Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.  

stemma dei Medici

Famiglia dè Medici

Arma: d'oro a cinque palle rosse, disposte 2, 2 e 1, accompagnate nel capo da una rotella azzurra caricata di tre gigli d'oro, disposte 2, 1; al capo d’azzurro caricato dal gonfalone pontificio d’oro.
Dimora: Napoli

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© Napoli - Stemma Famiglia dè Medici dei principi di Ottajano
 

L’illustre famiglia dè Medici di Firenze, ascritta al Libro dei Priori dal 1291, salì tre volte sul soglio pontificio con Leone X, Clemente VII e Leone XI.

Firenze, Palazzo dé Medici, poi Riccardi. A destra: Palazzo Arcivescovile, insegne di Papa Leone XI

Francesco de' Medici, comandante del reparto dell'avanguardia della cavalleria francese, il 29 aprile del 1522 partecipò alla alla battaglia della Bicocca scontrandosi contro un reparto delle truppe imperiali spagnole guidato da Giambattista Castaldo.
ALESSANDRO
(1556  † 1605), figlio di Ottaviano dè Medici e di Francesca Salvati (2^ moglie), intraprese la carriera ecclesiastica, fu vescovo di Firenze, Legato del Papa in Francia e il 1° agosto 1605 fu eletto Pontefice col nome di Leone XI.
I dé medici di Ottajano aggiunsero, nel capo del loro stemma, il gonfalone d'oro con le chiavi, su sfondo azzurro.

Gonfalone o padiglione pontificio

Padiglione o gonfalone e Papa Leone XI
 

Il gonfalone, detto anche padiglione o ombrellino, è aggiunto nelle insegne araldiche dalle famiglie che hanno dato un Papa alla Chiesa.
Il fratello BERNARDO detto BERNADETTO ( 1579), figlio di Ottaviano dè Medici e di Bartolomea Giugni (1^ moglie), e marito di Giulia dè Medici, fu il primo a trasferirsi nel Napoletano, acquistò il feudo di Ottajano, oggi Ottaviano (Napoli), con il titolo di barone per 55.000 ducati da Cesare Gonzaga, principe di Molfetta.


Bernardetto dè Medici, 1° signore di Ottajano, ritratto di Giorgio Vasari
 

Bernadetto per figlio ebbe Alessandro, 2° signore di Ottajano († 1606) che sposò Delia Sanseverino; detti coniugi generarono Bernardo (1583 †  1615) che ottenne il titolo di principe d'Ottajano nel 1609 da Filippo III d'Asburgo-Spagna; ristrutturò il castello di Ottajano dandogli un aspetto di residenza signorile. Nel 1608 la famiglia fu iscritta al Real Monte di Manso in Napoli.

Il Castello di Ottaviano fu ristrutturato, in epoca sveva, dal conte Tommaso d’Aquino; in seguito fu confiscato dagli Angioini. La morte, per mano dei rivoltosi, di Pietro Dentice, ambasciatore regio, inviato nel 1304 da Carlo II d'Angiò per sedare i tumulti, scatenò l’ira della Corona che ordinò a Carlo Lagonessa di radere al suolo il castello con il suo borgo. Il maniero fu ricostruito nel XV secolo da Guerello Orilia e, successivamente, da Raimondo Orsini, divenuto feudatario di Ottaviano nel 1419. Come già detto, il castello passò poi ai Gonzaga ed infine ai dè Medici.


Ottaviano (Napoli), il castello appartenuto alla famiglia dè Medici

Il citato Bernardo morì senza erede e gli successe il fratello Ottaviano, 2° principe di Ottajano, che sposò Diana Caracciolo Pisquizi, duchessa di Boiano, figlia di Marino, principe di Santo Buono; nel 1652 Diana cedette tutti i suoi beni al marito e ai figli Giuseppe e Domenico († 1647).
Il citato GIUSEPPE (1635
1717), 3° principe di Ottajano, acquistò nel 1694 i feudi di Belcampo e Starza e nel 1695 il feudo di Sarno, da Urbano Barberini, principe di Palestrina, per 62.000 ducati.
Il feudo di Sarno apparteneva a Francesco Coppola che fu decapitato, il 13 novembre del 1486, per aver partecipato alla congiura dei Baroni e la contea di Sarno passò quindi a Girolamo Tuttavilla, poi ai Colonna di Zagarolo, quindi ai Barberini.
Nel 1697 Giuseppe ricopri la carica di reggente del tribunale della Vicaria, nel 1700 ottenne il titolo di Grande di Spagna di prima classe, nel 1701 intervenne per far fallire la Congiura di Macchia.
Egli sposò Andreana d'Avalos (1643
†  1679), figlia di Andrea, principe di Montesarchio e di Anna de Guevara.
Nel 1686 la famiglia fu ascritta al Sedile di Capuana di Napoli
e, dopo l’abolizione dei Sedili (1800), fu iscritta nel Libro d’Oro napoletano.

Ottaviano (1660 † 1710), figlio primogenito di Giuseppe e di Andreana d'Avalos, nel 1696 aveva ottenuto il titolo di duca di Sarno e nel 1702 era stato insignito della chiave di gentiluomo di camera del re Filippo V, ebbe un ruolo di primo piano nelle vicende politico-militari, combattendo nell’esercito borbonico in qualità di capitano di compagnia di cavalleria (diploma del 27 ottobre 1701), come tenente colonnello (1702), brigadiere di fanteria e cavalleria (1703), maresciallo di campo (1706), tenente generale (1709). Morì prima nel 1710, nella battaglia di Almenara, in Catalogna.
Sua moglie, Teresa de Mari dei principi di Acquaviva (
† 1689), sposata nel 1686, generò Giuseppe dè Medici (1688 † 1743), 4° principe di Ottajano e 2° duca di Sarno, che sposò Anna Gaetani.
Detti coniugi ebbero per figli Francesco; Costanza (1717
† 1799) che sposò a Napoli nel 1735 Fabrizio Mattia Pignatelli (1718 † 1763), 8° principe di Noia e duca di Monteleone; e MICHELE († 1770), 5° principe di Ottajano e 3° duca di Sarno, che sposò Carmela Filomarino, figlia di Gianbattista, principe della Rocca.

Altare con ai lati gli stemmi partiti con le insegne del principe Michele dè Medici e di Carmela Filomarino
 

LUIGI dè Medici (Napoli,1759 † Madrid,1830), fratello di Michele 5° principe di Ottajano, nel 1791 fu reggente del Tribunale della Vicaria; seguì re Ferdinando IV di Borbone in Sicilia quando si instaurò la Repubblica Napoletana del 1799. Nel 1814 partecipò, quale Ministro degli Affari Esteri, al Congresso di Vienna per ottenere il riconoscimento del Regno delle Due Sicilie; morì a Madrid dove si era recato per assistere al matrimonio tra Maria Cristina di Borbone e il re di Spagna Ferdinando VII.
Fu nominato
Cavaliere dell'Insigne e Reale Ordine di S. Gennaro e nel 1816 Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine di S. Ferdinando e del merito.
Giuseppe (Napoli, 1803 † ivi, 1874), figlio di Michele (1771 † 1832) e di Maria Isabella Albertini dei principi di Cimitile, 8° principe di Ottaiano e 6° duca di Sarno, fu Sovraintendente Generale alla Sanità Pubblica del Regno delle Due Sicilie; nel 1822 sposò  Anna Maria Gaetani dell’Aquila d’Aragona, duchessa di Miranda ( † 1850). Nel 1853 e nel 1859 fu Sopraintendente del Real Monte e Arciconfraternita di San Giuseppe dell'Opera del vestire i Nudi, come lo fu suo padre nel 1823.

Il ramo principesco di Ottajano e ducale di Sarno si estinse con Maria Angelica (n. Napoli, 1846), sorella dell'ultimo principe Giuseppe (Napoli, 1834 ivi, 1894), e figlia di Michele (1823 1882) senatore del Regno d'Italia, principessa di Ottajano, duchessa di Sarno e di Miranda che sposò a Napoli nel 1876 Alfredo Correale († 1903) dei conti di Terranova, patrizio di Sorrento.

Il Casato, nella linea dei marchesi di Castellina (1628),  nel Napoletano ottenne nel 1625  il titolo di marchese di S. Angelo in Grotte, in Terra di Molise, con RAFFAELLO dè Medici, titolo trasmesso per successione al figlio GIOVANNI.

La famiglia fu insignita del titolo di duca Miranda (per successione casa Caracciolo-Gaetani).
Ottenne le onorificenze del Grandato di Spagna di 1^ classe, del Reale Ordine di S. Gennaro e dell’Ordine di S. Ferdinando e del Merito; vestì più volte l'abito di Malta (vedi lapidario).

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FRANCESCO dè Medici d'Ottajano ( 1857 a 49 anni) creato cardinale da Papa Pio IX il 16 giugno 1856, fu Prefetto dei Sacri Palazzi Apostolici, sepolto in San Giorgio al Velabro, suo titolo.


Roma, lapide in memoria del cardinale Francesco dè Medici d'Ottajano
 

Nel 1816 il teatro San Carlo di Napoli si incendiò, probabilmente  a causa di una lanterna dimenticata accesa; re Ferdinando di Borbone nominò una commissione formata da Troiano Marulli duca d’Ascoli, Marzio Mastrilli duca di Gallo, Michele dè Medici principe di Ottajano, Giovanni Carafa duca di Noja e Francesco Berio marchese di Salza, per sovrintendere i lavori di ricostruzione, terminati in soli 10 mesi.

Napoli, teatro San Carlo e la targa che ricorda l'incendio del 1816 e i componenti della commissione.

Il titolo di duca di Miranda passò in casa dè Medici a seguito di matrimonio celebrato nel 1822 tra Giuseppe (Napoli,1803 † ivi, 1874), principe di Ottaiano e duca di Sarno, e  Anna Maria Gaetani dell’Aquila d’Aragona (1801 † 1850), duchessa di Miranda. 

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© Napoli, interno del palazzo abitato da Giuseppe dè Medici,  principe di Ottajano - I primi proprietari furono i coniugi don  Ferdinando Caracciolo di Torella e donna Gaetana Caracciolo d'Avellino, duchessa di Miranda
e, per tal motivo, l'immobile è conosciuto anche sotto il nome di Palazzo Miranda.
 

La linea secondogenita, discendente da ALESSANDRO (1777 1843), maresciallo di campo dell’esercito napoletano, e da Francesca d’Aquino (1871), ottenne per successione casa Carmignano i titoli di marchese di Acquaviva e di Fornelli, a seguito di matrimonio tra il marchese GOFFREDO dè Medici (18621886) e Carmela Carmignano (1880), marchesa di Acquaviva e di Fornello. I detti titoli passarono al figlio ALESSANDRO (n. Napoli, 1863) che morì senza lasciare eredi.

stemma Famiglia dè Medici

Napoli - Cappella Famiglia dè Medici. A destra: stemma della famiglia de' Medici - secolo XVI


© Napoli - Monumento funebre di Camillo dé Medici (1543 † 1598) marito di Laura Orsini; le loro figlie Maria e
Anna dè Medici sposarono rispettivamente Marcello e Fabio
Capece Galeota.
 

ALFONSO dè Medici, marchese di Acquaviva, nel 1951 fu uno dei benefattori del Pio Monte della Misericordia in Napoli.


Alcune parentele contratte dai dè Medici:

ALBERTINI: Michele (1771 † 1832), patrizio napoletano, principe di Ottaiano e duca di Sarno, sposò, in prime nozze, nel 1801 Maria Isabella Albertini (Napoli,1784 † 1819), figlia di Gaetano, principe di Cimitile.
d’AQUINO: Alessandro (1777 † 1843), patrizio Napoletano, capo del dipartimento d’Intendenza Generale nel 1816, fratello del principe Michele (1771 † 1832), sposò nel 1821 Francesca d’Aquino (1800 † 1871), figlia del barone Luigi Antonio d’Aquino.
CAPECE MINUTOLO: Maria Teresa (n. Napoli, 1867), sorella di Andrea dei principi di Ottaviano, sposò a Napoli nel 1904 il nobile Gaetano Capece Minutolo di S. Valentino.
MARULLI:
Michele (Napoli,1823 † ivi, 1883), patrizio napoletano, principe di Ottaiano, duca di Sarno e di Miranda, Senatore del Regno d’Italia nel 1876, Gran Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. sposò nel 1842 Giulia Marulli (1826†1849), figlia di Gennaro duca di San Cesario.

Napoli - Arma con le insegne delle famiglie dé Medici e Orsini. A destra: rma con le insegne
delle famiglie  Capece Galeota, dé Medici e Orsini
 

Per eventuali approfondimenti si consiglia di consultare le tavole genealogiche redatte da Serra di Gerace e gli Affari della “Real Commissione dei Titoli di Nobiltà”.


Continua nel sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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