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Arma: d’argento a
tre pali di rosso. Alias: palato d’argento e di rosso a sei
pezzi.
Dimora: Napoli |
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© Stemma Famiglia Montalto |
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La famiglia Montalto,
originaria di Francia, venne nel Regno di Napoli ai tempi dei
Normanni.
Acquistò i feudi di Monterone, Pietra Montecorvino e
Mottamontecorvino.
Vestì l’abito di Malta nel 1420 e nel 1509 godette di nobiltà a
Napoli ove fu aggregata al Patriziato napoletano del
seggio di Nido e, dopo
l’abolizione dei sedili, fu iscritta nel Libro d’Oro napoletano.
MASSIMO Montalto nel 1612
fu decorato col titolo di duca di Fragnito
(oggi Fragneto Monforte), in
Principato
Ultra, feudo concesso
nel 1528 a Don Ferrante Montalto, luogotenente vicereale, e
mantenuto fino all’abolizione della feudalità (1806).
Inoltre il Casato ottenne
i titoli di:
principe di Lequile, per successione casa
Saluzzo;
duca di Tocco, per successione
casa Pinelli;
marchese di Pontelatrone, per successione casa casa
Carafa.
Nel 1582 l'antica chiesa del Gesù delle Monache risalente al XV
secolo fu ristrutturata grazie alle donazioni della Famiglia
Montalto. |
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© Napoli - Stemma Famiglia Montalto e con targa ricordo
strutturazione - Anno 1582 |
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Inoltre, i Montalto, possedevano a Napoli nella zona detta
Caponapoli numerosi terreni e palazzi, Nel 1590 un palazzo
Montalto passò alle monache agostiniane. |
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© Napoli - una parte
delle avite proprietà dei Montalto |

© Don Ferrante Montanto,
luotenente vicereale |
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Nel 1617
Orsola, figlia di BERARDINO Montalto
marchese di San Giuliano, sposò Carlo
Sanseverino (?1590†Napoli,1677),
principe di Bisignano, primo principe del
Regno di Napoli, Grande di Spagna di prima classe.
Nel 1762 Maria Luisa Saluzzo cedette il feudo di
Lequille in
Terra d’Otranto
nei pressi di Lecce, già appartenente al
casato (1682), allo zio Carlo Saluzzo riservando per sé il
titolo di principe di Lequille che trasmise al marito
Gaetano Montalto
e ai discendenti Antonio
e Francesco
duca di Fragnito.
Giovanni Filippo, Carlo Maria e Gioacchino, rispettivamente
figlio, nipote e pronipote di Carlo Saluzzo continuarono ad
usare il titolo di principe di Lequille. Dopo una lunga vertenza
la Commissione dei titoli nobiliari nel 1859 diede ragione ai
Montalto e la Consulta araldica confermò la sentenza.
FRANCESCO Montalto nel 1857 fu duca di Fragnito, duca di Tocco e
marchese di Pontelatrone.
ENRICO Montalto (n. 1837), principe di Lequile, duca di Fragnito
e di Tocco, sposò nel 1861 Costanza Giuseppina Kozuehowsha, e
risulta iscritto come Montista al
Real Monte di Manso.
Il
Casato si imparentò con le più illustre famiglie del Regno: i
Carafa, i Saluzzo, i Filangieri
(Donna Marianna Montalto dei duchi di Frignano nel 1740 sposò
don Cesare Filangieri, secondo principe di Arianiello), i
Pinto (nel
1692 sposò Antonio Montalto,
duca di Fragnito, sposò
Caterina, figlia di Gaspare e di Anna Maria Lagni).
Don Agostino
de Vito Piscicelli (1833†1881),
ufficiale di Cavalleria decorato di medaglie d’argento, sposò
nel 1868 la nobildonna Caterina Montalto dei duchi di Fragnito.
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© Napoli - monumento funebre di Ludovico Montalto |
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La famiglia risulta iscritta nel Libro d’Oro
della Nobiltà Italia e nell’Elenco Ufficiale Nob. Ital.
nella persona di MASSIMO Montalto(n. 1864), cerimoniere di
Corte di S.M. la Regina, coi titoli di principe di Laquile,
marchese di Motta Montecorvino,
patrizio napoletano, nobile con i predicati di Volturino e
di Pietra Montecorvino; nella persona di RUGGIERO (n.
Napoli, 1899), figlio di Massimo e di Carolina de Riseis di
Crecchio, coi titoli di principe di Lequile e patrizio
napoletano; infine nella persona di RUGGIERO, investito del
titolo di duca di Tocco nel 1899, marito della nobildonna
Antonia dei marchesi Berlingieri,
matrimonio celebrato in Napoli nel 1905. |
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©
Napoli - Stemma Famiglia Montalto |
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Il Museo dell'Opera di San Lorenzo, distribuito su quattro
livelli, percorre la storia, l'arte e la cultura di circa duemila anni; si
possono ammirare ceramica e vasellame del I sec. a.C., opere, pitture,
marmi e monumenti funerari del medioevo, sino ad arrivare alla manifattura
napoletana del settecentesca e gli oggetti donati da Papa Sisto V, che ha
insegnato in Sa Lorenzo per circa tre anni. Per maggiori informazioni
consultare il sito www.inaples.it
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