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Arma: d’azzurro alla croce di S.
Andrea, accostata di quattro teste di leone affrontate, pure
d’oro, linguate di rosso.
Alias:
d’azzurro alla croce di S. Andrea, accostata di quattro teste di
leone, pure d’oro, linguate di rosso.
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© Napoli - Stemma Famiglia Capasso |
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La nobile famiglia Capasso era presente nel
Napoletano sin dal secolo XI e negli scritti la si trova
feudataria ai tempi degli
svevi.
Tommaso Capasso, insieme a Riccardo I
Filangieri, cavaliere di re Manfredi di Svevia, dopo la
sconfitta della battaglia di
Benevento, ebbe tutti i beni confiscati da
Carlo I d’Angiò.
Nel 1275 Pietro fu tesoriere di re Carlo I d’Angio.
Giosuè si distinse nella guerra in Lombardia, militando sotto le
insegne di re Roberto II d'Angiò; le sue ossa riposano in pace
nella chiesa di S. Chiara dal 1323.
Luigi seguì re
Federico I d'Aragona, ultimo re aragonese, in esilio in
Francia; nel 1525
il figlio Annibale, fu valoroso milite sotto il
comando di
Ferdinando Francesco
d'Avalos detto Ferrante,
marchese di Pescara, generale dell'armata imperiale in Italia di
Carlo V d'Asburgo,
nella battaglia di Pavia. |
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© Napoli - lo stemma dei Capasso,
conti di Pastena |
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Nel 1578 Fabio, terzogenito di Annibale, si
trasferì a Benevento ove godette di nobiltà.
Ad altro Fabio (†1674) si deve la restaurazione dell’arco
Traiano di Benevento; sposò donna Lucrezia Memoli.
La famiglia fu anche ascritta al Patriziato napoletano del
Seggio di Portanova,
vestì l’abito di Malta e fu insignita del titolo di
conte di Pastena, in
Principato
Citra, per successione casa Memoli.
Gaetano (1777†1862) fu ascritto al Libro d’oro napoletano, dopo
la soppressione dei sedili. |
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© Il
Conte Capasso Torre delle Pastene con S.A.I.R Simeone d’Asburgo
e S.A.I.R. Maria Palma Borbone Due Sicilie
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