Napoli - particolare chiesa di Costantinopoli    


a cura del dr. Marco Lupis Macedonio Palermo  di Santa Margherita, riconosciuto nei suoi diritti con sentenza del Consiglio di Stato n. 515 del 3 giugno 1997 e successivo decreto del Ministro di Grazia e Giustizia dell'11 febbraio 1998, aggiunge il nome della famiglia Macedonio e quello della famiglia Palermo, cognomizzando il predicato di Santa Margherita.

 

Armi:
originaria: d'argento al lupo di azzurro rampante.
ramo di Giovinazzo: d'azzurro al lupo d'oro rampante, accompagnato nel canton destro del capo da una rosa di rosso.
dei Lupis di Grotteria: d'azzurro ai due lupi d'oro controrampanti che reggono un cuore di rosso.

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 © Soragna (Parma) Arma dei Marchsesi  Lupi

I Lupis (o Lupi o Luppis, a volte preceduti dal prefisso "de") sono un'antica nobile casata italiana di probabili origini franco-germaniche.
Nel corso dei secoli la famiglia si è diramata in varie parti d'Italia. Tra i rami più celebri si ricorda quello dei marchesi di Soragna, oggi principi Meli Lupi di Soragna e del S.R.I..
 

ORIGINI: TRA STORIA E LEGGENDA

 

La leggenda vuole che la casata, la  Luporum stirpe,  origini dal console romano Publio Rutilio Lupo che morì eroicamente nel 90 a.C., l'anno stesso del suo consolato, dando origine alle famiglie senatoriali romane dei Virii Lupi e dei Rutilii Lupi dalle quali, secondo recenti ricerche prosopografiche, epigrafiche ed onomastiche, derivò quella gallo-senatoriale"germanica" di San Lupoca. 383 -  478 d.C., vescovo di Troyes nel V secolo, noto alla leggenda per avere fermato Attila alle porte della città.
A sua volta il genealogista seicentesco parmense Ippolito Calandrini nella sua opera"Il publio Svezzese" , ovvero, Historia dell'Antichissima e Nobilissima Famiglia degli Illustrissimi Signori dè Lupis Marchesi di Soragna e vita Del Glorioso S. Lupo Vescovo e confessore., stampata a Parma nel 1653, fa discendere Stirpe dei Lupi da un fratello di San LupoS. Lupo e il fratello erano entrambi figli di Eparchius (Epirochio Franconio)  nobile di Toul di Troyes, Sisulfo o Gisulfo, morto dopo il 448., che fu scudiere di due re Merovingi, Meroveo e Childerico I, tracciandone una genealogia completa.
L'opera di Calandrini fa riferimento a molte fonti, sia storiografiche, come le cronache di Matteo Villani, sia notarili e documentarie. Molte di queste fonti non è ormai più possibile verificarle, trattandosi di documenti molto antichi, anteriori all'anno Mille, ormai irrimediabilmente perduti. Ad eccezione, però, della pergamena dell'VIII secolo di Liutprando, re dei Longobardi, che fa riferimento al primo marchese de' Lupis di Soragna, ancora conservata nell'archivio dei principi Meli Lupi nella Rocca di Soragna presso Parma, fatta costruire dai feudatari di Soragna, i marchesi Bonifacio ed Antonio, trasformata nel XVII secolo in residenza dei Principi Meli Lupi,  tutt'ora proprietà della famiglia.

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© Rocca di Soragna (Parma)

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© Stemma Meli Lupi

Per via femminile i lavori di Ludovico Antonio Muratori ricollegano la Luporum Stirpe alla consorteria dei marchesi Obertenghi, di discendenza Regia e di origine longobarda, che vantano a capostipiti i Re longobardi Rachis e Astolfo (III sec.).
Furono infatti prime diramazioni della casata Obertenga, a giudizio di numerosi storici - i Pallavicino, gli Estensi (da cui derivarono i Duchi di Brunswick e i Re di Hannover, poi saliti al trono d'Inghilterra con Giorgio I), i Malaspina, i Cavalcabò e, appunto i Lupi. 

Con il Privilegio Imperiale dato a Vienna il 19 gennaio 1683, oggi conservato all'Archivio di Stato di Innsbruck, Leopoldo I d'Austria, Imperatore del Sacro Romano Impero, concesse ai Lupis e a tutti i discendenti e collaterali, il titolo di Conti Palatini dell'Ordine Superiore e Conti del Sacro Romano Impero (S.R.I), la "Nobiltà  del  seguito  imperiale" e il cavalierato sempre del S.R.I sancendo anche in modo formale e definitivo (trattandosi di un atto pubblico ufficiale e non privato) la comune origine dei diversi rami della casata, ovvero di quello di Parma (Soragna), di Bergamo (cui appartenevano i beneficiati Orazio e Giulio de Lupis), di Padova (da cui venne la famiglia Lupis o Lupati), di Puglia (il ramo di Giovinazzo) e di Calabria (il ramo di Grotteria), con queste parole: "Nunc igitur considerantes pervetustam tuam Horati de Lupis familiam ex Nobili Germanorum sanguine natam et ab immemorabili tempore viros toga, sagis, et sacerdotiorum infulis conspicuos in diversis Italia locis, Parma, Roma, Apuliumq(ue) Calabria, videlicet Patavij et precipui Bergomi progenuit..."


Leopoldo I d'Austria

 

IL RAMO PUGLIESE


In Terra di Bari, nel XII secolo, i Lupis vennero ascritti al patriziato di Giovinazzo e nel 1282 vennero iscritti anche tra le famiglie nobili di Molfetta, sul registro di Re Carlo IFascicolo 1, foglio 6.,  qualificati già a quel tempo "antichissimi":  "... de genere mílitum, nobili antiqussimi - dei Nobili dell'antique famiglie nobili de Giovenazzo".
Lo storico Francesco Carabellese nella sua opera "La Puglia nel secolo XV, parte II, documenti di Bari, Giovinazzo e Trani" definisce i Lupis di Giovinazzo, accanto agli Spinelli, i Perrese, i Framarino e i Sasso, "...tra le famiglie più doviziose e illustri non solo di Terra di Bari, ma di tutta la Puglia, che gareggiavano ... nell'arringo civile ed economico del RinascimentoBari 1907, pag. XV". 
La genealogia di questa linea è stata ricostruita da Monsignor Filippo Roscini sulla base delle pergamene dell'archivio della Cattedrale di Giovinazzo. Tutti i documenti a corredo dell'intera genealogia pugliese, a  partire  dal  capostipite documentato, il giudice imperiale Simeone Lupis di Giovinazzo (n. ca. 1170), figlio del giudice imperiale Roberto o Eberto, figlio di Guido de' Lupis Wido o Widone, Marchese di Soragna nel 1198, sono stati pubblicati dallo stesso don Roscini nel suo volume “Bisanzio Lupis, poeta e cronista nella Puglia cinquecentescaGiovinazzo, 1974”.

© Immagine proprietà dr. Carlo Longo de Bellis

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Giovinazzo (Ba) - Palazzo Lupis XIV-XVI sec. - il Portale e lo stemma Lupis risalgono al XIV sec., la loggia sul mare è del sec.XVI.  - © foto: dott. Carlo Longo de Bellis

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I discendenti del sopraccitato Roberto (detto Eberto) Lupis, trasferitosi in Puglia dopo la nomina a Giudice Imperiale e divenuto "capostipite dei Lupis di Puglia, Calabria e Sicilia", abbandonarono il predicato di Soragna (che continuò nel ramo del fratello Guido di Soragna), per conservare comunque il titolo di Marchese, cui hanno quindi diritto tutti i rappresentanti maschi delle tre linee indicate (pugliese, sicula e calabrese), in quanto esse linee si divisero dal tronco comune prima del 13-6-1495, quando Bonifacio de' Lupis († 24.1/4.2.1497), Marchese di Soragna, istituì la primogenitura a favore del figlio Diofebo, limitando così la successione dei titoli ai soli maschi primogeniti.

 

IL RAMO SICILIANO


All'alba del secolo XVI il ramo pugliese si diramò a sua volta in due linee distinte, con i fratelli Paolo I (nobile messinese, nato nel 1549), Ferrante (morto nel 1595 senza figli, 1° barone di Castania e Cuzzoghieri) e Vittorio (morto dopo 1579) de Lupis Macrì, i quali discendevano dal capostipite Simeone attraverso Lupone, Goffredo, Nicola, Lorenzo, Goffredo II, Domenico, Blasio, Giovanni Antonio e Giovanni Domenico o Giandomenico I, che sposò donna Ortensia dei baroni Macrì. 

Questi due fratelli Paolo I e Vittorio de Lupis Macrì fondarono le linee sicula e calabrese della famiglia. Dal summenzionato don Paolo de Lupis Macrì, attraverso Giuseppe (sp. donna Vincenza Spata), Vincenzo Stefano, Gianbattista, Stefano II, Paolo II, discendono per linea diretta i fratelli Sebastiano e Giuseppe II Lupis di Ragusa in Sicilia. Il primo fu capitano di Giustizia a Ragusa nel 1765 e 1770 (sposato con la nob. donna Teresa Casa-Bertini dei baroni di Castel Vizzini) e il secondo venne investito del titolo di barone del Carrozziero il 1 aprile 1758.
Don Sebastiano Lupis, 2° barone del Carroziero († nel 1770), Capitano di Giustizia a Ragusa, era figlio di don Paolo Lupis, barone del Carroziero "maritali nomine", con riconoscimento regio del 1756, avendo sposato donna Barbara Pizzuto (1731†1767),  ultima baronessa  del Carozziero della famiglia  Pizzuto, che trasmise il titolo in questo ramo dei Lupis.


Ragusa - Palazzo Lupis
© foto: dr. Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita

Da detto Sebastiano, attraverso Emanuele (sp. nob. D. Marianna Casa), e Gaetano (sp. nob. Donna Francesca Scrofani Ottaviano) discendono gli attuali rappresentanti la linea di Ragusa in Sicilia, illustrata anche dall'ex Ministro della Marina Mercantile e del Turismo e Spettacolo, barone don Giuseppe Lupis del Carozziero (Ragusa, 28 marzo 1896 † 19 ottobre 1979), senza discendenza. Dal fratello, don Filipponeri Lupis del Carozziero (Ragusa, 1905), presidente dell'ENPALS, discendono gli attuali rappresentanti di questa linea, il VI barone del Carozziero, avvocato don Stefano Gaetano Giovanni Lupis (Roma, 1945), che ha avuto Filippo (1972), Andrea (1973), Giovanna (1985) e Francesca.

 

IL RAMO CALABRESE


Fu invece il marchese Ippolito de Lupis il primo a trasferirsi a Grotteria in Calabria dall'avita Giovinazzo nelle Puglie, proveniente da Nicastro-Amantea, al seguito del principe di Roccella don Giovanbattista Carafa, con l'incarico di Procuratore della famiglia Carafa e amministratore del vasto Stato Feudale degli stessi principi Carafa in Calabria Ulteriore


Siderno Sup. (RC) - Cappella Lupis
© foto: dr. Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita

Ippolito venne poi raggiunto dal fratello, il 23° marchese don Giovanni Domenico o Giandomenico I de Lupis, che sposò a Grotteria donna Ortensia dei baroni Macrì. Dei loro tre figli maschi, Ferrante (che fu il primo barone di Castania e Cuzzoghieri) non ebbe discendenza, Vittorio proseguì la linea di Grotteria succedendo al fratello nella baronia di Castania e Cuzzoghieri e Paolo de Lupis Macrì si trasferì in Sicilia dove diede origine alla linea siciliana, come si è visto.
La discendenza del ramo calabrese da quello pugliese e l'origine comune dei vari altri rami trova autorevole conferma nel diploma dell'Imperatore Leopoldo d'Austria, citato più sopra.
 

 

FAMIGLIE  IMPARENTATE


Gli attuali rappresentanti discendono dal succitato Vittorio de Lupis, che fu il primo barone di Castania e Cuzzoghieri, (due corpi feudali in territorio di Grotteria NON compresi nella Contea della famiglia Carafa).


Marchese don Paolo I (Paolino) de Lupis Correale, 2° barone di Castania e Cuzzoghieri - © foto: dr. Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita
 

Attraverso il figlio Paolo  (nato nel 1595),  Domenico III  (morto nel 1658,  sp. nob.  D. Rosa dei baroni Cannatelli), Antonio (m. 1708, sp. nob.  D. Livia Palermo di Santa Margherita), don Fortunato (1705†1773, sp. nob. D. Rosa Amato de Luna D’Aragona dei baroni della Corrjia di Badolato e di Amato), don Orazio Il (1752†1799, sp. nob. D. Giovanna de Manso dei marchesi di Villa, baroni di Bisaccia), don Isidoro Il (1781†1853), sp. nob. D. Lauretana Macedonio, duchessa di Grottolelle, marchesa di Ruggiano, Oliveto etc.), don Orazio III (n. 1830, sposa nob. Donna Clementina Guerrisi Floccari degli antichi baroni di Rocca Imperiale) , don Giovanni III (1865 † 1936, sp. nob. D. Dorotea Palermo dei principi di Santa Margherita, baroni di Martini), generale Orazio IV (1892†1982, sp. nob. Donna Giulia Franca Cipriani, patrizia di  Nicotera),  ing.  Don Giovanni IV (sp. nob. Donna Marina Lebano Carucci  dei baroni del Mercato Pacelli di Leo Sanseverino di Calvera, duchessa di San Donato).


 

 

FAMIGLIA LUPIS DI GROTTERIA


La famiglia Lupis di Grotteria è iscritta nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana, XXIV edizione (2010-2014), pagg. 932 e 933.


Arma dei Lupis di Grotteria - Per gentile concessione di Don Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita

La famiglia Lupis di Grotteria e’ stata ricevuta per giustizia nel S.M. Ordine di Malta quale quarto materno della nobile Donna Maria Teresa Scaglione, dama di Onore e Devozione, figlia di Giacomo e di Anna Lupis Crisafi.

Nella persona di tutti i rappresentanti maschi dei rami superstiti, si è fregiata nei secoli dei seguenti titoli (tra parentesi il primo concessionario e la data della prima investitura):
marchese per discendenza dai marchesi di Soragna; (Bonifacio de' Lupis, 8 agosto 712), conte palatino, conte e cavaliere del Sacro Romano Impero (Orazio e Giulio Lupis, 9 gennaio 1683, confermato a Giampaolo IV dall'Imperatore Leopoldo con privilegio del 10 aprile 1691, per sé e per tutti i suoi discendenti e collaterali:
 
- barone di Castania e Cuzzoghieri (Ferrante Lupis, 11 giugno 1595), patrizio di Giovinazzo (sec. XII),

- nobile del Sacro Romano Impero (Francesco Lupis, 3 agosto 1721).


Palazzo Lupis a Grotteria - l'arco di accesso alla biblioteca - © foto: dr. Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita

Inoltre, per essersi estinta nella famiglia dei baroni Amato di Grotteria l'antichissima famiglia spagnola dei De Luna d'Aragona (con donna Francesca De Luna d'Aragona, sposa nel 1689 di don Fabrizio Amato) e la stessa famiglia dei baroni Amato estintasi poi a sua volta nei Lupis di Grotteria (con donna Rosa Amato, andata sposa al marchese don Fortunato Lupis (1705-1773), questi ultimi  hanno ereditato anche la titolatura delle suddette famiglie de Luna e Amato, ovvero i titoli di:

  • signore feudale di Grotteria, Siderno e terre annesse (1365), e di metà del feudo di Ragusia (attuale Gioiosa Jonica) (1316), già dei de Luna

  • barone della Corrija di Badolato e di Amato e patrizio di Amantea, già degli Amato.

 

LINEA LUPIS MACEDONIO PALERMO DI SANTA MARGHERITA

 

Con sentenza del Consiglio di Stato n. 515 del 3 giugno 1997 e successivo decreto del Ministro di Grazia e Giustizia dell'11 febbraio 1998, aggiunge il nome della famiglia Macedonio e quello della famiglia Palermo, cognomizzando il predicato di Santa Margherita.


Grotteria (RC) - Palazzo Lupis - Stemma Lupis Macedonio Palermo Crisafi
© foto: dr. Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita

Giovanni Giuseppe Maria (Roma, 1928 † Oescara, 2003), figlio del generale Orazio e di Lauretana Palermo di Santa Margherita, cavaliere dell'Ordine di S. Brigida di Svezia, sposò a Salerno nel 1953 Marina Lébano Carucci del Mercato Pacelli.
Dal matrimonio nacque nel 1960 Marco Luca Lorenzo Rosario iscritto nell'elenco degli Effettivi e Corrispondenti del Collegio Araldico.


Breve sunto realizzato dalla "Casata dei Lupi", per gli aggiornamenti, le notizie relative all'iscrizione della famiglia Lupis di Grotteria  nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana, XXIV edizione 2010-2014, pagg. 932 e 933, ecc., si rinvia al sito http://www.genmarenostrum.com/pagine-lettere/letteral/Lupis/Lupis.html

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