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Ovvero delle Famiglie
nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili
di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti
alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate
chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che
abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.
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Arma: d’azzurro a due
pesci d’argento in palo.
Titolatura:
Conti (m.), Nobili dei Marchesi di Fusignano (m.f.),
Nobili romani (m.f.)
Dimora:
Roma e Napoli. |
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Proprietà Casa Mancini - Stemma di Famiglia |
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Famiglia patrizia romana che si tramandò tra le più
illustri d’Italia. Fu illustrata nei vari rami da eminenti
personaggi, i loro titoli e feudi furono numerosi e la stirpe
contrasse matrimoni con Case Principesche e Reali e nei secoli fu
insignita dei più importanti ordini cavallereschi.
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Affondano radici millenarie nel suolo italico e
vantano discendenza dalla “Gens Hostilia” della quale un ramo
assunse il cognome Mancinus e di cui L. Hostilius Mancinus fu
Console nel 608 “ab urbe condita”. A Roma i Mancini vennero chiamati
anche Lucij, nome allusivo ai pesci alzati nello stemma. Il
primo rappresentante certo della famiglia fu Lucio che visse nel
990. La famiglia dette otto Conservatori all’Urbe, ufficiali
reggenti lo Stato con grande autorità;
Antonio, fu vescovo
di Venafro (1426-1465), Giuliano, canonico
di san Giovanni in Laterano (1496), Matteo vescovo di Sora (1503-1505), Francesco Maria,
Ufficiale Relatore del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica
e cardinale di San Matteo in Merulana (1660), e Filippo
cameriere segreto di Sua Santità Pio IX (1862). |
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© Palazzo Mancini a Roma in Via del Corso
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Stemma Ramo di Sicilia |
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Il romano Giacomo Mancini nel 1256 venne in Sicilia
per fuggire le persecuzioni di Vitelleschi tiranno di Roma. I suoi
discendenti godettero nobiltà a Siracusa, Lentini, Palermo etc. La
famiglia vanta illustri personaggi come un Antonio, consigliere di
Re Martino nel 1402, un Giovanni, capitandarme della città di
Sciacca, ed un Marco, barone di Tardello,
Tumminii e Ogliastro.
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© Stemma Ramo di Napoli |
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Oto Mancini fu creato
Barone del Casale di San Nicola a Ripa, feudo in
Principato
Ultra, il 17 novembre 1487 dal Principe Federico II d'Aragona,
Principe di
Squillace, di cui Oto
era segretario.
Il romano Domenico Nicola I Mancini nel XVI secolo fu
creato Marchese di Fusignano
il 6 giugno
1535 dal Principe Francesco
d'Este, figlio del Duca di Ferrara Alfonso I, e nel 1527 si trasferì nel Regno di
Napoli.
Nel diploma dell'Ordine costantiniano si legge che Domenico Nicola II Mancini fu Barone di Giugliano (NA)
e Vice Gran Cancelliere del Regno di
Napoli nel 1626.
Francesco
(1672
† 1737)
fu compositore ed organista, maestro della cappella reale.
Questo ramo fu ricevuto negli Ordini di Alcàntara e
Costantiniano;
nel
1745 il marchese Domenico Nicola III ebbe la reintegra nel
Patriziato Romano con tutti i titoli ed il riconoscimento
dell’antico titolo di Conte da parte di Papa Benedetto XIV.
Il medico
Evangelista Mancini, bonapartista, fu tra i promotori
della
Repubblica Napoletana del
1799; dopo la restaurazione riuscì a mettersi in salvo,
l'avvocato Gregorio
Mancini
(1762
†
1799) fu invece giustiziato.
Il
più illustre rappresentante fu il Conte
Pasquale Stanislao Mancini, Nobile dei Marchesi di Fusignano
(1817 †
1888), insigne giurista,
contribuì all'abolizione della pena di morte e alla stesura della
riforma del codice penale.
Illuminista, cercò di spingere i
Borbone sulla via del
liberalismo; scrittore e tre volte Ministro del
Regno d’Italia (istruzione, giustizia ed esteri ).
Il Ramo di Napoli godeva solo per i maschi della
nobiltà di Lecce; possedeva i feudi di
Silva Nigra, Cannellara
e Santa Lucia, vicino Castel Baronia, sempre nel
Principato Ultra. |
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© Conte
Pasquale Stanislao Mancini
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© Stemma Ramo di Nevers |
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Il Barone Michele Lorenzo Mancini sposò nel 1634 la
Nobile siciliana Girolama
Mazzarino, sorella del potente cardinale
Giulio, introducendo la famiglia alla Corte di Francia. Essi ebbero
numerosi figli tra i quali si ricordano: Vittoria (1635†1657),
Duchessa di Mercoeur per il matrimonio
con il Principe Luigi di
Borbone;
Olimpia (1638†1708), Contessa di Soissons
per il matrimonio con il Principe Eugenio Maurizio di
Savoia-Carignano; Filippo (1639 † 1707) Duca di
Nevers e Donzy e Pari di Francia; Maria (1640†1715), primo
amore del Re Sole, nel 1661 sposò Don Lorenzo Onofrio
Colonna (1637†1689), duca di Paliano e
Tagliacozzo, principe di Castiglione,
gran conestabile del Regno di Napoli; Ortensia (1645†1699), Duchessa di Mazzarino ed erede
universale dello zio Cardinale. Il membro più illustre fu Luigi
Giulio (1716 † 1798), Duca di Nivernais,
Principe di Vergagne e
del
S.R.I., Grande di Spagna di prima classe, cavaliere degli Ordini
dello Spirito Santo e del Toson d’Oro, generale, diplomatico e
scrittore,
membro dell'Accademia di Francia. |
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©
Donna Maria Mancini (1640
† 1715)
- all'età di 18 anni - |

© Donna
Ortensia Mancini (1645†1699),
Duchessa di Mazzarino |
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©
Luigi Giulio (1716†1798),
Duca di Nivernais |
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© Dedica al
duca di Nevers
Filippo Giulio Francesco Mazarini-Mancini, padre del duca di
Nivernais,
datato 1760 e con timbro reale di Luigi XV.
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© Stemma Ramo di San Vittore |
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Ramo collaterale della famiglia Mancini, sottoramo
del ramo di Napoli, che si formò nel XIX secolo ed ebbe come
capostipite il Conte Antonio Mancini, Nobile dei Marchesi di Fusignano e Nobile romano, proprietario del castello di San Vittore
in
Terra di Lavoro (oggi San Vittore del Lazio). Il più
illustre rappresentante di questo ramo fu il Conte Antonio (1915
† 1990)
che fu attendente del Maresciallo d’Italia Graziani, combattè nell’VIII
Corpo d’Armata durante la II guerra mondiale e successivamente fu
insignito della Croce al Merito di Guerra.
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La famiglia è iscritta nel Registro della Nobiltà
Italiana ed è presente
nell’Albo d’oro delle famiglie
nobili e notabili europee dalla XII edizione e nell'Elelenco dei
Titolati Italiani. Oggi è rappresentata
dal Conte Adriano Fulvio Mario Mancini (n. 1952), Nobile dei Marchesi di Fusignano e Nobile romano,
Commendatore del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme,
membro della Società Genealogica Italiana,
e dal figlio Federico Adriano Mario La Longa Mancini (n. 1979),
membro dell'Accademia Araldica Nobiliare Italiana, entrambi appartenenti al ramo di San Vittore.
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Famiglie
imparentate con casa MANCINI
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COLONNA: Maria sposò Lorenzo
Onofrio
Colonna.
FRANCIA di:
Domenico Nicola, Marchese di Fusignano
ed iniziatore del Ramo di Napoli, agli inizi del XVI secolo sposò donna Cassandra
di Francia.
LOMBARDO: Domenico
Nicola II, Vice Gran Cancelliere del Regno di Napoli, sposò
Livia
Lombardo
di Troia in Capitanata.
MARINELLI: Il Conte Giuseppe sposò
nel 1882 Maria Antonietta dei Marchesi
Marinelli.
de PONTE: Paolo,
cavaliere di compagnia di Ludovico il Moro, nel 1450 sposò Maria
de Ponte dei
Duchi di Flumeri.
ORSINI: il conte Nicola
Luigi Mancini, nobile
dei marchesi di Fusignano, nobile romano, nobile del Sacro
Romano Impero, patrizio di Ancona e di Ferrara, ufficiale del
Reggimento Nimes dell’Esercito Napoletano, figlio del conte
Pasquale, 6° marchese di Fusignano e 7° barone del Casale di San
Nicola a Ripa, Capitano del Reggimento Provinciale del
Principato Ultra, e della nobile Chiara Berillo, sposò a Napoli
donna Maria Antonia
Orsini (Napoli
1769- 1862), figlia di Filippo
Bernualdo Orsini (Roma 1742†1824),
duca di Gravina e principe di Solofra, Gentiluomo di
Camera del Re di Napoli e Primo Cavallerizzo della Regina di
Napoli, e di donna Maria Teresa
Caracciolo Rossi (Napoli 1738 †
San Giovanni a Teduccio,
1789), figlia di don Marino Francesco, principe di
Avellino e duca di Atripalda, Gran Cancelliere del Regno di
Napoli e generale di cavalleria dei catafratti.
La famiglia inoltre si imparentò con i
Della Marra, i
Cianciulli.
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Pagina realizzata dal dott. Federico La Longa
Mancini.
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