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Pagina realizzata dall’Avv. Cesare Badolato per
onorare la memoria del padre Elio e dello zio Dott. Giuseppe
Badolato |
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Arma: d'azzurro al monte
di tre cime, quella di mezzo più eminente, e sostenente un leone con
il compasso, aperto in capriolo, poggiato con le punte sulle cime
laterali, il tutto accompagnato in capo da tre stelle, ordinate in
fascia, quella di mezzo più bassa, e sormontata dal sole.
La presenza delle tre stelle e del sole simboleggia la
partecipazione alle Crociate.
Corona marchionale. |
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© Stemma dei marchesi Badolato impresso
su pietra nell'atrio del Palazzo di S. Caterina dello Jonio |
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La Famiglia Badolato o de Badolato discese in Italia
al seguito di Carlo I
d’Angiò per la conquista del Regno; si stabilì in Calabria ove
ottenne il feudo che prese il nome del Casato.
Capostipite fu FILIPPO, valoroso condottiero, insignito del titolo
di barone di Badolato, per aver
fedelmente servito il Re.
Il detto Filippo mantenne il feudo di Badolato, in provincia di
Calatria Ultra
I, sino al 1271 quando fu sopraffatto in un scontro cruento
dalle sovrastanti milizie del conte
Ruffo.
La famiglia si diramò in Monteleone Calabro ove era presente e
prospero il ceppo principale sin dal 1450, e in Cosenza ove ebbe i
maggiori fausti; altro ramo, dalla Calabria, passò in Sicilia ove
godette di nobiltà in Messina e in Acitrezza, unendosi alla famiglia
Via o La Via. Del ramo messinese si
annovera GIOVAN MATTEO giudice straticoziale nel 1522 .
La famiglia ha goduto nobiltà anche in Spagna,
con un don Domenico, abitante in Madrid nel 1708; il fratello, d.
Antonio Badolato, fu eminente giurista negli anni 1738 e 1739 in
Spagna; si ricorda anche un don Ferdinando ( o Fernando) Badolato,
capitano dell'esercito regio spagnolo .
Il
ramo di Gioiosa Jonica, imparentato con
la casata "de Lupis", avendo donna Ermelinda Badolato sposato il
Barone Totò de Lupis, è ricordato per il monumentale palazzo
Badolato inserito tra i monumenti della cittadina calabra.
Capostipite del ramo cosentino fu PIETRO Badolato che intorno
all’anno 1530 si trasferì dalla terra di Rose, ove possedeva molte
proprietà, come si apprende dalla platea fatta dal
principe di Bisignano, a Cosenza; generò
BERNARDINO.
SCIPIONE, figlio di Bernardino, dottore in utriusque jure, fu
aggregato al sedile dei nobili nel 1558; nel 1600
acquistò per 24.500 ducati la terra di Cropalati ,con
incardinato il titolo di marchese di
Cropalati sino al 1617, anno in cui fu perso il feudo. generò
FRANCESCO sposo di Lalla
d'Aquino, sorella di Carlo, nobile del
sedile di Marzio Sersale.
Il cugino di Scipione, GIOVAN FILIPPO, ebbe in signoria, acquistata
dai Morano, la terra di Carfizzi dal 1563 al 1574, dopo la stessa
fu di nuovo rivendicata dai Morano nei confronti del di lui figlio
FRANCESCO. |
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© S. Caterina dello Jonio - Ala esterna
del Palazzo Badolato, monumento in gran parte distrutto
dal terribile incendio del 1983. |
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Dal
matrimonio di Francesco con la D'Aquino nacquero DOMENICO seniore e
ANTONIO; Domenico seniore sposò Livia Alimena, nobile di Montalto e
generò DOMENICO Juniore, che vestì l'abito dei Cavalieri di Malta;
ANTONIO, fratello di Domenico Seniore, nel 23
di giugno 1660 vestì l’abito del S.M.O. di S. Giovanni di
Gerusalemme .
Del ramo originiario di Monteleone, oggi
Vibo Valentia, si ricorda SILVIO Badolato, uomo
di chiesa e gran teologo, nato nel 1510, e per alcuni morto nel
1556, ma in realtà in epoca più remota (1586). Egli, di nome
Scipione alla fonte battesimale, modificò di poi il proprio nome in
Silvio; fu Priore della Certosa di Serra S. Bruno e di quella di
Capri .
GIOVAN DOMENICO Badolato ,
fu governatore di Monteleone calabro nel 1629 e nel 1645; allo
stesso modo D. NICOLA Badolato nel 1685, diretto antenato
dell’autore della pagina poiché nonno del NICOLA che, nato nel 1720,
è il padre dell’esavolo e omonimo CESARE, nato nel 1745.
GREGORIO
fu
sindaco dei nobili di Monteleone Calabro nel 1782 e nel 1788;
il cugino ANTONIO lo fu nel
1775.
Il citato Cesare nel 1799 e il cugino FRANCESCO
furono costretti a fuggire, a
seguito dell'avanzata sanfedista
da Monteleone-Vibo, poichè erano entambi tra i maggiori Giacobini
del posto (come dimostra il compasso nello stemma, la famiglia
Badolato è stata tra le prime ad aver contatti massonici), insieme a
Cesare e Filippo di Francia, Erasmo Marzano, Francesco Gagliardi ed
altri nobili.
Il primo (Cesare) fu costretto
a riparare in S. Caterina dello Jonio,
e
fu l’iniziatore del ramo ,
salvando una parte dell'ingente patrimonio di famiglia, che sarebbe
andato perduto, così come forse sarebbero andate perdute la sua vita
sotto la furia sanfedista, e l'altro (Francesco) ad emigrare
addirittura negli appena nati Stati uniti d'America.
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© S. Caterina dello Jonio - Particolare
del portale in granito e del portone d'ingresso di Palazzo Badolato;
da notare l'abbeveratoio in granito dei cavalli della famiglia, la
finestrella della cappella gentilizia, tutta in marmo e legno
intarsiato, interna al palazzo. I maniglioni e i battenti, in
bronzo, rappresentanti teste di cani, furono asportati dal Comune
nell'anno 2000 per il recupero, non ancora attuato, del centro
storico. Con l'incendio del 1983 andarono persi quadri, monete
antiche, tappezzerie, le armi antiche custodite nell'armeria, e gli
splendidi affreschi della "stanza delle Pernici"
rappresentanti scene di caccia. |
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VINCENZO fu monsignore nel 1854.
Don DOMENICO Badolato, dottore in legge, sposò nel 1845 Donna
Concetta Maria Giannini; ebbero
1) Don LUIGI, avvocato e poi
magistrato;
2)
Don GIUSEPPE Seniore, laureato in fisica e chimica;
3) Cav. dott. Don RAFFAELE, laureato in
Medicina e chirurgia;
4) NICOLA, sacerdote ed arciprete in
S. Caterina e Badolato;
5) Don PASQUALE Seniore, dottore in
Medicina.
Quest'ultimo sposò nel 1893 Donna Isabella Tiani; morì giovanissimo
all'età di 35 anni poco prima della nascita del figlio:
Don PASQUALE Juniore, professore
ordinario di chimica farmaceutica presso l'università di Napoli dal
1920 al 1925, sposò nel 1924 Maria Clelia Tommasini, una delle prime quattro
donne laureate in Italia in chimica farmaceutica (1921); ebbero:
A)FRANCESCO, primogenito, professore ordinario di scienze
dell'alimentazione nella facoltà di farmacia di Napoli negli anni
'60.
B)Don GIUSEPPE Juniore, dottore, compì
i suoi studi classici al Liceo "Pontano" di Napoli, per poi
laurearsi in Napoli in Farmacia; gestì due farmacie, in S. Caterina
dello Jonio e in Boscoreale (NA); sposò nel 1963 la Prof.ssa Iride
Bucci, assistente universitaria del fratello Francesco Badolato,
Prof. in Napoli di Scienze dell'alimentazione. Frutto dell'amore
sono
la dott.ssa
Donatella Badolato (1965), laureata in Farmacia, ed esercente tale
professione in Napoli, e Diego (1966).
Don Giuseppe Juniore rese l'anima a Dio all'età di 76 anni.
C)Don
ELIO Badolato
(prediletto
del suo prozio, Cav. Dott. D. Raffaele Badolato, considerato in S.
Caterina dello Jonio uno degli ultimi gentiluomini di vecchio
stampo, nato nel
1870 e
morto nel 1956), nato nel 1936 in S. Caterina. |
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© La Torre di S. Antonio, di proprietà
della famiglia Badolato da circa due secoli, è il simbolo di S.
Caterina dello Jonio. Torre cavallara di avvistamento nel XIII
secolo; fu trasformata dai marchesi Badolato in un piccolo castello
sul mare, dimora patrizia per i periodi estivi. |
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Nel
1964, Don Elio sposò Margherita Esposito, professoressa di lettere antiche,
per parte di nonna materna discendente dalla famiglia Proto, nobile
Casata amalfitana e salernitana.
Dall'unione sono nati:
1)
CESARE
Badolato, nel 1965,
Avvocato Cassazionista in Cosenza, esperto del ramo penale, dal 1991
al 1993 assistente presso la cattedra di Procedura Penale in
Salerno, con proprio studio dal 1997 in Cosenza; sposo nel 2002
di Francescarosa Coscarella, discendente per parte di madre, di Donna
Carla Castriota, del ramo calabrese e
cosentino della famosa famiglia principesca.
2)
MARIA
CLELIA Badolato, nel 1966, Assessore provinciale della Provincia di
Cosenza con delega ai Lavori Pubblici ed edilizia scolastica e
pubblica dal 1999 al 2004; è stata ed è ancora Consigliere della
Provincia di Cosenza, eletta nel 2004 e a scadenza di mandato nel
2009; fa parte del Direttivo nazionale del PD.
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Il Prefetto di Monteleone inviò
nella capitale spagnola nell'anno 1753 la certificazione
attestante
la nobiltà della famiglia Badolato . |
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Famiglie
imparentate con casa Badolato
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Ramo di Monteleone:
D. Antonia Badolato, zia di D. Cesare, sposa
Francesco Maria di Francia, generando nel 1750 Tommaso, valente
filosofo e matematico .
Ramo di Gioiosa jonica:
D. Ermelinda Badolato sposa il Barone D. Totò de
Lupis.
Ramo di Cosenza:
D. Francesco, figlio del Marchese Scipione Badolato,
sposa D. Lalla d’Aquino.
D. Domenico Seniore, figlio di Francesco, sposa D.
Livia Alimena .
Ramo Spagnolo:
I Badolato di Spagna si imparentano con i Gonzalez,
con i Casas, con i Millan - Astray, famiglie nobili madrilene.
Ramo di S. Caterina Jonio:
Donna
Antonia Badolato sposò nel XVIII secolo Francesco Maria
di Francia.
D. Cesare Badolato seniore (nato in Monteleone il
1745) sposa D. Isabella Caristo, della famiglia proprietaria della
famosa villa settecentesca in Stignano ( RC).
Il dott. D. Domenico Badolato sposa D. Concetta Maria Giannini
(1845).
Il dott. D. Pasquale Badolato seniore sposa (1893)
D. Isabella Tiani, della famosa famiglia proprietaria di uno dei più
bei palazzi calabresi in Brognaturo.
Il Prof. D. Pasquale Badolato juniore, sposa D. Maria
Clelia Tommasini, (1924) discendente della famosa famiglia.
Il Prof. Francesco Badolato sposa Liana, discendente
da un ramo dei conti Orrù di Sardegna (1964) |
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Bibliografia:
- Biografia degli Uomini illustri del regno di Napoli, ornata da
loro gesta” di Niccolò Morelli di Gregorio pag. 12.
-“Capri
al sec. XVI, attraverso i suoi documenti nella storia del regno di
Napoli” pag. 104 di Giobbe Ruocco
-“Cosenza e le sue famiglie, attraverso atti, manoscritti…. Di Luigi
Palmieri pag. 273 – 274
-“Nobiliario di Sicilia” di Andrea Mango di Casalgerardo
-“Economia e società nella Calabria del ‘500” di Luigi Galasso pag
57.
-“Dizionario Storico Blasonico delle famiglie nobili e notabili
italiane” di Giovan Battista di Crollallanza. Fl 78
-“Historica”
fl 30
-“La letteratura calabrese” di Antonio Piromalli fl. 228 e ss
-“Elenco
dei Cavalieri del S.M. Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme” di
Francesco Bonazzi del Poggetto” pag. 28
-“La
Certosa di Serra S. Bruno” di Cesare Mulè fl. 103
-“L’altro 1799: cultura antidemocratica e pratica politica “ di Anna
Sannino fl 72
-“Linajes nobles de Espana” di Vilar y Psayla, pag.
96
-“Nobiliario de Los Reinos y senorios de Espana” di Francisco
Pifferrer, appendice tomo I, pag. 44 |
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