|

Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano,
ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano,
appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano
dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che
abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. |
|
A cura di Roberto Bilotti Ruggi
d'Aragona |
|

Stemma famiglia de Nobili |
|
La famiglia de Nobili dalla Toscana passò in Lipari (Sicilia),
per seguire
re Alfonso V d’Aragona,
I per il Regno di Napoli, detto il Magnanimo, all’inizio del XV
secolo, per poi prendere stabile dimora in Catanzaro, dove si
hanno notizie di un Giovanni de Nobili che ottenne nel
1483, per sè e per i suoi discendenti, la bagliva del casale di Gagliano (Catanzaro) per
concessione di
re Ferdinando d’Aragona.
Dagli Aragonesi la famiglia ottenne anche il feudo di
Castelmonardo, poi, successivamente nel 1682, ottennero il feudo
di Magliacane da
re Carlo II d’Asburgo-Spagna. |
|
Il Casato fu ricevuto nell’Ordine
Gerosolimitano dal 1741 in persona del Balio F.
Girolamo, avendone fatta la prova da Antonio, primo
capostipite dal 1459, e passata in convento nel 1796 in persona
del cav. Carlo, e nel 1798 del cav. Raffaele per
prova di consanguineità col detto Balio F. Girolamo. |
|
Giovanni
de Nobili, q.m Antonio, fu il 1° barone della Bagliva
confermato nel il 10/9/1494, sposò Isabella
Vela; Girolamo
(†
1561), 2° barone della Bagliva confermato il 17/12/1535, sposò
Ippolita
Mele; Ferdinando (
†
1565) 3° barone della Bagliva sposò Virginia Piterà (dal loro
figlio Ottavio inizierà la linea di Magliacane) ;
Cesare 4° barone della Bagliva sposò, in prime nozze,
Beatrice Rocca baronessa di Medina e, in seconde nozze, Porzia
Pistoia (dal loro figlio Carlo inizierà la linea di
Medina); Fortunato 5° barone della Bagliva sposò Porzia
Sanseverino di Marcellinara; Giuseppe 6°barone
della Bagliva sposò Anna Zaccone; Onofrio 7° barone della
Bagliva sposò Popa
Romano;
Antonia sposò Carlo de Nobili 4° barone della Bagliva. |
|
Giovanna,
figlia di Felice e di Chiara
Cavalcanti, si
distinse come
poetessa,
ed è ricordata come una figura femminile di rilievo nella
tradizione culturale della Calabria nobiliare tra XVII e XVIII
secolo. |
|
Ottavio,
barone di Stalettì (suffeudo
dello Stato di Squillace)
e barone di Magliacane, vissuto nella stessa epoca della
predetta Giovanna, fu
un esponente di rilievo della famiglia
de Nobili, in un
periodo in cui la nobiltà meridionale svolgeva un ruolo
centrale nell’amministrazione dei territori del Regno di
Napoli. |
|
La
linea della famiglia
dimorante in Napoli,
già possessore dello stato di Simari, fu decorata del
titolo di marchese di Simari ereditato dalla famiglia
Fiore,
concesso nel 1715 dall'Imperatore
Carlo VI d'Asburgo-Austria.
Emanuele de Nobili acquistò per ducati 211.000 la
terra di Simari, coi suoi casali di Crichi e Sovenia
(ab. 2.386) con le seconde cause e la portulania, dal
duca di Simari Giuseppe Baretta, con la clausola
retinenti titulo, e con R. Assenso 7 gennaio 1800 (cedolario
87, f. 662). |
|
Nel 1773 don Carlo dè Nobili, U.J.D. (dottore d'ambe le
leggi), fu sindaco di Tiriolo, Gimigliano e Rocca Fallucca. |
|
Raffaele
de Nobili, figlio primogenito del
barone Cesare (†
27/11/1792), ereditò il feudo di Medina ed Ufficio di Vice
Secreto del Fondaco di Catanzaro, pervenuti a Carlo de
Nobili seniore da parte di Beatrice Rocca sua madre, il primo
per vendita fattaglia per ducati 1.500 con R. Assenso
22/12/1652, registrato nel Quint. 108, f. 182; ed il secondo per
refuta fattagli dalla medesima con R. Assenso 13/11/ 1663,
registrato nel Quint. 117, f. 78t, come al Cedol. 81, f. 327. |
|
Il feudo di
Magliacane e Amendola, sito in territorio di Belcastro, fu
acquistato da Ottavio de Nobili per ducati 7880 dal
barone Michele Anania, con R. Assenso 15/4/1692, registrato nel
Quint. 159, f. 31t, come da Cedol, 82, f. 87. |
|
Emanuele
(n. 1766), barone della Bagliva di Catanzaro, fu nominato Gran
Ciambellano del re
Gioccahino Murat;
comprò la Grangia di Sant’Anna, un vasto territorio nella zona
di Montauro. Emanuele nel 1784 fece costruire un maestoso
palazzo, oggi sede del comune di Catanzaro; sposò Olimpia
Schipani che gli diede sette figli. |
|

Catanzaro, palazzo de Nobili oggi
sede del Comune
|
|
Rachele,
figlia dei predetti Emanuele ed Olimpia, ebbe una storia d’amore
con don Saverio
Marincola che,
per rivalità politiche e gelosie varie, fu ucciso dai fratelli
di lei. |
|
La famiglia fu ascritta nel 1801 all’Elenco del Priorato di
Capua e riconosciuta di nobiltà generosa nelle prove di
ammissioni del signor Giovanni de Nobili nelle RR.
Guardie del Corpo.
La famiglia è iscritta nell’Elenco Ufficiale Italiana del 1922
col titolo di Nobile (mf) per i discendenti da Emanuele e
Felice, ascritto nel 1801 all’Elenco del Priorato di
Capua. |
|
Il nobile Raffaele de Nobili (Napoli, 1810 †
ivi, 1888), figlio di Vincenzo Maria (1799 †
1825), marchese di Simari, e di donna Maria Francesca di Napoli
dei principi di Resuttano (†
1850), fu cavaliere del Sacro Militar
Ordine dei SS. Maurizio e
Lazzaro, sposò nel 1831 la nobildonna Maria Emmanuela
dei conti de Ildaris (1810 †
1809), figlia di Cesare conte del S.R.I. e della nobile Maria
Cajafa dei marchesi di Massanova. |
|
Il barone Alberto (1837 †
1865), figlio del barone Cesare, garibaldino e tenente,
nel 1860 partecipò spedizione dei Mille e nel 1862 seguì
Garibaldi in Aspromonte. |
|

Achille de Nobili (Catanzaro,
28/8/1846
†
Dijon, 23/1/1871) dei baroni di Bagliva di Catanzaro,
componente della brigata garibaldina dei Vosgi. Caduto nella
difesa di Digione (Arch. de Nobili)
|
|
Carlo
(1845 †
1909) fu una figura significativa della borghesia colta
meridionale tra Otto e Novecento, erede della tradizione della
famiglia de Nobili ma
protagonista in ambiti nuovi rispetto al passato feudale: la
finanza e la cultura. È ricordato come:
bibliotecario, probabilmente legato a
istituzioni cittadine, promotore della conservazione del
patrimonio librario, uomo di vasta cultura umanistica. |
|
Filippo (1875 †
1962), barone di Magliacane, intellettuale, poeta, scrittore,
storico antifascista. |
|
_____________________
Bibliografia:
- L'Araldo, almanacco nobiliare napoletano, vol. 14, Anno
1891.
- Vittorio Spreti, “Enciclopedia
storico-nobiliare Italiana”, Arnaldo Forni Editore, 1978.
- Francesco Bonazzi di Sannicandro, “Famiglie nobili e titolate
del Napolitano”, Arnaldo Forni Editore, 2005.
- Franz von Lobstein, “Settecento Calabrese”, Napoli 1978.
- G.B. di Crollalanza, “Dizionario storico-blasonico delle
famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti”, Pisa
1896.
- Mario Pellicano Castagna, "Le ultime intestazioni feudali in
Calabria"
|
|