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Gli Svevi per insegna avevano un'aquila di nero in campo di argento. L'argento fu sostituito con l'oro con Enrico VI e Federico II per indicare la dignità imperiale. |
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I RE SVEVI (1196 - 1253): |
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Nota: le immagini dei re di Napoli sono di ©Proprietà Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" di Brindisi, che si ringrazia per la gentile concessione. |
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Gli Svevi provenivano da un antico ducato (Svevia) del
Sacro Impero Germanico; il primo duca fu Burcardo nell'anno 912, nel
1030 il ducato pervenne alla Casa di Hohenstaufen. |
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Con la morte di
Tancredi e la partenza del piccolo Guglielmo III, ultimo erede degli
Altavilla, i nobili napoletani ritengono inutile sottoporre il
popolo partenopeo ad altre sofferenze ed inviano degli ambasciatori per
trattare la resa con Enrico VI. |
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Enrico VI viene
ricordato solo per la sua ferocia ed avidità e per gli infausti
provvedimenti adottati volti ad annullare ogni parvenza di
amministrazione locale. |
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Ordina l'
ampliamento del porto facendo costruire una nuova darsena per impiantare
una più possente base navale sotto il comando dell’ammiraglio Spinola e
dà incarico
al giurista
e letterato di Capua,
Pier delle Vigne di redigere lo statuto per fondare lo Studium ovvero
l’Università di Napoli da contrapporre a quella di Bologna, per la
formazione della classe dirigente. Il sovrano si circonda di poeti e
filosofi,
, tra cui
Goffredo Beneventano e Bartolomeo Pignatelli,
nasce il "volgare" perfezionato in seguito da Dante e Boccaccio. |
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L’imperatore
svevo muore nel 1250 in terra di
Capitanata. |
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L’imperatore
promette, in caso di resa, l’incolumità dei cittadini e il mantenimento
di alcuni privilegi; promessa mantenuta ma la sua ira si scaglia contro
le cose, fa abbattere la torre maestra, ordina all’arcivescovo Mario
Carafa di distruggere l’insegna del
Seggio di Capuana, ovvero la maestosa statua in bronzo di un cavallo
sfrenato: la testa viene conservata nel palazzo dei
conti di Maddaloni e
la restante parte del corpo viene fusa per fabbricare campane. Lo stemma
dell’intrepido Sedile viene cambiato con un cavallo frenato nell’impeto
(da Corrado IV). |
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Nel 1266 Manfredi
tenta di impadronirsi con le armi del Regno di Napoli ma
viene sconfitto da Carlo d’Angiò a Grandella nei presi di Benevento; le
sue ossa saranno dissotterrate dal Vescovo di Cosenza e gettate fuori
dal territorio della Chiesa. |
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