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Ovvero delle Famiglie
Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili
di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti
alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate
chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che
abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.
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Doria
di Cervinara |
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Arma:
d’azzurro all’aquila di nera, poggiata su un monte al naturale,
accompagnata in capo da una stella d’argento e nel cantone
destro del capo da un sole d’oro. |
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Stemma
Doria di Cervinara su maiolica chiostro ex originaria Casa
Palazziata località Iasii |
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Nella seconda metà del Cinquecento la
famiglia Doria (nei primi atti disponibili “de Oria” o
“d’Oria”) risulta insediata a Cervinara in Valle
Caudina, ai piedi delle montagne del Partenio,
lateralmente rispetto alla rocca di Montesarchio
territorio che dal 1528 a seguito della battaglia di
Salerno per concessione di
Carlo V
era passato sotto il dominio dei Principi
d’Avalos. |
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Nel 1608 risulta in Cervinara
l’istituzione del sepolcro gentilizio presso la Chiesa
del Convento dei Carmelitani con incisione dello stemma
di famiglia rappresentante un’aquila con il sole e la
stella in basso rilievi, e la scritta Antonius
U.I.D. ed Angelus de Oria fratres pro se suis
f.f. A.D. 1608, innanzi l’altare privilegiato di
famiglia ed il quadro cinquecentesco della crocifissione
del Cristo, beni descritti come appartenenti alla
famiglia Doria in atto notarile del 1835. La Casa
Palazziata di famiglia nel Cinquecento era in località
Trescine. |
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Cervinara,
Chiesa del Carmine, Cappella Doria,
quadro della crocefissione del Cristo, 500 napoletano
autore ignoto |
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In posizione apicale nella proprietà
fondiaria (catasto onciario 1753, catasto napoleonico) e
suffeudatari in Montesarchio dei Principi d’Avalos,
oratorio privato con ius praesentandi ad perpetuum
presso Casa Palazziata alli Iasii cui subentra come
erede universale don Michele Oria per testamento
1735 del cugino don Gabriele de Iasio e viene istituito
ultreriore altare privilegiato presso la Chiesa di S.
Adiutore (ove unica sepoltura privilegiata era della
Nobile famiglia de Iasio possessore di terre feudali per
le quali si versava l’adoha alla regia Corte). |
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Altare privilegiato Doria presso la Chiesa di S. Adiutore |
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Si ricordano in particolare: |
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U.I.D. Antonio giuramento 1591 e
U.I.D. Decio giuramento 1617; Doctor don
Gabriele (n. 1729); Don Fortunato, Primicerio
della Collegiata dell’Abbazia S. Gennaro (1790); Mons.
don Donato Prelato Domestico di Sua Santità,
membro della Società economica di
Principato Ultra;
Doctor don Antonio (n. 1758), vicino ai
Borbone e
coinvolto negli affari di Stato fu successivamente
nominato Consigliere Provinciale, Distretto di
Montefusco per Decreto Sovrano di
Giuseppe Napoleone
nel 1807; Avv. don Angelo esercitante la
professione forense in Napoli (catalogo dei
legali del foro
napoletano, 1784); |
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Cavaliere don Angelo, figlio del dottor don
Antonio, dottore in legge insignito di numerosi
titoli: Cavaliere di Devozione del
Sovrano Militare
Ordine di Malta, Cavaliere dello Speron
d’oro, nonchè Cavaliere del
Real Ordine
Francesco I Borbone. Di nomina regia
Consigliere Provinciale di Principato Ultra come da
Decreti Sovrani di Ferdinando II per ben due trienni
(1846-1849, 1852-1855), il Cavaliere Doria è stato fra i
principali legittimisti borbonici nelle vicende storiche
della fase finale del Regno delle Due Sicilie. |
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In effetti, dopo il 1848 e la
concessione della Costituzione a seguito delle
turbolenze sociali che si scatenarono specialmente nelle
campagne (fra cui anche un attentato alla Sua carrozza
mentre viaggiava), nel 1849 assume l’iniziativa
plebiscitaria (sostenuta da migliaia di firme) diretta
alla revoca della Costituzione. Per questo è riportato
in noti testi di storia nazionale fra cui De Sivo G.,
Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861, che cita “un
Doria di Cervinara (stato carbonaro nel 1820) e
qualche altro si videro misteriosamente per le Province
a sussurrare l’opportunità di chiedersi l’abolizione
dello Statuto”; e (nella diversa prospettiva della
storiografia sabauda) N. Nisco, Storia civile del Regno
d’Italia, e molti altri di minore rilievo. Grazie alle
nuove ricostruzioni storiche di livello scientifico
(Meriggi M., Contro la Costituzione. La mobilitazione
legittimista nel Mezzogiorno post-quarantottesco, 2019,
ID., Viva il Re abbasso la Costituzione. Il discorso
anticostituzionale nel Mezzogiorno post-quarantottesco,
2020, Cioffi E., Mobilitazione anticostituzionale e
complicità col brigantaggio. Il caso dei caudini Doria e
De Bellis) ed in base alle carte emerse dall’Archivio
Borbone, è stato acclarato che il Cav. Doria
assunse in via autonoma e principale (e non quale
emissario, come falsato dalla storiografia post unitaria
per sminuire le posizioni legittimiste) l’iniziativa che
si attuò prima in Principato Ultra e
Terra di Lavoro,
e che si estese poi a tutte le Province del Regno delle
Due Sicilie. |
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Supplica al Re Ferdinando di Borbone,
innesco revoca Costituzione 1849, Cavaliere Angelo
Doria, ed elenco Regi giudici
che riferirono da tutto il Regno del voto della
popolazione favorevole alla abolizione |
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Successivamente. quando nel novembre
1860 a Cervinara scoppia la rivolta antisabauda la
famiglia viene automaticamente accusata di esserne
promotrice, e perfino di favoreggiare il brigantaggio.
Le accuse furono alla fine rigettate ed apparivano
scontate rivelando - al di là della prova o non di una
effettiva compartecipazione a quella che in origine non
fu altro che una festa di contadini inneggiante alla
voce circolata di un ritorno del legittimo Sovrano - la
volontà politica di esercitare una forte pressione
strumentale da parte dei nuovi poteri sui punti di
principale sostegno borbonico; e specialmente per la
presenza del Cavaliere Doria (che in sede di votazione
plebiscitaria si era coraggiosamente astenuto dal voto)
ed in effetti vedasi De Sanctis F., Epistolario,
1859-1860, ove (lettera di Giovanni De Sanctis a
Francesco De Sanctis 19 ottobre 1860) si parla della
notizia avuta della preparazione di una sommossa in
Cervinara e (prima ancora del fatto) si dice “ricorda il
Ministro che colà ha lungamente dimorato e dimora
tuttora il famoso cav. Doria e raccomanda
energici provvedimenti”. La repressione ad opera delle
truppe garibaldine che intervennero fu dura nel sedare
la rivolta, alla repressione militare seguì quella
giudiziaria. Lo stesso Angelo Doria è peraltro
riportato come punto di riferimento del clero
legittimista in Zaccaro L., L’episcopato italiano e
l’Italia 1863. Sui fatti della rivolta di Cervinara
ampia la bibliografia, fra cui si segnala lo stesso De
Sivo G., cit., Spagnuolo E., Manifestazioni antisabaude
in Irpinia, La rivolta nel circondario di Cervinara. Il
ruolo oscuro della potente famiglia Doria, per un quadro
con profili anche di storia locale Marro A., Cervinara,
dodici secoli di storia, 2010. |
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Il Cavaliere don Angelo istituì come
erede don Gabriele figlio del fratello don
Michele e di donna Elena Barionovi, da cui il
prosieguo della famiglia in due rami (da don Alfonso
e donna Giovanna Finelli, e da Dottor don Antonio
e donna Elisa Finelli). |
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Più di recente si ricordano: don
Alfonso, amministratore beni Vescovado di Benevento;
don Fortunato Sindaco nel primo ventennio del
Novecento, dott. don Antonio, medico chirurgo,
Cavaliere della Corona d’Italia, tenente medico del
Regio esercito d’Italia nel Reggimento Cavalleria;
aspirante Ufficiale don Angelo, fra i caduti I
guerra, cui è dedicata una stazione in Monteoliveto ad
Airola; l’Avv. don Gabriele, Segretario locale
della società letteraria Dante Alighieri; il Dott. don
Giuseppe, Podestà nel 1943, ricordato dalla
popolazione per lo spirito missionario nella professione
medica, medaglia d’argento opera maternità ed infanzia,
indulto oratorio privato per concessione papale del 1948
Palazzo sul corso di Cervinara (dal XVII ad oggi,
ampliamento ottocentesco su progetto arch. Bianchi, in
proprietà Doria dall’inizio del Novecento e secolarmente
della famiglia Clemente di antico ceto civile estintasi
di cui alla trisavola Dorotea Clemente).
Ricevimento nel Sovrano Militare Ordine di Malta con
prove nobiliari 9 ottobre 2017. |
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Cartolina del Corso di Cervinara dei primi del Novecento
sulla sinistra in fondo ad angolo il Palazzo Doria
ad oggi di proprietà della famiglia |
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