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Arma: trinciato di
rosso e d'azzurro, alla banda d'argento sulla trinciatura. |
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© Napoli, Stemma di Nicola o Nicolaus Giudice,
Principe di Cellamare, con le insegne delle Famiglie
Giudice, Sanseverino, de Franchi e della Marra. |
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La famiglia Giudice o Giudice
Caracciolo è uno dei tanti rami dei
Caracciolo Pisquizi, detti anche
Svizzeri, che anteposero al loro cognome quello di Giudice.
Il casato ottenne numerosi titoli:
- Nicola o Nicolau Giudice (1587†1681), figlio
di Marcantonio e Donna Cornelia dei Franchi, fu il primo
principe di Cellamare, cittadina in
Terra di Bari, e
successivamente duca di Giovinazzo e di
Terlizzi (1651);
- nel 1649 principe di
Villa S. Maria;
- nel 1616 marchese di Alfedana e
duca di S. Elia;
- nel 1676 duchi di Gesso.
Nel 1722 don Francesco Caracciolo,
principe di Villa S. Maria, sposò
donna Costanza Eleonora Giudice; ebbero un unico figlio, Nicola,
morto senza eredi. Il titolo, per l'istituzione del maggiorascato
passò a Filippo Caracciolo, duca del Gesso;
dalla sua primogenita, nacque Francesco che acquistò il feudo di Cellammare e riunì in sé i titoli e i cognomi delle due estinte
famiglie dei Giudice di Cellammare e dei Caracciolo di Villa.
Francesco Caracciolo sposò Maria Vittoria Palma d'Artois;
per figlio ebbe Giuseppe, principe di
Cellammare e di Villa, il quale sposò Stefania Caracciolo dei
duchi di Martina. Dal matrimonio nacque Francesco, cavaliere
dell'Ordine di S. Gennaro, che sposò Marianna
Muscettola, principessa di Leporano e,
per maritale nonime, il titolo passò in Casa Giudice Caracciolo.
Giovan Battista, principe di Leporano,
dal 1818 al 1836 fu amministratore del teatro San Carlo e vice
presidente della Compagnia d'industria e belle arti.
Nel 1833 Filippo Giudice Caracciolo fu Cardinale di Napoli ed è ricordato per
aver restaurato, a proprie spese, il Duomo. |
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© Napoli- ingresso Palazzo Cellamare
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Napoli, palazzo Cellamare in completo stato di abbandono dopo aver
visto i fasti dei suoi vari proprietari: i
Carafa dei principi
di Stigliano, i
Guzman dei duca di Medina, i Giudice dei principi di
Cellamare e gli
Imperiali dei principi di Francavilla. In questo
palazzo "...si accoglieva
specialmente il fiore dei forestieri, che capitavano a
Napoli, in quei tempi nei quali il viaggio in Italia e il
soggiorno a Napoli erano venuti di moda ." |
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© Napoli - Affresco con lo stemma di
Nicola Giudice, principe di Cellamare |
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Nel
feudo di Cellamare, in Terra di Bari, il Casato possedeva nel XVI
secolo un magnifico castello. |
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Cellamare (BA) - Portale del Castello - © foto di Carlo Longo de Bellis |
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Sul
portale d'ingresso del castello è collocato lo stemma lapideo dei
Giudice Caracciolo Principi di Cellamare del XVI sec. e in seguito
Duchi di Giovinazzo; nello stemma è presente un mascherone
atropopaico scacciaspiriti che fa linguacce (contro la Jella),
simile allo stemma del portale di
Palazzo Longo di Modugno. |
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Cellamare (BA) - Stemma sul portale del
Castello - © foto di Carlo Longo de Bellis |
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I de
Gemmis furono amministratori del feudo di Terlizzi. L'ultima
erede del ramo dei duchi di Giovinazzo fu Eleonora Giudice
Caracciolo morta senza figli nel 1770 e i feudi furono devoluti alla
Regia Corte. |
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Giovinazzo(Ba) -
Palazzo Ducale edificato da Don Nicolò Giudice nell'anno 1659
© foto di Carlo Longo de Bellis |
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