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Arme:
di rosso al
sole d'oro caricato da un leone azzurro
con la coda contro rivoltata, linguato ed armato di rosso. |
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© Napoli - Stemma Famiglia Caracciolo
del Sole |
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L’illustrissima famiglia napoletana dei Caracciolo
del Sole, come già detto nella pagina precedente, discende dai
Caracciolo Pisquizi, ramo dei Signori d’Orta, anch’essa aggregata al
Patriziato napoletano del
seggio di Capuana e, dopo la soppressione dei sedili (1806), fu
ascritta nel Libro d’Oro napoletano.
Capostipite fu CRISTIANO, Signore di S. Chirico in Provincia di
Basilicata e ambasciatore di
re Ladislao di
Durazzo presso la Santa Sede,
fratello di Ligorio
Caracciolo vicerè d'Acadia.
Numerosi furono i feudi posseduti dai Caracciolo
del Sole che furono insigniti di
prestigiosi
titoli, tra i quali:
barone di:
Avigliano
conte di: Avellino, S. Angelo dei
Lobardi
duca di: Venosa, Capua, Amalfi,
Melfi (1441)
principe di: Capua (1498)
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Gli appassionati di araldica non
possono fare a meno di visitare la chiesa di San Giovanni a Carbonara
costruita nel 1343 per ammirare la maestosa cappella circolare dei
Caracciolo del Sole con il sepolcro di Sergianni Caracciolo, di grande
valore storico ed artistico, posta dietro il monumento funebre di
re
Ladislao di Durazzo eretto nel 1414.
La chiesa è visitabile tutti i giorni feriale. Per maggiori
informazioni visitare il sito: www.inaples.it
Sergianni Caracciolo (1372†1432), amante
della Regina Giovanna II, fu nominato
Gran Siniscalco e
Gran Conestabile, ottenne nel
1425 il Ducato di Venosa, seguita dalla Signoria di Capua e
del Ducato di Amalfi. |
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© Napoli - Monumento funebre di
Sergianni Caracciolo
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© Napoli - Cappella dei
Caracciolo del Sole |
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Abilissimo nelle armi,
dimostrò in più occasioni il suo valore; durante l'assedio
di Taranto, non esitò ad accettare e vincere la sfida a
duello lanciata dal barone di Campi, che umiliò
costringendolo ad alzare la celata per aver salva la vita.
Sposò Donna
Caterina Filangieri
di Candida, contessa di Avellino, ma non esitò a
comprare il monumentale palazzo nei pressi di Castel Capuano
per essere più vicino alla sua amante la Regina Giovanna II,
sorella di Re Ladislao di Durazzo. |
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© Napoli - Palazzo
di Sergianni Caracciolo, principe di Capua - fine 1300
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Ebbe tre figli:
1)
Giovanetta o Ippolita che nel 1431 sposò
Gabriele Orsini Del Balzo Duca di Venosa
2) Isabella
sposò Antonio Caldora Conte di Trivento
3)
Troiano che divenne Duca di Venosa, Conte
di Avellino, Duca di Melfi e Barone di Frigento . Nel
1432
sposò a Napoli Maria Caldora, figlia di
Jacopo Duca di Bari.
Sergianni,
soprannominato
“il re senza titolo” per l'enorme potere e autorità che
ricopriva presso la Corte, attirò
l’invidia di molti, nemica acerrima fu Donna Covella Ruffo,
cugina della regina Giovanna II; fu ucciso a tradimento il
19 agosto
1432 con la complicità della stessa regina, che sfogò la sua
rabbia confiscando tutti i beni della moglie del suo ex
amante e imprigionando il figlio Triano Caracciolo, che fu
liberato dopo dieci giorni in cambio dell'immenso tesoro che
Sergianni aveva accumulato a Melfi.
La contea di Avellino passò a Giacomo
Caracciolo, figlio di Troiano e Maria Caldora. |
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