Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia. 

Famiglia Jaccino

Arma: d'azzurro a tre monti sostenenti una colomba accompagnata da tre gigli in fascia e da un lambello di quattro pendenti nel capo, il tutto d'oro (1).
Titolo: Patrizio di Cosenza.


Cosenza, chiostro di San Francesco di Paola, stemma Jaccino (2)

La Famiglia Jaccino, originaria di Celico, casale della Città Regia Cosenza, godette la nobiltà anche in questa Città.
Come scrisse lo storico Gustavo Valente si hanno notizie certe sulla famiglia risalenti al 1382 per essere stati ardenti fautori dei diritti di Carlo I d'Angiò al trono di Napoli.
Alla fine del Quattrocento si ha notizia di Giovanni Gioacchino, medico, che da Celico si trasferiva in Cosenza, dove la famiglia si imparentò con famiglie nobili della Città. 
Vincenzo, figlio di Giovanni Gioacchino, moriva nel 1560 da Sindaco dei Nobili (3).
Da un atto notarile del 4 aprile 1576, la magnifica Diana, vedova del fu Pietro Vincenzo Gaeta e figlia del fu Vincenzo Jaccino, madre e tutrice dei magnifici Cesare ed Orazio Gaeta, viene ad una transazione ed accordo con l'Ecc. Sig. Valerio
 Telesio, utile signore di Cerisano e di Castelfranco, per dirimere una lite tra loro vertente per la consecuzione di una somma di ducati 500 
(4).

Carlo, fu notaio, esercitò la sua professione tra la seconda metà del  Seicento e la prima metà del Settecento (5).
Francesco Saverio
, fu poeta dialettale (6).

Pietro Paolo (Celico, 28 giugno 1745 † ivi, 30 dicembre 1832), figlio di Bruno e di Felice Pugliese, conseguiti i primi studi a Celico venne chiamato ad insegnare nel seminario di Cosenza, successivamente venne nominato parroco della parrocchia di San Michele in Celico che restaurò ed abbellì chiamandovi a lavorare il pittore rendese Cristoforo Santanna il quale dipinse il soffitto della navata centrale e del presbiterio ed affrescò le pareti dell'Altare Maggiore.


Celico (Cosenza), soffitto della chiesa di San Michele
(Clicca sull'immagine per ingrandire)

Altro Bruno, speziale, sposato nel 1810 con Rosalba Valente, ha avuto come figli: Maria Carmela (n. Celico, 14 luglio 1811), Raffaella (n. Celico, 14 gennaio 1814), Teresa (n. Celico, 3 gennaio 1816), Teresa (n. Celico, 27 luglio 1819), Rachele (n. Celico, 11 marzo 1823), Rachele Maria (n. Celico, 23 marzo 1824), Pietro Francesco (n. Celico, 15 marzo 1826), Isabella (n. Celico, 10 agosto 1827), Michelina (n. Celico, 12 settembre 1828), Luigi (n. Celico, 7 ottobre 1830), e Costantino (Celico, 17 gennaio 1817 † Spezzano Grande, 9 ottobre 1897), poeta dialettale, pubblicò una minima parte delle sue opere: nel 1894 "La chitarra de li guai", e tre anni più tardi "La zampugna dulurusa e lo Testamento di Carnalevari", sulla sua tomba avrebbe voluto scolpita la seguente epigrafe: "Ccà dorme Custantinu lu scuntiatu chi intra na rosa de spine se inchiju; peniau sempre e peniau allu vientu e peniannu e sudannu moriu." Aveva sposato Teresa Zingone di Rose, ed ha avuto come figli: Tommaso Rocco Vito (n. Spezzano Grande, 25 settembre 1855), Rachele Michelina (n. Spezzano Grande, 29 settembre 1857), Rachele Maria (n. Celico, 24 febbraio 1863), e Cesare Carlo (6bis).


Stemma Valente di Celico


Stemma Jaccini di Cosenza (7)

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Note:
(1) -  Luca Irwin Fragale, “Microstoria e araldica di Calabria Citeriore e di Cosenza. Da fonti documentarie inedite”, Milano, Banca CARIME, 2016, pag. 168.
(2) - Luca Irwin Fragale, opera citata, pag. 296.
(3) -
Luigi Palmieri, “Cosenza e le sue famiglie attraverso testi atti manoscritti”, Pellegrini Editore 1999, Tomo II p. 395. Gustavo Valente, “Costantino Iaccino e il suo notiziario” in Archivio Storico per la Calabria e la Lucania. Anno XIV - Fasc. III-IV.
(4) - Vincenzo Maria Egidi - Mario Borretti, “I Telesio Regesto dei documenti del sec. XVI”, a cura di Raffaele Borretti, pag. 69.
(5) - Gustavo Valente “Il Sovrano Ordine di Malta e la Calabria”, La Ruffa Editore, 1996, pagg. 136, 175, 180.
(6) - Gustavo Valente,“Compendium, dizionario storico, geografico, biografico ragionato della Calabria”, Ferrari Editore 2017, Vol.IV pag. 23.
(6bis) - Gustavo Valente, “Costantino Iaccino e il suo notiziario” in Archivio Storico per la Calabria e la Lucania”. Anno XIV - Fasc. III-IVEugenio Arnoni“La Calabria illustrata Vol. IV  Il Circondario di Cosenza”, Edizioni Orizzonti Meridionali, Cosenza 1995, p. 70. -
www.storiadigitale.it/portale-della-storia-degli-italiani.
(7) - Stemma tratto da Luigi Palmieri, opera citata, pag. 548.


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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