Napoli - S. Gregorio Armenio 

Arma: d'azzurro a tre fasce ondate d'oro, col capo d'oro caricato da tre gigli d'azzurro.
Residenza: Napoli
Titoli: duca di Castro e di San Felice, nobile di Ravello, patrizio napoletano.

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Stemma Famiglia Frezza, duchi di San Felice

L'illustre e antica famiglia Frezza, originaria di Ravello, fu decorata col titolo di Duca nel 1572 e fu ricevuta nell'Ordine di Malta nel 1596. Godette di nobiltà anche a Napoli ove fu ascritta al Patriziato napoletano del Seggio di Nido.

DA UN ANTICO MANOSCRITTO DEL SEICENTO
di proprietà di Ettore d'Alessandro

Questa famiglia è antica della Città di Ravello della fertilissima non meno di Nobiltà che di cose necessarie all’uso umano costiera d’Amalfi da tempo in tempo si traspiantarono alcuni Rami di essa dalla loro originaria Città in questa di Napoli nella quale fù ammessa a godere le prerogative fra le altre Nobili del Seggio di Nido, e ciò stimo seguisse sin dal Regnare de Re Angioini, poichè negl’ultimi anni di Giovanna prima si legge ANTONELLO FREZZA per uno della Piazza di Nido come anche di NICOLO' in tempo de quali Rè si leggono ne registri della Regia Zecca onorate memorie di alcuni personaggi di essa, ma non cospicua ed Illustre non avendo sormontati il grado di Gentiluomini di Seggi, ed essendo la maggior parte di essi poveri di beni di fortuna si sono applicati alla scienza Legale, così nei tempi antichi, come in quei anni più vicini, e tralasciando l’antiche de quali se ne leggono infiniti nei detti Registri, come di FRANCESCO ed ANDREA nell’Abruzzo in tempo di Carlo I di NICOLO' Regio Consigliere, ed Avvocato de poveri, a tempo de Durazzeschi, ed Aragonesi, poi a, tempo più vicino cià sin dal tempo del Regnare de Rè Austriaci, si ha memoria d’ANTONIO anco giuriconsulto, del quale volendo tessere Genealogia sino a tempi presenti; Dico che da lui nacquero due figliuoli, cioè quel CALAMARINO, che fù Regio Consigliere, e scrisse quel famoso trattato de Sub Feudis, e CARLO da CALAMARINO e da Luisa Scattaretica Nobile Salernitana sua moglie, nacque fra gl’altri figliuoli DEZIO il quale si fè Padre di MARINO, e di FABIO che fù Duca di Castro, con Giovanna Vncenza Macedonio MARINO con Donna Ippolita Orsini de Conti di Piacentro e poi d’Oppido, procreò due figliuole quali furono Donna ELVINA, e Donna MARIA, Donna ELVINA ebbe tre mariti, il primo fu Don FABIO Duca di Castro suo Zio Carnale, col quale non fè figli, il 2° fu Alessandro Pallavicino Nobile Genovese, con il quale generò alcuni figliuoli, fra quali Don Carlo Pallavicino, che si fe sposo di Donna Laura Pignatello de Duchi di Montecalvo, e fù Capitano della Guardia, di Don Pietro, e del Cardinale d’Aragona fratelli ambi Vicerè di Napoli, ed il 30 fù Don Francesco Toraldo Principe di Massa, e Maestro di Campo Generale di Filippo IV in Spagna, che poi fu miseramente ammazzato nel 1647 dal tumultuante Popolo di Napoli che l’aveva eletto per suo Capitano Generale, e con questo suo 3° marito una sola figlia maritata in Napoli al Reggente Don Melchiorre de Navarra e Cavaliere dell’abito d’Alcantara, il quale poi fu Vicerè d’Aragona, ed ultimamente ha esercitato la Carica medesima del Regno del Perù, Donna MARIA sorella di detta ELVINA, ebbe anco ella due mariti, il primo fu Giovanni Battista reggente del Seggio di Montagna famiglia oggi estinta, ed il 2° Ri Francesco Macedonio del Seggio di Porto.

Da CARLO 2° figliuolo d’ANTONIO, e fratello di MARINO Regio Consigliero, ebbe per moglie Delia Dentice di quei della Stella, e con essa procreò CARLO, ed ANDREA, CARLO si casò con Beatrice Pignone, dalla quale oltre due maschi, che furono religiosi Teatini, ebbe anco due femmine una chiamata COSTANZA maritata a Dezio Favilla Duca di Presenzano, e l’altra Donna ANNA, ad Alessandro Cortese povero gentil uomo, di Sorrento, e vaglia a dire il vero ambedue queste sorelle furono poco riguardevoli della loro pudicizia, ANDREA fratello di CARLO fu anche egli Dottore di Legge, ed ebbe due mogli, la prima di casa Sellarulo nobile Beneventana, che li portò in dote comodità di viveri, essendo egli come i più della sua famiglia povero di beni di fortuna, con la quale fra gl’altri fè CESARE detto Ceccio, e CHIARA, la 2° fù Vittoria Massaniello de Marchesi della Teana, con la quale fe un altra figliuola chiamata FELICE. Queste due sorelle ancora sono state poco pudiche, benchè assai belle di corpo, perchè CHIARA essendo stata per la sua bellezza presa in moglie da Andrea Villano, de Marchesi della Polla, e poi morto costui da Don Carlo Pinelli fratello di Cosmo Duca della Celenza, che la condusse nella Città di Monteleone in Calabria, dove stette alcuni anni al governo di quello Stato ove mentre il suo Marito dava col suo talento, e giudizio soddisfazione a quei Popoli, la moglie con la bellezza la dava al Duca Fabrizio che era rimasto vedovo di Geronima Pignatello sua Moglie, ed essendo rimasta CHIARA vedova la 2° volta, per la morte ivi seguita del Pinelli, la tenne il Duca sotto la sua protezione in Monteleone per molti anni, ma essendo il Duca nel 1664 venuto a morte, non avendo CHIARA più che fare in quelle parti, se ne tornò in Napoli ma molto avanzata in età. FELICE sua sorella fu moglie prima di Geronimo Sicarra nobilissimo Cavaliere, il quale essendo Governatore della Città di Cosenza vi condusse la moglie ove tenendo ridotto di Gioco in Casa, come soglion fare i Governatori ci andava spesso Biase Oriolo Precettore della Provincia, ed essendo bell’uomo e quella poco pudica, facilmente si accesero d’impudico Amore quale poi terminò co le nozze di detto Oriolo, seguita per la morte del Sicarra quali si fecero nella terra di Rende, ove dopo la morte del Sicarra si era FELICE ridotta dentro un Monastero di detta terra per dar Colore alla sua finta onestà, e dopo morto alcuni anni l’Orivolo, passò alle 3e nozze col Don Giuseppe Correale di famiglia Civile, ma non de nobili di Sorrento.

CESARE loro fratello ebbe tre mogli la prima fù di Casa Scondito, e vedovo di costei passò alle 2e nozze con una Spagnuola di Casa d’Avolos, e morta anco costei prese la 3a quale fò Maria Amendola figlia di Giovanni Battista Presidente di Camera, che era rimasta vedova del Duca di Pescolanciano in Apruzzo di Casa Alessandro, nè con la prima, nè con la 3 fè figliuoli, ma con la 2a fè due maschi, cioè Don ANDREA e Don PIETRO a quali due si ristringe tutta la Famiglia, essendo in Ravello pochi anni sono un altro Ramo di essa, Don ANDREA ha fatto il suo domicilio nella Città di Tropea in Calabria dove ha preso moglie, e fatto figli. Don PIETRO suddetto si è congiunto in matrimonio qui in Napoli con Dorotea Giordano figlia di Carlo che fù Mercante, e Credenziero della Dogana di Napoli la quale fù vedova di Michele Santi Barba della Città di Venafro, e l’ha portato ricca dote.

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Appunti: Andrea Frezza distintosi nella battaglia di Lepanto, ricevette da Filippo II di Spagna nel 1575 il titolo di duca sul cognome. Venne posteriormente poggiato su un feudo di San Felice con sovrano rescritto della R.C. di Borbone Due Sicilie del 9 Dicembre 1843 (Vedi famiglia Migliaccio - 2^ parte)

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