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Ovvero delle Famiglie
Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili
di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti
alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate
chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che
abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.
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Famiglia Winspeare |
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A) Thomas Winspeare
(Contea dello Yorkshire nel Regno d’Inghilterra) nato a
Whitby nel 1524 da cui:
B) John Winspeare, nato a Whitby
nel 1560, difensore a un processo a Northampton nel 1598
sotto il regno di Queen Elisabeth I, da cui:
C) Thomas Winspeare nato a Whitby nel 1595 da cui:
D1) Philipp Winspeare nato
nel 1620
D2) John Winspeare,
mercante e fondatore di una associazione mercantile a
Kingston upon Hull, nato nel 1623 sposa
Bridget Harrison da
cui:
E1) Thomas Winspeare
nato nel 1652 da cui:
F1) Pelgrave
Winspeare nato nel 1674 (a Depressa vi è una riproduzione di
una coppa d’argento, con la data incisa sopra, regalata
dallo zio Philipp a suo nipote Pelgrave in occasione del suo
battesimo)
(dal 1524 fino al 1663 la filiazione
certa non è avallata da documenti ma da tradizione. Dal 1663
in avanti, con Charles Winspeare, inizia la filiazione
certa)
E2) Catherine
Winspeare nata nel 1660 sposa il Colonnello
Robert Burke,
inglese residente a Livorno (Granducato di Toscana. I due
saranno genitori adottivi del nipote rimasto orfano David
(capostipite italiano)
E3) Charles
Winspeare, ufficiale di marina e “recusant” cattolico, nato
a Whitby nel 1663 e morto nel 1708, sposa
Mary Burke da
cui:
F1)
David
Winspeare
nato a Londra nel 1704, trasferito in quanto orfano di
famiglia cattolica a Livorno (Granducato di Toscana) nel
1708 presso il Maggiore Robert Burke e sua moglie Catherine
nata Winspeare, sua zia paterna. I Burke risiedevano nella
città medicea per curare interessi commerciali inglesi.
David - la tradizione lo vuole ufficiale di marina al
servizio della corona spagnola - sposa il 9 Luglio 1737
Anna
de Ferrari e muore a Napoli l’ 8 Giugno 1764 da cui:
G1) Generale
Antonio
Winspeare nato a Livorno l’ 11Settembre1739 e morto a Napoli
il 13 Gennaio 1820. E’ il fondatore del ramo napoletano. Nel 1772 sposa
Giuditta Scillitani da
cui:
H1)
Marianna Winspeare, nata a Portici (Na) nel 1772 e ivi morta nel
1847. Sposa il magistrato della Corte dei Conti
Luigi Savarese, cognato del Segretario di Stato (sotto il regno di
Ferdinando IV) Conte Giuseppe
Zurlo, da cui Roberto e
Giacomo Savarese. Animatrice nella prima metà dell’800 di
un famoso salotto culturale della capitale partenopea dove
Giuseppe
Pisanelli - esempio fra i tanti - stringerà
amicizia con suo figlio, l’economista Giacomo Savarese, del
quale si definirà “suo primo discepolo”.
H2) Davide Winspeare, nato a Portici (Na) il 22 Maggio 1775 e morto a
Napoli il 13 Settembre 1846. Il Winspeare più famoso e uno
dei più importanti giuristi napoletani.
Nel 1814 viene creato Barone. Come capofamiglia crea un maggiorascato legato al
titolo di Barone per il futuro della famiglia. Compra dagli Acquaviva un palazzo in via Atri nella zona dei decumani.
H3)
Maria Caterina Winspeare, nata a Portici nel 1776 e morta nel 1780.
H4)
Guglielmo Winspeare, nato a Portici nel 1777 e morto il 25 Marzo 1846.
Abate dell’Abbazia dei Santi Quaranta Martiri presso Lamezia
Terme.
H5)
Giovanbattista
Winspeare, nato a Portici il 4 Agosto 1779 e ivi morto nel
1857. Sottotenente dei Granatieri. Capo sezione presso il
Ministero delle Finanze. Direttore Generale al Ministero
degli Interni. Sposa Anna Maria dei Baroni De Martino (zia
del futuro Ministro degli Esteri sotto Francesco II, Barone
Giacomo De Martino) da cui:
I1)
Giuditta Winspeare, nata a Napoli nel 1818 e ivi morta nel
1852. Sposa suo cugino di primo grado Barone
Giacomo Savarese.
I2)
Luisa Winspeare, nata a Napoli nel 1819 e ivi morta nel
1839.
I3) Enrichetta Winspeare, nata a Napoli nel 1821 e ivi morta nel
1851. Sposa il magistrato Ippolito Masci.
I4) Antonio Winspeare, nato a Napoli il 21 Ottobre 1822 e morto a
Depressa il 22 Dicembre 1918. Studia nel Real Collegio di
Maddaloni. Sebbene voglia intraprendere la carriera
militare il capofamiglia Davide, il “Gran Barone”, decide per
lui la carriera amministrativa. Funzionario borbonico al
Ministero dell’Agricoltura. E’ nel comitato organizzatore al
Congresso degli scienziati italiani. Negli anni 40’ diventa
un fervente sostenitore dell’unificazione d’Italia.
Partecipa nelle barricate ai moti antiborbonici del '48. In
quell’occasione viene coinvolto in una sparatoria a Palazzo
Lieto dove muore il comandante svizzero. Evita il processo e
lo scandalo grazie all’intervento dell’influente famiglia ma
caduto in disgrazia presso i Borboni perde il posto al
Ministero. Dal 1848 al 1860 vive sotto la protezione del
resto della numerosa famiglia, in particolare della zia
Elisabetta. La maggior parte dei Winspeare sono fedeli e
leali servitori di Casa Borbone, ma non per questo voltano
le spalle al nipote “rivoluzionario”. Il “right or wrong,
it’s my country” per i Winspeare del XIX secolo potrebbe
diventare “right or wrong, it’s my family”. Finalmente
arriva il 1860 quando il liberale Antonio viene reintegrato
al Ministero dell’Interno come capo dipartimento ancora
prima dell’entrata di Garibaldi a Napoli. Il suo
orientamento politico è quello della destra storica
monarchica. E’ nemico della massoneria e acerrimo avversario
della camorra. Nel 1862 diventa Direttore della Zecca di
Napoli, nel 65 di quella di Milano. Nel 1867 grazie ai buoni
uffici dell’amico di famiglia Giuseppe Pisanelli - “il solo
napoletano che gode di un certo rispetto e di una certa
influenza presso i piemontesi nella nuova capitale Firenze”
diventa Commissario con pieni poteri dell’Albergo dei
Poveri, un’istituzione elefantiaca in pessime condizioni che
il nostro Antonio rende efficiente, decorosa e ben
amministrata. Nel 1868 diventa Prefetto di Lecce. Nel 1869
sposa Emanuela Gallone
Duchessa di Salve figlia del Principe
di Tricase erede di grandi proprietà nel Capo di Leuca. Da
quel momento si farà chiamare Duca di Salve per maritali
nomine. In
Terra d’Otranto si prodiga per la costruzione
della ferrovia e l’ampliamento del porto di Brindisi. Nel
1870 riceve la cittadinanza onoraria della città di Lecce e
nello stesso anno viene nominato Prefetto di Massa. Nel 1875
diventa Sindaco di Napoli. Dopo la morte dell’amata Emanuela
si ritira dalla vita pubblica dedicandosi all’attività di
proprietario terriero come grande innovatore. Costruisce il
primo stabilimento per l’imbottigliamento del vino del
Salento. Chiama dalla Francia l’enologo Simone Murat per
migliorare la qualità del suo vino Castel di Salve che vince
premi nelle varie Esposizioni Universali di fine secolo ed
esportato dalla Francia agli Stati Uniti. Amplia le
proprietà ereditate dalla moglie comprando estensioni di
terreni a Depressa e Salve. La sua proprietà arriverà a
comprendere quasi 800 ettari fra Depressa, Tricase, Salve e
Supersano, un palazzo a Tricase, il castello a Depressa, la
Villa con otto ettari di parco a Napoli al Vomero Vecchio,
più 4 masserie e tre chilometri di terreno lungo la costa di
Torre Pali. Nel 1897 decide di sostenere Alfredo Codacci
Pisanelli - figlio del suo amico e maestro Giuseppe
Pisanelli - che grazie al suo aiuto diventa deputato al
parlamento nazionale. Nel 1902 è socio- per iniziativa del
“figlioccio politico” Codacci Pisanelli - del Consorzio
Agrario per la lavorazione dei Tabacchi e si prodiga per la
costruzione a Tricase della prima manifattura tabacchi nel
Salento. Il suo grande amico negli anni salentini sarà il
Barone Filippo Bacile, architetto e letterato, ma
soprattutto artefice della ristrutturazione del castello,
della costruzione del palazzetto dell’amministrazione e
dello stabilimento vinicolo a Depressa. Custodisce
l’archivio di famiglia Winspeare e ne cura la memoria,
coltivando il culto della famiglia. Ne è prova il fatto che,
sebbene monarchico filo sabaudo, aiuti economicamente i
numerosi Winspeare borbonici in esilio o caduti in disgrazia
alla caduta del Regno delle Due Sicilie. Fin da giovane è
cavaliere dell’Ordine di Malta, in tarda età diventerà
Commendatore dello stesso ordine sovrano. Non avendo figli
adotta Edoardo Carlo Winspeare, figlio di suo cugino
Antonio Winspeare, Prefetto di Milano.
I5)
Davide Winspeare, nato a Napoli nel 1823 e ivi morto nel 1840.
I6) Eleonora Winspeare, nata a Napoli nel 1825 e ivi morta nello stesso
anno.
H6) Roberto Winspeare, nato a
Portici il 5 Novembre 1782 e morto a Napoli il 12 Aprile
1846. Ufficiale d’artiglieria nell’esercito borbonico sotto
il comando del Generale Mach. Dopo la resa di Caserta del
1799, grazie all’amicizia della famiglia russa Naryskin,
entra nelle file dell’esercito dello Zar. Per quindici anni
dal 1800 al 1815 combatte su tutti i campi di battaglia,
prima come alleato di Napoleone, poi come nemico. Viene
nominato Colonnello e diventa Aiutante di Campo del Granduca
Michail. Si distingue nelle battaglie di Smolensk e
Borodino, fino all’assedio di Parigi dove perde un braccio
troncato da una palla di cannone. Durante la battaglia di
Borodino è comandante della 12° Batteria di Sevardino,
quella che Tolstoj immagina visitata da Pierre Bezuchov in
“Guerra e Pace”. E’ decorato dal Re di Prussia con la
medaglia al valor militare “Pour le Merite” e insignito
dallo Zar della Gran Croce di Vladimiro, della Gran Croce di
Sant’Anna e della Commenda dell’Aquila Nera. Dopo le guerre
napoleoniche, ormai Generale, compie varie missioni
ufficiali all’estero per conto dell’esercito russo. Non
potendo più combattere a causa delle sue ferite lo troviamo
come consigliere militare nella prima guerra di Crimea, in
quella contro l’Egitto, addetto all’ambasciata russa presso
la Santa Sede, al seguito del Granduca Michail in
Inghilterra dove conosce il Principe Reggente, in Austria,
Francia, Germania, sempre accompagnato dalla sorella nubile
Elisabetta. Il 14 Marzo 1819 riceve la Legion d’Onore
francese. Gode della fiducia dello Zar Alessandro I, ma
soprattutto dello Zar Nicola I - dal 1825 suo consigliere
personale- , il quale, nell’Aprile del 1846, lo vuole al suo
fianco a Napoli durante una visita ufficiale al Regno delle
Due Sicilie. Finalmente nella sua città dopo tanti anni, il
Generale Roberto veniva presentato dallo Zar come “le
meilleur de mes amis”. Per fatale coincidenza il nostro
Winspeare morì pochi giorni dopo a Napoli in seguito ad un
attacco di febbre tifoidea. Profondo conoscitore della
cultura slava, sua è la traduzione in italiano della
“Cronologia Russa” di Lomonosov.
H7)
Francesco Antonio Winspeare,
nato a Portici il 29 Marzo 1794 e morto a Napoli l' 11
Giugno 1870. Entrato a far parte dell’esercito borbonico,
durante il decennio francese passa a quello murattiano fino
a diventare capo battaglione e aiutante di campo del
generale Pignatelli. Con il ritorno dei Borboni, reintegrato
nell’esercito delle Due Sicilie, fa una brillante carriera
fino a diventare per due volte Comandante Direttore
dell’Accademia Militare della Nunziatella (nel 1820 e nel
1838), Brigadiere Generale e nel 1848 - durante il breve
periodo del governo costituzionale - nominato da Ferdinando II Pari del Regno. Comandante della I Brigata della
Divisione Casella, Francesco Antonio Winspeare prende parte
alla campagna nella Stato Pontificio nel Maggio del 1849,
partecipando, dopo una famosa marcia da Valmontone a
Ceprano, alla battaglia di Velletri. Comandante della
Gendarmeria nel 1855. Due volte Ministro, la prima
volta“senza portafoglio” nel 1855, infine Ministro della
Guerra nel Marzo del 1860 durante lo sbarco di Garibaldi.
Dopo la caduta del Regno delle Due Sicilie si ritira
dall’esercito rimanendo fedele fino all’ultimo a casa
Borbone. Scrive un Manuale di Gendarmeria.
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Francesco Antonio Winspeare (1794 † 1870)
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Sposa
Raimonda
Riccardi da cui:
I1) Giuditta Winspeare, nata a Napoli nel 1817 e ivi morta
il 29 Maggio 1852.
Sposa Valle.
I2) Antonio Winspeare, nato a
Sulmona nel 1818 e morto a Vienna nel 1873. Entra in
diplomazia e, nominato alla sede di Parigi nel 1839, vi
rimane fino al 1848. In quest’ultimo anno, promosso
segretario di legazione e con l’ambasciatore Duca di
Serracapriola a Napoli a formare il primo governo
costituzionale, resta solo a rappresentare il governo delle
Due Sicilie durante la crisi francese. Nel 1849 viene
inviato alla legazione di Vienna, nel 1852 incaricato
d’affari presso l’Impero del Brasile, infine nel 1854
incaricato d’affari del governo borbonico a Boston poi a New
York, infine a Washington. Negli Stati Uniti conclude molti
accordi commerciali fra le due nazioni, istituendo la
clausola della nazione più favorita. Nel 1858 è a Istanbul
presso la Sublime Porta dove svolge lavori di intelligence.
Nel 1860 durante la crisi del Regno viene inviato insieme al
Manna in missione speciale a Torino. Il suo compito è di
convincere Cavour a fermare Garibaldi, ma presto si rende
conto delle mire espansionistiche dei Savoia che hanno
l’appoggio della Gran Bretagna. Con Cavour si detestano,
Winspeare protesta solennemente e con forza per l’invasione
del Sud da parte dell’esercito piemontese. Al conte dichiara
“se mai fosse riuscito a fare l’Italia, Napoli e la Sicilia
sarebbero state ben capaci di gustargliela”. Nel 1861 è a
Gaeta durante l’assedio al fianco del Re Francesco II come
consigliere diplomatico. Nonostante sia stato considerato un
liberale dagli ultraborbonici rimane fino alla morte fedele
alla casa reale delle Due Sicilie. Con l’Unità d’Italia va
in esilio a Vienna dove ricopre la carica di Ministro
plenipotenziario del governo borbonico in esilio presso
l’Imperatore d’Austria-Ungheria. Dalla capitale austriaca si
prodiga per la restituzione dei beni privati del Re
Francesco II senza riuscirvi. Quando il sovrano napoletano
decide di ritirare per economia la sede diplomatica
viennese, Antonio Winspeare vuole rimanervi a sue spese come
rappresentante personale del re fino alla morte che lo
coglie ancora giovane.
I3) Giacomo Winspeare,
nato a Napoli il 1 Agosto 1820 e ivi morto il 14 Dicembre
1908. Magistrato sotto il governo borbonico. Dopo il crollo
del 1861 sarà il punto di riferimento amministrativo di
tutta la famiglia, soprattutto per i parenti borbonici
caduti in disgrazia. Spinto dalla zia Elisabetta che ricorda
a Giacomo la “convenzione solenne” stipulata fra i Winspeare
sul letto di morte di Antonio, capostipite napoletano e suo
nonno, il nostro magistrato si dissangua per aiutare i
cugini e zii leali alla Casa reale napoletana. Giacomo
continuerà ad esercitare la magistratura nel regno d’Italia
nel ruolo di consigliere presso la Corte di Cassazione.
Scrive testi giuridici tra cui, Diritto civile, antico e
moderno (1844). Sarà insignito della commenda della Corona
d’Italia e a lui spetterà di far riconoscere il titolo
nobiliare napoletano il 6 Dicembre 1882
I4) Maria Maddalena Winspeare nata a Napoli nel 1822 e morta nel 1911 sposa
Morales.
I5) Marianna Winspeare,
nata a Napoli nel 1823 e morta nel 1827
I6) Carlo Winspeare, nato
a Napoli nel 1825 e ivi morto nel 1827
I7) Francesca Winspeare,
nata a Napoli nel 1827 e morta nel 1908. Nubile
I8) Davide Winspeare, nato
a Napoli il 19 Dicembre 1826 e morto a Cannes il
28 Ottobre del 1905. Entra giovanissimo, nel 1839, nel Reale
Collegio militare della Nunziatella. Nel 1848 partecipa
appena diciottenne alla riconquista della Calabria dove
nello scontro di Castrovillari guadagna la croce di grazia
di San Giorgio della Riunione. Nel 1849 combatte nella
campagna nello Stato Pontificio come ufficiale di
collegamento al seguito delle truppe spagnole del generale
Cordova, guadagnando molte decorazioni. Nel 1860 come
ufficiale di stato maggiore è in missione in Sicilia e
Calabria. Poco prima dell’entrata di Garibaldi
(quest'ultimo
dopo pochi mesi si sarebbe rimangiato
il giuramento: "Roma
o morte!", gridato in tutte le città del Meridione,
per poi consegnare il Sud ad un nuovo sovrano) a Napoli va a
Marsiglia per acquistare viveri e armi destinate alla
fortezza di Gaeta. Durante l’ultimo
assedio a Gaeta ha il
comando d’artiglieria di un settore di terra. Combatte con
valore al fianco del Re guadagnando un’altra croce di San
Giorgio. Dopo la capitolazione rifiuta d’entrare
nell’esercito italiano preferendo quello russo. Sarà aiutato
dalla buona fama dello zio Roberto, generale dello Zar e da
una lettera dello stesso Francesco II al Ministro della
Guerra zarista. Combatte nel Caucaso nel 1863 e nel 73.
Trasferito nella Guardia imperiale diventa Aiutante di Campo
del Granduca Michail. Nel 1877 si distingue durante la guerra
russo-turca, in particolare nella conquista di Kars. In
quell’occasione viene decorato e promosso generale. Lo Zar
in persona congratulandosi con il nostro Davide dice “vous
etes brave comme un Winspeare” ricordando il valore dello
zio Generale Roberto durante le guerre napoleoniche. Dopo
l’assassino della Zar Alessandro II nel 1881 lascia
l’esercito e si ritira a vita privata a Cannes a poca
distanza dal Conte di Caserta. Il governo francese lo crea
Commendatore della Legion d’Onore. Al suo funerale sono
presenti il Conte e la Contessa di Caserta, il Principe
Gennaro di Borbone, il granduca Andrea Romanov e il generale
Tolstoj. |
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Davide Winspeare (1826 † 1905)
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I9) Roberto Winspeare, nato a Napoli il 23 Dicembre 1832 e
morto Chieti il 2 Dicembre 1904. Entra nella Guardia Reale
nel 1848. Tenente di cavalleria nel primo reggimento degli
ussari. Poco prima della capitolazione del regno partecipa
nel Gennaio-Febbraio del 1861 alla difesa della fortezza di
Gaeta. |
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Roberto Winspeare (1832 † 1904)
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Il 6 Novembre
1856 sposa Teresa Carrabba.
L1) Raimonda Winspeare, nata a Caserta il 9 Settembre 1857.
Sposa in prime nozze Don Raffaele
Pironti dei duchi di
Campagna, in secondi nozze Don Francesco della Valle dei
duchi di Ventignano.
L2)
Francesco Antonio Winspeare, (Don Onorato), nato a Caserta
il 16 Agosto 1858 e morto a Montecassino il 20 Dicembre del
1939. Padre confessore del Duca d’Aosta. Priore
dell’Abbazia di Montecassino.
L3)
Antonio Winspeare, nato nel 1860 e morto nel 1888.
L4)
Giacomo Winspeare, (Padre Mariano), nato a Caserta il 20
Giugno 1860 e morto nel 1917. Monaco gerolamino.
L5)
Davide Winspeare, nato a Napoli l’ 8 Ottobre 1861 e ivi morto
il 30 Dicembre 1910. Sposa Donna Maria
Antonia
Caracciolo Rossi
dei principi di Torella da cui:
M1)
Roberto Winspeare, nato a Napoli l’ 11 Ottobre 1887 e morto a
Lussemburgo il 1 Giugno 1954. Sposa Eugenia Davidovich da
cui:
N1) Anna Maria Winspeare,
nata a Bruxelles il 14 Settembre 1916.. Sposa
Richard Axel.
N2) Raimonda Bianca Winspeare, nata a Bruxelles il 14 Settembre 1916 e morta a
Roma il 22 Giugno 1954.
N3) Davide Wladimiro
Winspeare, nato a Napoli il 31 Luglio 1919 e morto a Roma il
7 Settembre 1920.
M2)
Francesco Antonio Winspeare, nato a San Marcello Pistoiese
il 16 Luglio 1894. Celibe.
M3)
Giacomo (Jack) Winspeare, nato a Genova l’8 Ottobre 1898.
Sposa a Roma il 18 Agosto 1943 Erika Steinschneider.
Quest’ultima era figlia del famoso illusionista ebreo
austriaco Erik Jan Hanussen, che predisse il giorno esatto
della presa di potere di Hitler del quale fu anche
astrologo. Subito dopo il 1933 Hanussen, fu imprigionato,
torturato e giustiziato - il cadavere orribilmente sfigurato -
dalla Gestapo. Si dice che Hanussen abbia ipnotizzato
Marinus van der Lubbe, il responsabile dell’incendio del
Reichstag, inducendolo a compiere l’attentato. La madre di
Erika era l’attrice austriaca Risa Lux e lei stessa godette
di un piccola fama come attrice di avanspettacolo in Italia
e di varie pubblicità per Carosello. Giacomo è cavaliere
d’onore e devozione del S.M.O. di Malta e cavaliere di
giustizia dell’Ord. Costantiniano di San Giorgio.
L6)
Guglielmo Winspeare, nato a Napoli il 3 Settembre 1864 e
morto nel 1922. Sposa Olga Quarto da cui:
L7)
Edoardo Winspeare, nato a Napoli il 17 Giugno 1866. Sposa
il 7 Febbraio 1887 Donna Olimpia
de Mari dei Principi
d’Acquaviva da cui:
M1)
Teresa Winspeare, nata a Napoli il 26 Novembre 1887 e morta
a Siena il 20 Ottobre 1964
M2)
Emilia Winspeare, nata a Pisa il 4 Marzo 1890, Sposa il
Generale Giulio Mangili.
M3)
Giovanni Winspeare, nato a Firenze il 21 Marzo 1892 e morto
in guerra sul Carso il 7 Settembre 1917. Ufficiale medico.
Decorato con due medaglie al valore militare, una d’argento
ed una di bronzo.
M4)
Giorgio Winspeare, nato a Napoli il 27 Settembre 1895 e
morto a Mogliano Veneto l’8 Settembre 1944. Sposa
Virginia Tesei (sorella di Teseo Tesei) da cui:
N1) Edoardo Winspeare, nato a Novara l’11 Marzo 1932 e morto a Firenze
il 2 Dicembre 1991. Giornalista alla “Nazione”. Sposa il 3
Ottobre 1960 Giovanna Martini da cui:
O1) Raimonda Winspeare, nata a Firenze il 12 Dicembre 1961.
Sposa Pierandrea Galli.
O2)
Chiara Winspeare, nata a Firenze il 27 Gennaio 1965.
Chiara
Paolo Talini.
O3)
Giorgio Winspeare, nato a Firenze il 1 Giugno 1970. Sposa
Valentina Bugliosi da cui:
P1) Edoardo Winspeare, nato il 28 Agosto 2006 a Roma.
P2) Eleonora Winspeare, nata a Rirenze il 12 Giugno 2011.
M5)
Fabrizio Winspeare, nato a Firenze il 18 Settembre 1902 e
morto a Livorno il 17 Dicembre 1962. Medico e scrittore.
Fra le sue opere, “Isabella Orsini e la corte medicea del
suo tempo” e “La congiura dei cardinali contro Leone X”.
Sposa il 26 Novembre 1926 Myriam Sorbi
da cui:
N1) Rosanna Winspeare, nata a Livorno il 27 Ottobre 1927
N2) Giovanni Winspeare
N3) Edoardo Winspeare, nato a
Rosignano il 6 Gennaio 1929 e ivi morto il 20 Gennaio 1929.
N4) Massimo Winspeare, nato a Livorno il 5 Gennaio 1931. Sposa
Anna
Maria Scarpa da cui:
O1) Isabella Winspeare, nata a Livorno l’11 Ottobre 1958
O2)
Maddalena Winspeare, nata a Livorno il 24 Aprile 1964
L8)
Giuditta Winspeare, nata a Napoli il 23 Gennaio 1868 sposa
in prime nozze Nob. Antonio
Zampaglione, in seconde nozze
Nob. Giovanni Zampaglione.
L9) Giovanbattista Winspeare, nato a Napoli nel 1869 e ivi morto
nel 1870.
L10)
Riccardo Winspeare, nato a Napoli nel 1871 e ivi morto nel
1906.
I10) Guglielmo Winspeare,
nato a Napoli nel 1835 e morto nel 1898. Entra in marina.
Guardiamarina nel 1852, fino ad arrivare al grado di Alfiere
di Vascello alla fine del Regno delle Due Sicilie. Nel 1861
anche lui partecipa alla difesa di Gaeta. Alla capitolazione
va in esilio a Parigi, dove riuscirà a creare una discreta
fortuna come uomo d’affari e romanziere. Dalla Francia
metterà a disposizione le sue risorse in soccorso dei
numerosi borbonici della famiglia Winspeare caduti in
disgrazia dopo il 1861. I suoi romanzi sono del genere
avventuroso-sentimentale; da ricordare Tourmente del 1876 e
Une femme a la mer del 1878.
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Guglielmo Winspeare (Napoli, 1835
†
1898)
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I11) Maria Eleonora Winspeare, nata a Napoli nel 1837 e morta nel 1910. Sposa
Nob. Gaetano Zampaglione, Capitano dei 3° Reggimento
Dragoni.
H8) Maria Caterina Winspeare,
nata a Portici nel 1784 e morta nello stesso anno.
H9) Luisa
Winspeare, nata a
Portici il 10 Marzo 1786 e morta nel 1860. Monaca salesiana
della Santa Maddalena.
H10) Enrichetta Winspeare, nata a
Portici il 2 Maggio 1788 e morta nel 1843. Monaca salesiana
della Santa Maddalena.
H11) Edoardo Winspeare, nato a
Portici il 31 Marzo 1789 e morto a Napoli l’8 Febbraio 1884.
Per lui viene decisa la carriera amministrativa. Nel 1817
Sottointendente borbonico del Ministero dell’Interno a
Gallipoli (Terra d’Otranto). Nel 1820 segretario generale
presso l’Intendenza di Salerno. Dal 1848 Intendente di Terra
di Bari. Sposa Maria Giuseppa
Leonetti dei Conti di Santojanni da cui:
I1) Carlo Winspeare, nato a Napoli nel 1836 e ivi morto nel 1836
I2) Maria Elena Winspeare, nata a Napoli il 9 Luglio 1837 e ivi morta il 4
Febbraio 1869. Sposa Enrico Gabriele.
I3) Lucia Emanuella
Winspeare, nata a Napoli nel 1839 e ivi morta nel
1842
I4) Antonio Winspeare, nato a Napoli il 22 Maggio 1840 e morto a Firenze
il 25 Agosto 1913. Sposa la Contessa Albina Guicciardi di Cervarolo.
Con Real Decreto del 14 Gennaio 1943 i discendenti di
Antonio e Albina sono autorizzati all’aggiunta del cognome Guicciardi dopo l’estinzione del ramo italiano della
famiglia (anche perché il decreto è arrivato dopo dieci anni
dalla richiesta). Dopo più di duecento anni in Italia,
avendo servito la nazione napoletana e quella italiana,
durante il ventennio fascista ai Winspeare conveniva avere
anche un cognome italiano oltre a quello “nemico” inglese).
I figli di Antonio Winspeare e Albina Guicciardi sono:
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Ramo Winspeare Guicciardi |
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(questo secondo cognome sarà usato per continuare il ricordo
di una famiglia in estinzione in Italia, come segno di
appartenenza alla discendenza di Antonio Winspeare e Albina Guicciardi, e infine per guadagnare un’ ennesima patente
d’italianità; a dire il vero non necessaria dopo 300 anni
nella Penisola.)
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L1) Giuseppina
“Peach” Winspeare , nata il 12 Agosto 1873 e morta a Torino
il 22 Luglio 1934. Sposa il Conte
Vittorio Camerana. Da lei
discendono i cugini torinesi Marone Cinzano, Avogadro di
Collobiano, Traxler e naturalmente Camerana.
L2) Edoardo
“Pucetto” Winspeare, nato a Brindisi il 2 Febbraio 1875 e
morto a Napoli il 26 Maggio 1931. Cadetto nella neonata
Accademia Navale di Livorno. Giovanissimo Guardiamarina il 1
Novembre 1894 compie un giro del mondo di presentazione
della giovane regia marina italiana sulla nave militare
Colombo. La missione diplomatica è affidata a Luigi Amedeo
di Savoia, Duca degli Abruzzi. Toccano i porti dell’Egitto,
India, Birmania, Indocina, Hong Kong, Giappone, Manciuria,
Filippine, Australia, Nuova Zelanda e America rientrando
dopo più di un anno il 20 Dicembre del 1896. Si laurea in
ingegneria al Politecnico di Torino. Il 20 Agosto del 1903
farà un secondo viaggio attorno al mondo come ufficiale
d’ordinanza del Duca degli Abruzzi sulla nave Liguria.
Ritornerà dopo due anni nel 1905 dopo aver visitato le
Antille, l’America del Sud, l’Africa e molti paesi toccati
durante il primo viaggio del mondo. Scriverà in alcune
lettere alla madre conservate in archivio che uno dei suoi
compiti era di contenere i comportamenti troppo disinvolti
di Sua Altezza Reale nei confronti delle autorità locali,
ma anche misurare le passioni del Duca verso avvenenti
signore incontrate durante il viaggio. Detto questo
l’ufficiale Winspeare nutriva sincera ammirazione verso il
Savoia. Nel 1906, sempre al seguito dell’avventuroso Duca,
partecipa all’esplorazione della catena del Ruwezori ma a
inizio avventura è costretto a rientrare avendo contratto la
febbre gialla. Rientra moribondo al porto di Brindisi, ma
prima di entrare in uno stato comatoso implora di essere
portato via dalla città pugliese. “Dopo tutti i viaggi e
avventure intorno al mondo non voglio che sulla mia tomba ci
sia scritto: nato e morto a Brindisi”. Nel 1908, durante le
operazioni di salvataggio dei superstiti del terremoto di
Messina conosce la siciliana di origine danese-americana
nob.
Clara Sarauw
che sposerà nel 1910. Nel frattempo viene
designato erede dello zio Antonio Winspeare Duca di Salve,
che adottandolo vuole anche trasmettergli, oltre alla
proprietà, anche il titolo ducale. L’orgoglioso Edoardo
blocca la pratica araldica perché convinto che suddetto
titolo non gli spetti, anzi con affettuosa ironia chiama lo
zio Salve “il sedicente Duca”. Al positivista capitano di
corvetta e ingegnere del Politecnico basta essere un
ufficiale di marina; lo stesso titolo di barone, che pure
gli appartiene, non lo interessa. A parte questo piccolo
malinteso o forse proprio per questo, lo zio Salve stravede
per il nipote che descrive come “tipo Winspeare purosangue
fisicamente e moralmente”. Nel 1911 partecipa alla guerra di
Libia. Nel 1913 è nominato addetto navale presso
l’ambasciata italiana a Vienna. Oltre a un perfetto tedesco
- lingua in comune con sua madre - parla un ottimo francese
e un buon inglese. Il 18 Ottobre è ricevuto in udienza a Schoenbrunn dall’Imperatore Francesco Giuseppe. L’entrata in
guerra dell’Italia contro l’Austria è un duro colpo per un
filo austriaco come il nostro Winspeare. Dal 1915 al 17
partecipa alla Grande Guerra comandando i cacciatorpedinieri
Bersagliere, Ostro e le fregate Puglia e Vettor Pisani. Si
distinguerà per un’azione molto pericolosa contro la flotta
austriaca alla fonda nella baia di Valona. Per un breve
periodo è anche sul Carso come ufficiale di collegamento fra
esercito e marina. Nel 1917 è di nuovo addetto navale prima
a Malta, poi a Londra. Durante gli anni in marina brevetta e
perfeziona alcuni apparecchiature tecnologiche in dotazione
nelle navi da guerra. Nel dicembre del 1918, subito dopo
l’armistizio, muore lo zio Antonio “Salve”; mentre nel
Febbraio del 1919 muore l’adorata moglie Clara lasciandolo
solo con i due figli piccoli, Riccardo e Carlo. Questi due
tristi eventi trasformano in breve tempo il contrammiraglio
Winspeare nell’erede della grande e florida proprietà
napoletana e nel Salento, ma anche nel vedovo padre di due
bambini. Il congedo dalla marina sarà la naturale
conseguenza per occuparsi degli interessi in Puglia, in
Sicilia, a Villa Salve e dell’educazione dei due figli, che
sono:
M1) Riccardo (Dichy)
Winspeare, nato a Napoli il 17 Ottobre 1912 e morto a
Depressa (Le) il 15 Gennaio 2002. Laureato in Scienze
Politiche e in Scienze Economiche e Bancarie. Orfano di
madre all’età di sei anni, quando ha appena 18 anni perde
anche suo padre. Sotto la tutela di alcuni amministratori -
alcuni dei quali approfittano dell’inesperienza del
minorenni Riccardo e di Carlo per imbrogliare e rubare a
piene mani - inizia ad occuparsi delle proprietà in Puglia, a
Napoli (Villa Salve) e in Sicilia (come uno degli eredi del
nonno Sarauw). Presto è costretto ad abbandonare tutti gli
interessi siciliani a causa del fallimento dell’impresa del
nonno e del mancato risarcimento per la nazionalizzazione
della ferrovia Palermo-Catania (dopo anni di azioni legali
nel 1943 arrivò un risarcimento, ma la lira ormai si era
talmente svalutata da avere un valore poco più di carta
straccia). Negli anni della guerra vive soprattutto a
Depressa occupandosi di agricoltura e dell’allevamento di
cavalli. Dalla fine degli anni 40’ all’inizio degli anni 60’
trasforma Villa Salve a Napoli in una sorta di residence per
ufficiali alleati. Fino al 1974 ha una concessione per la
lavorazione del tabacco e la relativa manifattura. E’
inoltre un cultore di amicizie nei cinque continenti che
coltiva scrivendo lettere per almeno tre ore al giorno.
Viaggia moltissimo, in maniera anche avventurosa. Nel 1996,
per celebrare il sessantesimo anniversario del viaggio in
Balilla Napoli - Capo Nord (Norvegia) con il suo grande
amico Sandro d’Urso, compie lo stesso tragitto partendo da
solo da Depressa in una 500 Fiat. Parla perfettamente
francese e inglese, e un discreto tedesco. Già il suo nome,
Dichy, racconta la sua anglomania, ereditata dalla nonna
americana e dalle varie governanti britanniche che gli hanno
fatto da madre avendo perso la sua all’età di sette anni.
Suo il merito - grazie anche al pregevole e certosino lavoro
della storica e biografa della famiglia Prof.ssa Mariella
Rizzo - di aver continuato l’opera dello Zio Salve
raccogliendo, conservando e curando l’archivio Winspeare.

Grazie a Dichy ancora oggi si coltivano e si mantengono le
tradizioni di casa Winspeare. E’ difficile stilare il cursus
honorum di Riccardo Winspeare perché i suoi successi non
furono il conseguimento di poteri e onori. Il nostro ebbe
“successo” semplicemente perché era un uomo dolce e poetico,
amante della bellezza e curioso di ogni aspetto della
creazione; si circondò dell’ affetto da parte di moltissimi
suoi operai, contadini (più di 300 coloni) e guardiani di
Depressa, Supersano, Salve, Catania e Napoli che lo amarono
fino alla sua morte. Il 31 Ottobre 1964, all’età di 52 anni
sposa
S.A.S la Principessa Elisabeth (Guky) von und zu
Liechtenstein
da cui:
N2) Edoardo Winspeare, nato a
Klagenfurt il 14 Settembre 1965. Regista cinematografico.
Sposa
Maria Celeste Casciaro
da cui:
O1) Arcangela Maria Winspeare, nata a Tricase (Le) l’11 Gennaio 2010.
N2)
Francesco Winspeare, nato a Klagenfurt il 29 Novembre 1966.
Riprende l’attività della vecchia azienda vinicola Castel di
Salve, fondata nel 1885 dal prozio Duca di Salve,
riportandola a nuova luce. Il 30 Ottobre 1993 sposa a
Sorrento
Esmeralda Faraone Mennella
da cui:
O1) Riccardo Winspeare, nato a
Napoli il 28 Novembre 1994
O2) Costanza Winspeare, nata a
Poggiardo (Le) il 20 Settembre 1997.
N3) Clara Polissena Winspeare, nata a
Klagenfurt il 29 Novembre 1966. Educatrice Montessori e
architetto paesaggista. Sposa il 16 Giugno 2006 il
Principe
Antonio di Carpegna Falconieri.
Hanno due figli: Elena, nata
a Tricase il 18 Ottobre 2007 e Filippo, nato a Tricase il 2
Settembre 2010.
M2) Carlo Winspeare, nato La
Valetta (Malta) il 13 Marzo 1917 e morto il 7 Novembre
2009. Laureato in Scienze Naturali. Ufficiale d’aeronautica
durante la II Guerra Mondiale al comando degli
aereosiluranti del gruppo Buscaglia. Viene decorato con due
medaglie di bronzo al valor militare e una croce di guerra.
L’11 Luglio del 1945 sposa Donna Maria Vittoria
Colonna dei
principi di Stigliano. Uomo geniale, buonissimo, simpatico,
a volte estremo nelle sue scelte spirituali e politiche.
Profondamente religioso lascia tutti i suoi beni alla nipote
di Padre Pio.
L3) Maria Winspeare, nata l’8 Giugno 1878 e morta nel 1961. Sposa il
Conte
Carlo Cicogna Mozzoni. Da lei discendono i cugini
milanesi Cicogna “di Bisuschio” e la produttrice
cinematografica Marina Cicogna.
L4) Cesare Winspeare, nato a Roma il 17 Settembre 1880 e morto a Torino
il 17 Dicembre 1959. Dirigente della società elettrica
tedesca AEG e poi procuratore dell’Istituto fiduciario
Gestione e controlli del gruppo FIAT. Sposa nob.
Francesca
(Fanny) Malfer di Ca’ d’Ora
da cui:
M1)
Adriana (Nana) Winspeare, nata a Firenze il 22 Maggio 1911 e
morta a Venezia il 12 Aprile 2000.
Nana è considerata
dai parenti del ramo Winspeare Guicciardi la vestale delle
tradizioni della famiglia. Come la sua antenata Elisabetta a
inizio '800, si fa garante del “patto d’onore” (o
“convenzione solenne” del Generale Antonio) fra i
membri della famiglia; forse in maniera meno solenne ma,
dati i tempi, più mondana; comunque sempre efficace.
E’ Nana
che presenta Guky Liechtenstein a suo cugino Dichy
Winspeare. Sposa a Torino il 10 Aprile 1934 il Conte
Giulio
Rocca.
M2)
Vittorio (Toto) Winspeare, nato a Catania il 19 Agosto 1912
e morto a Ginevra il 20 Settembre 1995. Grande ambasciatore
italiano. Si laurea in Economia alla Bocconi a Milano e in
Legge a Torino. Ufficiale dei Granatieri. Entra in
diplomazia ricoprendo vari incarichi in Peru, Uruguay,
Argentina e Brasile prima e durante la II Guerra Mondiale.
In Brasile si sposa in prime nozze con la italo-brasiliana
Fernanda Pignatari Matarazzo (sorella del famoso Baby
Pignatari), ma il matrimonio viene presto annullato. Quando
il Brasile entra in guerra al fianco degli alleati, Toto è
arrestato e consegnato agli americani che lo spostano in un
campo di prigionia negli Stati Uniti. Nel 1943 viene
scambiato in Svezia con degli altri prigionieri alleati.
Rientra in Italia durante l’armistizio di Settembre e decide
di passare le linee raggiungendo il governo del Re al sud.
Con un amico ruba una macchina e dopo varie avventure -
scontrandosi addirittura con un carro armato tedesco - arriva
a Brindisi dove si mette a disposizione del governo
Badoglio. Fino al 1945 svolge varie missioni segrete
soprattutto in Nord Africa e Liguria. Segretario
d’ambasciata a Londra dal 45 al 49. Membro della delegazione
italiana alla Conferenza di Pace di Parigi nel 47. Primo
segretario d’ambasciata a Bonn (R.F.T) dal 51 al 54. Console
generale d’Italia a Berlino dal 54 al 58. Ambasciatore
d’Italia a Dublino dal 61 al 66. Ambasciatore d’Italia a
Praga dal 67 al 68 durante la Primavera di Praga. Dalla fine
del 68 è Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite (sotto
U-Thant), e infine Direttore Generale delle Nazioni Unite a
Ginevra, che significa il numero 2 dell’Onu nel Mondo dopo
l’allora segretario Kurt Waldheim. Ma la sua missione più
importante è quella di promotore -per alcuni fautore-
dell’indipendenza del Bahrein (dopo il dominio britannico
l’emirato rischiava di diventare parte dell’Arabia Saudita).
In Bahrein viene ricordato come un eroe nazionale ed esiste
una sua biografia pubblicata nel 2007 in arabo, “Fîtûriyu
Wînsbîr Jîwishîyardî” di Abd Allah Madanî. Oltre all’emirato del golfo persico il
nostro diplomatico svolge missioni di pacificazione fra
India e Pakistan e a Timor Est, oltre a partecipare in molte
conferenze sul disarmo e per la pace in Medio Oriente.
Conosce personalmente tutte le grandi personalità attive
sullo scacchiere mondiale dagli anni 50 fino alla metà degli
anni 70, ma soprattutto ha rapporti con Dubchek, de Valera,
Nixon, Breshnev e Kissinger. E’ insignito di innumerevoli
onorificenze fra le quali quella di Gr. Ufficiale al Merito
della Repubblica Italiana, Officier de la Légion d’Honneur
(data personalmente dal Generale De Gaulle). Sposa a Londra
il 14 Aprile 1948
Adi von Bernd
da cui:
N1) Francesca Winspeare, nata nel 1950.
N2) Antonio Winspeare,
nato il 21 Agosto 1955. Sposa il 5 Maggio 1979 a Ginevra in
prime nozze
Attilia Petrini, mentre in seconde nozze il 19
Ottobre 1992 a Anguilla (Antille) sposa
Stefania Capra de
Carré. Brillante executive director per la Schroeder Bank e
appassionato velista. Vive fra Ginevra, Cala di Volpe in
Sardegna e il resto del mondo per il lavoro. Dalle prime
nozze nasce:
O1) Nicola
Luisa Winspeare, nata a Ginevra il 7 Ottobre 1980
M3) Maria
Vittoria (Tini) Winspeare, nata a Napoli il 4 Gennaio 1916 e
morta a Montebelluna il 4 Aprile 2011. Sposa il 9 Settembre
1941
Alberto Guillon Mangilli. Donna coraggiosa, simpatica e
molto originale. Ha intensi rapporti con spiriti di
trapassati che infestano la sua villa come le altre case che
lei frequenta. Pur essendo una gran signora della società
italiana, è anche uno spirito libero naturalmente
anticonformista, nel senso che la sua non è una posa. Dal 43
alla fine della guerra nel 45 è staffetta partigiana - quasi
per caso - nella Brigata Matteotti. Viene arrestata dalla X
Mas, condannata a morte (sarà messa al muro ben due volte
per finte fucilazioni) e infine liberata grazie ai legami
fra sua sorella Adriana e il Comandante della X Mas Principe Junio Valeri Borghese (in una lettera di Borghese alla
sorella Adriana, la nostra partigiana viene perdonata ma
anche severamente avvertita dei rischi che incorre se
continua nelle azioni della Resistenza). Dalle sue memorie
si evince l’importanza delle brigate socialiste, monarchiche
e cattoliche oltre a quelle comuniste. E’ divertente il
passaggio che racconta la prima volta che incontra un
comunista, un partigiano della Brigata Garibaldi, con gran
sorpresa di Zia Tini, educato e civile. Prima d’allora i
comunisti, per le famiglie come la nostra, potevano essere
considerati alla stregua di barbari attentatori della
civiltà europea.
L5) Sidonia (Sisa) Winspeare, nata nel 1880 e morta a
Firenze il 25 Novembre 1962. Donna di gran carattere e
fascino. Come altre donne della famiglia ha il ruolo di vestale delle tradizioni
della famiglia. E’ presidente della Croce Rossa fiorentina
ed è una forte sostenitrice di Mussolini, per il quale si
batte in appassionate discussioni politiche con molti suoi
parenti piuttosto non-fascisti che antifascisti. Sebbene
rimanga nubile viene amata da alcuni personaggi dell’epoca
per i quali diventa una sorta di musa ispiratrice. Fine
del ramo Winspeare Guicciardi
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I5) Davide Winspeare, nato a Napoli nel 1842 e ivi
morto nel 1842.
I6) Elisabetta
Winspeare, nata a Bari il 9 Luglio 1846. Sposa il 26 Gennaio
1867 Nicola Iannoccone.
H12) Emanuela Winspeare,
nata a Napoli il 5 Agosto 1791 e morta nel 1869. Sposa
Nicola Zurlo (nipote del Conte Giuseppe Zurlo).
H13) Eleonora Winspeare,
nata a Napoli il 6 Agosto 1792 e morta nel 1860. Monaca
salesiana della Santa Maddalena.
H14) Elisabetta Winspeare,
nata a Napoli nel 1795 e ivi morta a nel 1874. Nubile.
Referente di tutta la famiglia per l’intera rete di
parentela; quasi una garante della famosa - solo per i
Winspeare - “convenzione solenne” tra i figli del
capostipite napoletano Generale Antonio, nella quale si
sancisce l’autorità del primogenito e un’alleanza per
venire incontro ai disagi come per aiutare le carriere di
tutti i membri della casa. Questo testamento morale fu
trasmesso dal padre alla vigilia della sua morte nel Gennaio
1820 al suo primogenito Davide, come futuro capofamiglia, e
a Elisabetta come custode del “capitale di onore, di virtù e
di abilità”. Visse il resto della sua vita per questa
missione. Come sorella del Generale Roberto, con il quale
visitò in missione militare e diplomatica russa tutti i
paesi d’Europa, ricevette una pensione di 1000 ducati annui
dallo Zar Nicola I.
G2) Maria Lucia Winspeare nata
nel 1742 e morta nel 1819.
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