Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Campagna

A cura del dr. Giuseppe Pizzuti

Arma: d'azzurro, al pino al naturale nodrito sopra un monte di verde di tre cime movente dalla punta, accostato da due leoni d'oro affrontati e controrampanti al tronco, attraversati in banda da un bastone scorciato di rosso, il tutto sormontato da tre stelle d'oro ordinate in fascia.

Altra: d'azzurro all'albero nodrito accompagnato in capo da tre stelle, alla gemella in banda caricata di tre stelle di sei punte (1).

Titoli: baroni.

Dimore: Serra Pedace, Mendicino, Cosenza, San Biase e Righio.

Patrona: Madonna del Rosario.


Serra Pedace (Cosenza), Palazzo Campagna, stemma

Famiglia originaria di Serra Pedace (da non confondere con il ramo dei baroni Campagna di San Marco Argentano) già comune della Presila cosentina ed oggi parte integrante del nuovo comune Casali del Manco.

Francesco Campagna, sacerdote, di Serra Pedace, a metà del Settecento acquistò nella Sila Regia una difesa (2) dalla famiglia Arnoni di Celico in località Polverento, nel corso del tempo acquistò altre proprietà della Sila nelle località: Aceretto, Gattarello, Valle di Capre, Piano delli Santi e l'Acero.


Serra Pedace (Cosenza), Palazzo Campagna, portale con lo stemma, la scritta Celestino
è stata aggiunta da successivi proprietari

Il sacerdote Francesco delle terre silane creò un maggiorascato in favore di suo nipote Pietro (n. 1767) morto celibe, figlio di suo fratello Giuseppe.

Domenico (1774 1813) fratello del citato Pietro e figlio di Giuseppe, sposò la nobile Gaetana del Gaudio di Mendicino, figlia del barone Carlo; nei capitoli matrimoniali del 1794, il barone Domenico s'impegnava a trasferirsi a Cosenza; nel 1809, ristrutturò il palazzo di Mendicino creando, su di un lato, il loggiato.


Mendicino (Cosenza), Palazzo Campagna del Gaudio

Arma del Gaudio: d'azzurro, alla fascia di nero accompagnata in capo da un destrocherio vestito di rosso movente dal fianco sinistro tenente un falco sorante, e da un monte di tre cime di verde movente dalla punta.


Mendicino (Cosenza), Palazzo Campagna del Gaudio, stemma del Gaudio


Cosenza, Palazzo Campagna

Giuseppe (Serra Pedace, 29 marzo 1799 Vienna, 1869) figlio di Domenico e Gaetana, poeta e drammaturgo, studiò a Napoli, dove si trattenne dopo gli studi universitari in quanto suo fratello (del quale si scrive di seguito) gli concesse un vitalizio di 600 ducati annui per dedicarsi agli studi letterari; fu socio dell'Accademia Pontaniana di Napoli, scrisse su varie riviste e giornali dell'epoca; sposò la contessa russa Zenaide de Laval, vedova dell'ambasciatore di Vienna presso la corte napoletana.





 

Il Calabrese, rivista alla quale collaborava Giuseppe

Carlo (1801 1861), fratello di Giuseppe, medico, nella chiesa di San Francesco di Paola a Cosenza vi è una lapide che ricorda il suo valore di patriota. Ricordiamo, tra gli altri, l'episodio della capitolazione del 27 agosto 1860 a Cosenza del generale Cardarelli il quale per conto del Re  firmò la resa e, per il Comitato cosentino firmarono: Francesco Guzzolini, Pietro Compagna, Donato Morelli, Carlo Campagna e Domenico Frugiuele (3).


Cosenza, Chiesa di San Francesco di Paola, lapide in memoria di Carlo Campagna


Cosenza, Chiesa di San Francesco di Paola, lapide in memoria di Carlo Campagna, stemma


Stemma Campagna in brisura dipinto su pergamena
Si ringrazia il Dott. Francesco Paolo Dodaro per avercela fatta conoscere


Pergamena nella quale è concesso un Privilegio al Magnifico Don Domenico Campagna nel 1788

Mariano ( 1886), figlio di Carlo, giurista, giornalista, appassionato degli studi in materia di agricoltura.

Carlo, nipote del precedente suo omonimo, agli inizi del Novecento acquistò le terre di Righio nella Sila Grande cosentina da Giannuzzi Savelli, barone di Pietramala, nelle quali venivano portate, per la transumanza estiva, le mandrie e le greggi; d'inverno, sostavano a San Biase di Rende le pecore, bovini e cavalli a marina di Sibari dove le pianure erano coltivate a grano e foraggio.


Righio di Campagna, Torre

Righio, Cappella dedicata alla Madonna del Rosario; Altare e particolare del soffitto

Carlo, il 16 luglio 1889 sposò Emilia Ferrari d'Epaminonda (n. 26 luglio 1868), ed ebbero per figli, tra gli altri: Raffaella; Bettina; Rosina; Ada, sposata a Bernardino Martirano; Mariano (in guerra il 18 luglio 1917); Donato, morto di spagnola; Rosario, sposato a Clelia Fiertler, sorella di Giuseppe, pilota di automobili negli anni trenta, di origini austriache, hanno avuto l'unico figlio Donato ( 1995), giurista, sposato a Maria, nata Pontoriero, mecenate, la quale ha continuato a gestire i latifondi di Righio e San Biase, dopo la prematura scomparsa di Donato, ha voluto onorarlo con la Fondazione Donato Campagna rivolta a giovani meritevoli per la formazione post-universitaria, la fondazione elargisce borse di studio alle Università, ad Istituti di ricerca e Culturali; e Domenico, sposato a Maria Cristina Ponzano hanno avuto per figli: Eleonora, morta infante; Rita, sposata a Gordon Heron; Maria Luisa, sposata a Luigi Amantea; Grazia, sposata a Domenico Turato; Mariano (1936 2011), morto improle; e Carlo (30 marzo 1935 † 4 agosto 2019), sposato a Felicia Feraco hanno avuto per figlie Maria Cristina (n. 16 febbraio 1969), e Marina (n. 16 luglio 1972),  Carlo con altra donna ha avuto per figlio Giacomo (n. 31 agosto 2002).


Settembre 1920, Domenico Campagna e sua sorella Raffaella


San Biase, il Casino Nobile


San Biase, casa del fattore


San Biase, la Cappella


Cosenza, Cappella Campagna


MARIANO CAMPAGNA, MORTO IN GUERRA IL 18 LUGLIO 1917


DONATO CAMPAGNA


DOMENICO CAMPAGNA

_________________
Note:
(1) -
Luca Irwin Fragale, pag. 167, in “Microstoria e araldica di Calabria Citeriore e di Cosenza. Da fonti documentarie inedite”, Milano, Banca CARIME, 2016.
(2) -
Estensioni di terreni recintati per far pascolare le mandrie o per seminarvi.

(3) - Riccardo Giraldi “Il popolo cosentino e il suo territorio (da ieri a oggi)” pag. 204, Pellegrini Editore, Cosenza 2003.
_________________
Fonti bibliografiche:

-  “Le pietre raccontano... case baronali in Sila....”; curato dall'ARSSA, dall'Istituto Conprensivo Statale B. Telesio e dei comuni di Spezzano della Sila  e Spezzano Piccolo; Pubblisfera, 2000.

- Enciclopedia Treccani.

- Ivan Pucci "Guida agli stemmi nobiliari di Cosenza e casali", pag. 33. Editrice Arti Grafiche Barbieri. Cosenza 1996.

- Barone Manlio del Gaudio - Sito Web


Casato inserito nel quinto volume di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

Copyright © 2007 www.nobili-napoletani.it - All rights reserved  
 

*******************
STORIA DELLE FAMIGLIE NOBILI:
Elenco A - B  /   Elenco C   /   Elenco D - H 
Elenco I - N /  Elenco O -R  /  Elenco S -
Z
*******************

SEDILI DI NAPOLI   CASE REGNANTI   ELENCO TITOLI
MEDIA   PUBBLICAZIONI   EVENTI  
ELENCO ANALITICO NOMI   MERCATINO ARALDICO   MAPPA DEL SITO
STEMMARIO   ORDINI CAVALLERESCHI

SCOPO   FONTI   CONTATTI   LINKS
HOME PAGE