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Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano,
ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano,
appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano
dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che
abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. |
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Arma:
spaccato, d’oro e d’azzurro, all’albero fogliato di
verde sradicato e fustato d'oro, accostato sull'azzurro da
due leoni rampanti dello stesso.
Titoli:
principi di San Bartolomeo e di San Lorenzo,
duchi di Sperlinga e di San Gregorio,
marchesi di San Nicolò Laurateo,
visconti di Francavilla,
baroni di Carrubba, Cicera, Ragalmallina, Vaccarizzo, S.
Venera, Vescara. |
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La famiglia Oneto da Genova si trasferì in Sicilia nei
primi del XVII sec. con Giovanni Francesco di
Tommaso. Suo figlio Giovan Stefano nel 1656
acquistò la baronia di Sperlinga. Con privilegio del 2
aprile 1658, divenne marchese di San Niccolò de Laureato
e con quello del 30 aprile 1666 ottenne il titolo di
duca di San Silvestro. Tale titolo fu imposto su
Sperlinga con lettere patrimoniali del 30 giugno 1667.
Nel 1658 Giovan Stefano acquistò da Francesco
Natoli e Orioles, marito di Giulia
Lanza e
Gioni, il castello di Sperlinga. |
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Castello di Sperlinga |
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Nel 1662, ottenne inoltre il mero e misto imperio su
Sperlinga e, nel 1674, acquisì i feudi di Vescara e di
Cicera, che gli furono investiti il 23 giugno dello
stesso anno. L’acquisizione della
baronia di Carruba
avvenne nel 1678, con investitura del 20 maggio,
barone
di San Bartolomeo, governatore del Monte di Pietà di
negli anni 1673, 1677 e 1678 e capitano di giustizia di
Palermo nel 1733-34 sposa Olivia
Spadafora
e Oliviera. |
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Da questo matrimonio Domenico, 2°
duca di Sperlinga,
1668-1699, governatore della nobile compagnia dei Bianchi in
Palermo, nel 1685 sposa Caterina
Valguarnera senza
eredi |
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Giovan Tommaso Principe di San Lorenzo e Francesco
Oneto Principe di San Bartolomeo 1670-1710 sp. Girolama
Valguarnera e Corvino di Mezzojuso da cui: |
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Antonio Oneto di Sperlinga sposa Giuseppa
Migliaccio e Bonanno-Spadafora-Branciforte, eredita
dalla linea materna Valguarnera il palazzo di via Pizzuto, oggi
via Bandiera, che nel '500 era di Eufrosina Siracusa e Valdaura
baronessa Corbera del Miserendino (celebre amante del Vicere
Marc'Antonio
Colonna). Essendo
senza prole nomina erede Francesco figlio del fratello
Giovanni Stefano 1690-1746 che aveva sposato Rosalia
Morreale di Castrofilippo e Valguarnera-Branciforte. |
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I
citati Francesco e Rosalia ebbero per figlio
Francesco Oneto, 5° duca di Sperlinga 1722-1780,
erede dello zio Antonio trasforma il palazzo
in una grande opulenta scenografia barocca che ne fa uno
dei massimi esempi siciliani. La facciata è fusione
plastica tra architettura e scultura con i balconi
rigonfi a petto d'oca sormontati da busti di grande
effetto chiaroscurale. Attraverso lo scalone ottagonale
colonnato in marmo rosso si accede alla fuga dei vasti
saloni i cui soffitti decorati a stucchi di Procopio
Serpotta, con figure allegoriche tridimensionali "allustrate",
incorniciano le complesse composizioni ad affresco di
Gaspare Serenario del 1746. |
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Francesco Oneto, 5° duca di Sperlinga
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Il citato quinto duca di Sperlinga, Francesco Oneto sposa
Stefania Gravina di Montevago e Moncada-Ventimiglia da cui
Saverio, VI duca di Sperlinga 1762-1811, che sposa Aloisia
Lanza e Stella-Valguarnera da cui Giuseppe Oneto
1790-1852 sposa Aurora Monroy di Pandolfina da cui Aloisia
1819-1862 e Marianna (†
1889) che, senza eredi diretti, adottarono Giacomo Maiorca di
Francavilla al quale passarono i beni. |
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Saverio Oneto, 6° duca di Sperlinga, e la moglie
donna Aloisia
Lanza e Stella-Valguarnera |
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Giuseppe Oneto, 7° duca
di Sperlinga, e la moglie donna Aurora Monroy di Pandolfina |
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Donna
Aloisia e donna Marianna Oneto, le ultime
discendenti del Casato |
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Altri componenti della famiglia:
Giovan Domenico senatore di Palermo negli anni 1709-10,
1718-19-20;
Giambattista,
principe di S. Lorenzo, capitano di
giustizia nell’anno 1745-46;
Mariano, marchese di San Nicolò Laurateo, fu governatore
del Monte di Pietà di Palermo nel 1733-34;
Giuseppe Oneto e Monreale,
marchese di San Nicolò, fu
senatore di Palermo nel 1779-80 e governatore del Monte di Pietà
nel 1784;
Tommaso Oneto e
Ruffo, principe
di S. Lorenzo per investitura dell’8 giugno 1765, fu governatore
della nobile compagnia dei Bianchi in Palermo nell’anno 1753-54
e senatore di Palermo nel 1783-84 e governatore del Monte di
Pietà nel 1790; acquista il palazzo Oneto di San Lorenzo in via
del Bosco - edificato nel '500 dal fiorentino Orazio Strozzi
con marcapiano su cui si aprono finestre crociate
cinquecentesche e il portale ad edicola bugnato. Il cortile
manierista è porticato con archi sorretti da colonne a tre archi
a pieno centro. All'interno decorazioni con quadrature
prospettiche dei Fumagalli. |
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Nel 1860, Francesco Oneto, figlio del principe di San
Lorenzo Giuseppe, ne fece rifugio per i feriti
garibaldini, trasformandolo in un ospedale improvvisato. Sul
portone una lapide ricorda il ricovero e la morte dell'eroe
colonnello ungherese Tukory . |
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Don Francesco Oneto (garibaldino), figlio del principe di San
Lorenzo Giuseppe
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Il palazzo Oneto di Sperlinga era stato frazionato tra molti
commercianti e snaturato, riunificato da
Roberto Bilotti Ruggi
d'Aragona che ha attuato un radicale piano di
restauro della struttura, degli apparati decorativi e degli
arredi e con spirito di mecenatismo lo ha aperto gratuitamente
al pubblico. |
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Oratorio
di palazzo Oneto di Sperlinga |
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Donna Viviana Bilotti Ruggi d'Aragona e
Odescalchi -
Lante Montefeltro della
Rovere, personifica
Santa Isabella d'Aragona, proclamata Santa nel 1625, figlia del re
d'Aragona, Pietro III il Grande e
di Costanza di Sicilia, a cui è dedicato l'oratorio di palazzo
Oneto di Sperlinga |
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Il
nobile Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona e donna Cesira Palmeri
di Villalba proprietari di Palazzo Oneto di Sperlinga,
autori della riunificazione e dei restauri del palazzo e opere
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