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Armi:
dei Riario: spaccato d'azzurro e
d'oro, alla rosa del secondo posta nel primo.
dei Riario Sforza: partito semitroncato; nel 1° d’argento al biscione di verde ondeggiante
in palo, ingoiante un fanciullo di carnagione (Sforza); nel 2°
d’azzurro alla rosa d’oro, nel 3° d’oro pieno (Riario).
Motto: Iustus ut palma fiorebit
Dimora: Napoli |
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© Napoli - affresco stemma Famiglia
Riario Sforza su volta d'ingresso dell'omonimo palazzo. |
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La
Famiglia Riario, originaria della città di Savona, si diramò a
Bologna, Genova, Venezia, Roma e Napoli, ove fu aggregata al
Patriziato napoletano del
Seggio di Porto e, dopo la soppressione dei sedili (1800),
fu iscritta nel Libro d’Oro napoletano.
Il capostipite del ramo napoletano fu Tommaso, figlio
primogenito di Raffaele che fu legato dei genovesi presso il
duca di Milano.
Giovanni Battista Riario si stabilì a Napoli nel 1586.
Girolamo Riario nel 1669 fu insignito da re
Carlo II
d'Asburgo-Spagna
del
titolo di marchese di Corleto.
Il ramo di Bologna, col matrimonio di Girolamo Riario (†1488) e
Caterina Sforza, figlia di Galeazzo duca di Milano, aggiunse al
proprio nome quello degli Sforza inquartando le armi. Detto ramo
si estinse nel 1676 con Ferdinando; per volontà testamentaria di
quest’ultimo, il ramo napoletano ereditò il titolo di
duca sul cognome e da allora
adottò il doppio cognome RIARIO-SFORZA.
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© Napoli - Stemma Riario con le
insegne cardinalizie |

© Napoli - Stemma Famiglia Riario |
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Vestì l’abito di Malta
e fu insignita di numerose onorificenze tra cui quella del Real
Ordine di S. Gennaro.
Il Casato fu decorato, inoltre, dei seguenti titoli: nel 1596
marchese di S. Giorgio, nel
1669 marchese di Polistena, nel
1712
principe di Ardore, nel 1739
duca di S. Paolo, per successione
famiglia Milano e,
infine, nel 1889 barone di
Montepeloso.
Vincenzo fu tenente dell’artiglieria a cavallo della
Repubblica Napoletana del
1799 e Giuseppe Riario Sforza (Napoli,1778 † ivi,1799),
marchese di Corleto, a soli
21 anni, fu decapitato il 22.10.1799 in piazza
del Mercato a Napoli, per essere stato attivo e
fervente repubblicano; il 9 gennaio 1799 insieme al fratello
Vincenzo, penetrò e occupò Castel Sant'Elmo, permettendo, quindi, il 20 gennaio,
alle truppe francesi, appoggiate dalla strategica artiglieria
del forte, che domina la città, di entrare in Napoli, guidati da repubblicani napoletani,
tra cui Francesco
Pignatelli e suo fratello maggiore
Ferdinando, 7° principe di Strongoli. |
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© Napoli - la piazza dedicata al cardinale Sisto Riario Sforza
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Giovanni nel 1820 fu ministro plenipotenziario in Olanda
e Antonio inviato straordinario di re
Ferdinando II di
Borbone presso il re di Spagna.
Sisto Riario Sforza (Napoli,1810
†
1877)
fu
nominato nel 1845 vescovo di Aversa e
poi cardinale di Napoli nel 1846;
uomo di grande cultura dedicò gran parte del suo tempo ad opere
di carità, aiutando i bisognosi e assistendo gli ammalati.
Prestò attenzione all'architettura delle chiese e alle opere
d'arte in esse conservate, cercando di salvaguardarle;
fu
il fautore della restaurazione della facciata del Duomo di
Napoli.
Fedele al re Francesco II di Borbone,
nella "notte dei cristalli" ante litteram dell' 8 agosto 1861 fu
arrestato, insieme a numerosi intellettuali, dai sabaudi e condotto
nel carcere della Vicaria, poi fu poi tradotto a Genova; negli stessi
giorni quattrocento soldati britannici sbarcarono a
Castellammare di Stabia, da una delle navi da guerra della
flotta inglese, la Exmouth, in aiuto all'esercito piemontese per
la conquista del Regno di Napoli.
Successore di Sisto Riario Sforza fu il cardinale Guglielmo
Sanfelice. |
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Cardinale Sisto Riario Sforza (Napoli,
1810 † 1877) |
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Il duca
Giovanni (Napoli,1840 † 1871)
sposò la duchessa Giulia
Milano Franco d’Aragona dei principi di
Ardore.
Il figlio Nicola nato a Napoli nel 1866, sposo di donna Carolina
Falcò Pio dei marchese di Castelrodrigo, risulta iscritto nel
Libro d’Oro della Nobiltà Italiana con i titoli di principe di
Ardore, duca sul cognome, duca di S. Paolo, marchese di Corleto,
marchese di S. Giorgio, marchese di Polistena, barone di
Montepeloso, patrizio napoletano, nobile con i predicati di
Plaisano, Galatro, S. Nicola, Melicucco e Bombile.
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