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Arme: d'argento al leone rosso coronato d'oro, tenente con la zampa destra un crescente montante d'oro, col lambello azzurro di tre pendenti caricati ognuno da tre gigli di oro, attraversante sul tutto. |
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La famiglia catalana de La Rath, italianizzato in della Ratta, si trasferì nella capitale del regno agli inizi del XIV secolo con Diego della Ratta, al seguito della duchessa Violante d'Aragona, prima moglie di Roberto , duca di Calabria e futuro re di Napoli. Nel 1305 Don Diego seguì il duca di Calabria, e capo dei Guelfi della Toscana, a Firenze in lotta contro Pistoia; entrò ben presto nelle simpatie dei toscani per il valore militare, l'abilità nel governare, le buone maniere e per il suo aspetto bello e imponente. E' nota la novella raccontata dal Boccaccio nel suo "Decamerone": il cavaliere Diego, pur di trascorrere una notte d'amore con la nipote del vescovo di Firenze, promise al suo avaro marito una lauta ricompensa; quest'ultimo ingordamente accettò ma, la mattina dopo, si ritrovò nelle mani alcune monete false. |
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Ritornato a Napoli, Diego fu nominato
conte di Caserta e
Gran Camerlengo, quale ricompensa per i
servigi resi al sovrano. |
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Non mancano splendidi prodotti artigianali per
addobbare la casa e potrete scoprire il segreto degli "spiritelli" di
Casertavecchia. |
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Dopo l’uccisione di
Sergianni Caracciolo nel 1432,
la
Regina Giovanna II
designò
Baldassarre della Ratta,
conte di Caserta, tra gli esecutori testamentari e i sedici Baroni
Governatori del Regno con Raimondo
Orsini conte di Nola, Innico
(Henricus)
d’Anna,
Gran Siniscalco del Regno, Giorgio
della Magna conte di Buccino, Perdicasso Barrile conte di Montedorisi,
Ottino
Caracciolo conte di Nicastro
Gran Conestabile del Regno, affinché lo conservassero alla sua
morte (1435) per il suo erede Renato d’Angiò.
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