Ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.

Famiglia Rendina

Arma: d’azzurro, alla banda accostata da tre rondini volanti nel senso della pezza, due sopra, una sotto, e con un monte di tre vette, quella di mezzo piu’ alta, movente dalla punta, il tutto d’oro.
Titoli: conti, conti di Campomaggiore, baroni di Foiano, Licignano, Osciano, Scapoli, nobili di Potenza.

I Rendina erano un'antica famiglia originaria di Benevento, successivamente trasferitasi anche a Napoli, dove godettero di nobiltà fuori Seggio ed avevano la cappella gentilizia nella Chiesa di San Giorgio Maggiore.  Nel corso del XVI secolo alcuni suoi esponenti risultano titolari di feudi e baronie. Nel Seicento un ramo della famiglia si stabilì stabilmente in Basilicata e fu aggregato al Sedile dei nobili di Potenza.

Bartolo Rendina nel 1520 possedeva i feudi di Osciano in provincia di Siena, di Foiano, oggi Foiano di Valfortone, in provincia di Benevento, all'epoca in Principato Ultra, di Licignano, in diocesi di Acerra, nei pressi di Casalnuovo di Napoli, all'epoca in Terra di Lavoro, e di Scapoli, in Contado di Molise.

Nel Seicento un ramo della famiglia si stabilì stabilmente in Basilicata e fu aggregato al Sedile dei nobili di Potenza.
Nel 1622 Filippo IV
d'Asburgo-Spagna concesse il titolo di conte a Carlo Rendina e, nel 1673, il di lui figlio Gerardo Antonio acquistò da Cassandra Sabariani (vedi Tavole Serra di Gerace), marchesa di San Chirico, il disabitato feudo di Campomaggiore, in Terra di Basilicata, sul quale spostò il titolo comitale.

A Gerardo Antonio successe il figlio Nicola Rendina ( 14 dicembre 1739) che sposò nel 1673 Anna de Ferdinando che generò Pasquale, Giuseppe e Vincenzo. Il titolo di conte di Campomaggiore passò a Pasquale, all'epoca minorenne; suo tutore fu la madre Marianna Proto, vedova di Nicola, insieme allo zio don Ferdinando Rendina, abate.
Fu in questo periodo che il feudo iniziò a popolarsi perchè i detti tutori concessero
terre e facilitazioni per chi fosse disposto a stabilirsi nel contado.
A Pasquale (
1768) successe il fratello Giuseppe ( 1795) che risulta investito del titolo di conte di Campomaggiore dal 1768 e fu il primo a risiedere stabilmente nel feudo.


Giuseppe Rendina, conte di Campomaggiore

Giuseppe sposò Teresa Sylos, nobildonna di Bitonto, che diede alla luce Teodoro (1765 circa   26-5-1833) che fu inviato presso il Collegio Tolomei di Siena dove raggiunse un elevato grado di cultura e, nel 1797, divenne conte di Campomaggiore. Grazie a lui, furono migliorate le tecniche agricole, introdotte nuove colture come gli ulivi e della vite e, di conseguenza, la popolazione ebbe un notevole incremento. Fece realizzare strade rettilinee che si intersecavano a forma di scacchiera; al centro fu posto il palazzo di palazzo di famiglia e la chiesa.


Campomaggiore, i resti di palazzo Rendina e della chiesa
 

Teodoro sposò, in prime nozze, Eleonora de Lerma dei duchi di Castelmezzano dalla quale ebbe Giuseppe (1794 circa 18 luglio 1860) e, in seconde nozze, Raffaela Guarini dalla quale ebbe Francesco Saverio (1789 1869) e Teresa.
Il citato Francesco Saverio fu, come il fratello Giuseppe, conte di Campomaggiore;
nel 1848 fu eletto al Parlamento napoletano e, dopo l'unificazione italiana, fu tra i deputati del primo Parlamento del Regno d'Italia. Entrambi i fratelli morirono senza lasciare eredi.

La citata Teresa Rendina sposò il marchese Mattia Cutinelli; per figlio ebbero Gioacchino Cutinelli (Napoli, 17-3-1829 Campomaggiore, 2-11-1885) che adottò il doppio cognome Cutinelli Rendina, ed ereditò dalla madre il titolo di conte di Campomaggiore.


Il marchese  Gioacchino Cutinelli Rendina (1829 † 1885)
 

Gioacchino Cutinelli Rendina fu più volte sindaco di Campomaggiore, consigliere provinciale di Basilicata, deputato del Parlamento nazionale e senatore del Regno d'Italia dal 15 novembre 1871. Egli aggiunse allo stemma di famiglia quello dei Rendina.


Stemma Cutinelli Rendina
 

Il 2 febbraio 1885 una gigantesca frana colpì Campomaggiore, provocando l'abbandono dell'antico centro abitato. Nel novembre dello stesso anno il conte Gioacchino morì in seguito ad una caduta da cavallo.
Suo erede fu dapprima il fratello Gustavo e poi Vittorio Emanuele Cutinelli Rendina (24-11-1860 17-9-1925), ufficiale della Marina italiana, che sposò, in seconde nozze, Olga Cavalli che generò Gioacchino Cutinelli Rendina, ultimo conte di Campomaggiore.

Per eventuali approfondimenti sulla famiglia Cutinelli si consiglia di consultare le Tavole Genealogiche di Serra di Gerace.

 


Continua sul sesto volume in preparazione di "LA STORIA DIETRO GLI SCUDI"

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