Tramonto su uno scorcio del golfo di Napoli

di Silvi e Castiglione

ARMA: D’azzurro al compasso aperto in capriolo, accostato in capo da tre stelle di sei raggi, ed in punta da un monte di tre cime, il tutto d’oro. Esistono numerose rappresentazioni dello stemma sia su edifici che in documenti (si vedano le seguenti immagini).
MOTTO: Fides rara.

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© Napoli - Stemma della Famiglia Ferraro 

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© Lapide funeraria dei Ferraro, Napoli

Vi è probabilmente un’origine comune di tutte le famiglie Ferrara, Ferrario Ferrari e Ferraro che utilizzano la medesima arma. I Ferrara di Salerno/Napoli godettero nobiltà in quest’ultima città, ed ebbero in Napoli un proprio Seggio; i Ferrari di Catanzaro, furono  ricevuti per giustizia nell’Ordine Gerosolimitano nel 1622; i Ferrari di Epaminonda portano il titolo di marchesi e patrizi di Cosenza; i Ferrari di Terra d’Otranto, portano il titolo di duchi di Parabita (1).

 

Dei Ferrara di Salerno/Napoli si trovano memorie sin dal 1180 con un Giovanni, Signore del castello di Gragnano; altro Giovanni poi fu stratigoto di Salerno nel 1265; Matteo, giudice nel 1275; Riccardo, infeudato nel 1383 dell’ufficio di credenziere della dogana di Salerno, ed altri ancora. Si diramarono in Olevano sul Tusciano, Eboli, Altavilla, Cava, Giffoni, Lettere, Rivelli e Tramutola. Possedettero i feudi di Lagopiccolo (1450), Silvi (verso il 1490), Loquino (1535), Dentiferro (1585), Castiglione (1614), Improsta (1640) (2).

 

In Olevano sul Tusciano, i Ferrara risultano essere la famiglia aristocratica più antica. Dal XIII secolo in poi, in tutte le più importanti cariche si trova qualcuno di questa nobile famiglia (3).

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© Napoli - Quartiere san Lorenzo - Stemma Famiglia Ferraro

Dai Ferrara (poi Ferraro) di Olevano sul Tusciano ebbe principio la linea dei baroni di Silvi e Castiglione, la cui filiazione provata rimonta a Matteo, come da albero genealogico autenticato dalla Consulta Araldica del Regno il 9 dicembre 1919. Matteo, nato in Olevano sul Tusciano e morto nel 1530, fu nominato 1° Feudatario (Barone) di Silvi, con Diploma del 1508. Tale Diploma confermava la donazione del feudo di Silvi, presso Marsico, fattagli da Antonello Sanseverino, Principe di Salerno, col quale il Matteo, all'assalto di Castelnuovo di Napoli, caduto in potere dei Francesi il 6 marzo 1495, combatté valorosamente. In documenti del 1509 viene citato come Nobile Matteo de Ferrariis della Terra di Olevano. Il nipote di Matteo, anche lui Matteo, è qualificato Nobile nella fede della Gran Corte della Vicaria del 5 maggio 1551.

Agli inizi del ‘600, Vincenzo, 4° Feudatario di Silvi, viene nominato anche Feudatario di Castiglione.
A Vincenzo, seguirà Antonio, barone di Silvi e Castiglione, che, senza figli, costituì un “Monte Famigliare” nel 1614 a favore dei cugini Decio, Alessandro, Orazio, Tarquinio e Giulio Cesare; il “Monte Famigliare” sarà sciolto e suddiviso nel 1939, fra gli eredi di Alessandro, Orazio e Giulio Cesare. A quella data risulta, infatti, estinto il ramo di Decio e di Tarquinio.


Stemma (in alto a sinistra della litografia) del Cardinal Tommaso Maria Ferrari, morto nel 1726

I Ferraro furono sepolti (è sicura la sepoltura di Decio, 6° Feudatario di Silvi e 3° Feudatario di Castiglione), in Olevano, in Principato Citra, nella cappella gentilizia del convento domenicano di Santa Maria di Costantinopoli (3). Tale convento è oggi purtroppo in desolante stato di abbandono.

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Olevano (SA) - Veduta esterna dei ruderi del convento Santa Maria di Costantinopoli
(foto di Luca C. - da
http://www.pksoft.it/anonimo_olevanese/public/Il%20convento.htm  )

In tempi più recenti, con Decreto del Ministro dell’Interno del 1895, Vincenzo Ferrara (nato nel 1835), venne ascritto al Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e riconosciuto, per rinnovazione, nel titolo di Barone di Silvi e Castiglione. Il nipote di Vincenzo, Ferdinando (nato nel 1868) sposerà Donna Emilia Pignatelli acquistando maritali nomine il titolo di Principe di Strongoli e Conte di Melissa. Questo ramo della famiglia assumerà, pertanto, il cognome Ferrara Pignatelli.

 

Il ramo cadetto della famiglia, con capostipite Giulio Cesare, nato a Olevano nel 1550, vedrà Gennaro nel ‘700 trasferirsi da Olevano a Napoli e utilizzare la forma “Ferraro” per il cognome.

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© Napoli -  Quartiere Stella - stemma del marchese Francesco Ferraro (n.1816)

Tra i discendenti di Gennaro ricordiamo Francesco (nato nel 1816), Consigliere particolare di Re Francesco II delle Due Sicilie, Avvocato della Corona; gli fu universalmente attribuito il predicato di Castiglione e lo stemma gentilizio, con corona di marchese. Acquistò il palazzo in Napoli nel quartiere Stella ove più volte ospitò il Sovrano. Gli furono attribuiti promiscuamente i cognomi di Ferrara e Ferraro. Dopo di lui, i suoi discendenti sono tutti costantemente indicati con il cognome Ferraro.

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© Francesco Ferraro (n. 1816) - Consigliere particolare di Re Francesco II delle Due Sicilie

Luigi (nato nel 1845), figlio di Francesco, anche lui Avvocato, si ricorda, poiché fu eletto Consigliere, Assessore, Vicesindaco e Sub Regio Commissario del Comune di Napoli. Viene ricordato anche perché istituì per il Comune di Napoli (sempre in cerca di fondi) una tassa sui cani. Il suddetto Luigi veniva rappresentato nelle vignette umoristiche come un mastino napoletano perchè vice-sindaco e assessore ai tributi del Comune di Napoli.

© Proprietà Casa Ferraro
© Litografia di Luigi Ferraro del 1894, tratta dalla raccolta di caricature di
personaggi napoletani di Solatium (Mario Buonsollazzi).

Tra i discendenti recenti della famiglia, si può ricordare l'Ammiraglio Renato Ferraro di Silvi e Castiglione, Comandante generale del "Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera."

© Si ringrazia il COMANDO GENERALE DEL CORPO DELLE CAPITANERIE DI PORTO - GUARDIA COSTIERA-per aver concesso la pubblicazione della fotografia.

Renato Ferraro di Silvi e Castiglione - Ammiraglio Ispettore Capo (CP)
Comandante Generale
dal 1996 al 1999.
http://www.guardiacostiera.it/organizzazione/alboDettaglio.cfm?id=30
 

Riferimenti bibliografici

1. Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. III, Milano 1930, pp. 126-128, 135-136, 147.

2. Salvatore De Renzi, Storia documentata della scuola medica di Salerno, 2° Ed. Napoli 1857, in particolare p.340.

3. Carlo Carucci, Un Feudo ecclesiastico nell’Italia Meridionale - Olevano sul Tusciano, Subiaco 1937, passim e in particolare p. 55 e 80. Riedito in copia anastatica dalla Pro-Loco di Olevano sul Tusciano nel 2000.

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