalto, moglie di Francesco Moncada de Luna Peralta ha dato vita al ramo Moncada d'Aragona:
A destra: Francisco de Moncada (1586
1635), marchese di Aytona e conte di Osuna, fu inviato dalla corte spagnola come
emissario a Bruxelles nel 1629, dove l'Infanta Chiara Isabella risiedeva come governatrice dei Paesi Bassi meridionali.
Nel 1633, ricevette il comando supremo dell'esercito spagnolo nella capitale e, dopo la morte dell'Infanta,
assunse brevemente la reggenza. Van Dyck lo ritrae in abiti di corte spagnoli, con indosso l'Ordine di Santiago,
di cui stringe con orgoglio il colletto con il medaglione di San Giacomo.

Guglielmo Moncada e Guglielmo Raimondo Moncada

Guglielmo Raimondo III Moncada conte di Augusta. A destra: palazzo dei Normanni di Palermo il Duca Moncada


Antonio Moncada de Luna d'Aragona

Di seguito alcune proprietà immobiliari dei Moncada:


Castello Moncada d'Aragona a Montechiaro, confiscato ad Andrea Chiaramonte,
oggi di proprietà di Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona


Palermo palazzo Moncada Ajutamicristo


Palermo, Via di Porta Termini: Palazzo Moncada,  affreschi con stemma, con il celebre giardino
"Flora di Caltanissetta" dal predicato di questo ramo


Palazzo Moncada e Valguarnera Piazza San Domenico


Catania palazzo Biscari Moncada

I Moncada nel Regno di Napoli

Ugo de Moncada y Cardona (Chiva, 1476  Maiori, 28 aprile 1528), figlio di Pietro Raimondo di Moncada X barone d'Aitona , fu Cavaliere gerosolimitano,  partecipò alla  Battaglia del Garigliano come comandante di una delle truppe spagnole. Nel 1507 fu governatore della Calabria, dal 1509 al 1516 Viceré di Sicilia, dal 1511 al 1516 Governatore di Tripoli, dal 1527 al 1528 Viceré di Napoli. Il 28 aprile 1528, nella battaglia di Capo d'Orso, , nelle acque dell’attuale comune di Maiori, fu colpito da due palle di archibugi.


Ugo de Moncada (1476  1528), Viceré di Napoli

Guglielmo Moncada (1696 1766 ), IV Principe di Calvaruso, fece costruire in Portici (Napoli) una villa che passò al figlio Vincenzo (1732 1805), V Principe di Calvaruso, alto ufficiale dei Regi Eserciti di Napoli e Sicilia, governatore di Reggio Calabria e poi di Messina che la vendette a Florindo Farina attorno al 1790 (vedi foto con nota 11).
Anna Moncada, figlia del citato principe Guglielmo, fu dama di corte della Regina di Napoli nel 1758 e morì a Napoli il 21.09.1804, sposò Stefano Reggio e Gravina (n. 1700 ca. Palermo 13.02.1790 Napoli), figlio primogenito di Luigi Reggio e Branciforte e di Caterina Gravina e Gravina,  Principe di Campofiorito. Dopo la morte del marito, negli anni 1792–93, Anna Moncada frequentò il salotto della poetessa, simpatizzante per i princìpi della rivoluzione francese, Eleonora Pimentel Fonseca.
Agata Moncada (Palermo, 23.9.1803 Napoli, 3.11.1862), figlia di don Giovanni Luigi, 9° Principe di Paternò e di donna Giovanna del Bosco dei duchi di Belvedere, sposò nel 1820 Carlo Filangieri (Cava dè Tirreni, 1784 Napoli, 1867), Patrizio Napoletano, Principe di Satriano, Duca di Cardinale e 1° Duca di Taormina.

Napoli, sala Agata Moncada di Paternò. A seguire il busto e il dipinto di Agata Moncada (1802 1862)

A seguire: Real Fabbrica Ferdinandea "Agata Moncada di Paternò", porcellane policrome e biscuit, e busto di Luigi Guglielmo Moncada di Paternò (1635 - 1638)

Per eventuali approfondimenti si consiglia di consultare le Tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace.

 


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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