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Arma:
d'argento, una banda d'oro e una sbarra rossa. |
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Napoli - statua di Maria Longo |
L'antica e nobile famiglia Llonc di origine spagnola si trasferì a Napoli nei primi anni
del XVI secolo.
Nell’autunno del
1506 nel porto di Napoli approda una flotta navale spagnola, composta da
50 galee, scende a terra anche la famiglia di Ioannes Llonc
(italianizzato in Longo), esperto giurista e dignitario di governo;
inviato dal re Ferdinando il Cattolico per assumere l’incarico di vice
Reggente. Oltre ai tre figli, c’è la moglie Maria, paralitica e sofferente per
aver ingerito in Spagna un potente veleno, somministrato per vendetta da
una sua serva durante una festa da ballo.
La nobildonna, conduce la sua esistenza lontana da feste
e salotti,
stante
la sua condizione fisica;
all’età di 46 anni rimane vedova. |
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Napoli - Uno degli ingresso dell'ospedale S.
Maria del Popolo degli Incurabili - anno 1522 |
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Nello stesso anno, durante una funzione religiosa,
guarisce miracolosamente e decide di dedicare le sua esistenza ai
bisognosi e in particolare agli ammalati; aggiunge al suo nome quello di
Lorenza. |
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Donna
Maria Lorenza Longo nel 1522 decide di fondare un ospedale per la cura
di malattie croniche ovvero considerate in quei tempi incurabili, come
il cosiddetto mal francese o sifilide, malattia portata a Napoli dai
soldati di Carlo VIII, re di
Francia.
Nasce così
il primo ospedale rinascimentale che, a differenza di quello mediovale,
non assiste solo i malati poveri ma cerca di guarire tutti gli infermi,
con la ricerca scientifica. All’inaugurazione è presente il vicerè
Cardona ed il Consiglio Collaterale della città di Napoli.
In aiuto
Maria Lorenza Longo accorre la sua più cara amica Maria Acerba, duchessa
di Termoli, vedova del Gran Capitano Andrea di Capua.
Giovanni Girolamo Albertini
(Nola 1492 † Napoli,
12-XII-1562), Nobile di Nola, Patrizio Napoletano, Signore di Summonte,
San Nicola della Cava, Cicala, Cisternino e Pimonte, fu tra i fondatori
dell’Ospedale.
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Napoli - albero di canfora
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Cospicui donativi per la
realizzazione dell’ospedale arrivano dalle duchesse di Ariano e di Nardò,
dalla marchesa di Polignano, dalla contesse di Alife e di Triveneto.
Il
complesso ospedaliero prende il nome di S. Maria del Popolo degli
Incurabili, dotato di farmacia, orti per la coltivazione di erbe
mediche, dalle quali si inizia a ricavare il “guaiado” una sostanza per
combattere il dolore, laboratorio di ricerca, piccole abitazioni per
ospitare i familiari degli infermi.
La farmacia storica non è quella che oggi comunemente conosciamo per la
vendita di farmaci, è un ufficio di rappresentanza, al posto del
classico bancone da vendita, vi sono tavoli pregiati
per accogliere medici e studiosi da tutta Europa, in cerca di sostanze
curative e per apprendere nuove nozioni. |
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Napoli - uno dei chiostri dell'ospedale |

Napoli - Farmacia storica
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Questo immenso complesso dava
lavoro a migliaia di persone tra ricercatori, medici, studiosi, cuochi,
assistenti e valenti artigiani. Da tutto il Regno giungono infermi che
vengono accolti amorevolmente, grande attenzione viene rivolta alle
donne, in particolar modo alle ragazze madri, come recita una targa
posta nell’ospedale: “QUALSIASI DONNA, RICCA O POVERA, PATRIZIA O
PLEBEA, INDIGENA O STRANIERA, PURCHE’ INCINTA BUSSI E LE SARA’ APERTO” |
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Napoli - esterno chiesa delle trentatrè |
Si
salvano molte vite praticando i primi parti cesarei come testimonia
un’artistica allegoria posta nella farmacia storica.
Dopo anni di impegno e passione, Maria Longo fa costruire
il Monastero di S.Maria in Gerusalemme, dove si ritira con trentatrè
sorelle, fondando l'ordine delle Clarisse Cappuccine e nel 1539 rende
l’anima a Dio, in odore di santità.
Il Monastero viene amministrato dal governatore degli Incurabili, il
primo fu il marito della marchesa Vittoria
Colonna, attratta dalla spiritualità della Beata.
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