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Armi:
la più antica:
d'azzurro alla coppa d'oro.
ramo iscritto al seggio di Montagna:
d'
azzurro alla coppa d'oro circondata da cinque gigli anch'essi
d'oro (decorato col titolo di duchi di Canzano).
ramo iscritto al seggio di
Portanova:
d'azzurro alla coppa
d'oro sostenuta da due leoni d'oro
(decorato coi titoli di principi di Gallicchio e conti di Sarno).
Motto:
Fides et
pietas.
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© Napoli - Stemma Famiglia Coppola - epoca
medievale |
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L'antica ed illustre famiglia napoletana Coppola
(in
antiquo Coppolati o Coppolato)
godette di
nobiltà a Napoli e fu ascritta ai
Seggi di Portanova
e
Montagna e, dopo
l'abolizione dei Sedili (1806), fu iscritta nel Libro d'Oro
napoletano.
Vari sono stati i titoli concessi
a questa famiglia, che si divise in più rami, fra questi:
Conti di: Sarno, Cariati, Priego,
del Sacro
Romano Impero.
Marchesi di: Missanello
Duchi di: Canzano
Principi di: Gallicchio, Montefalcone
Le prime tracce risalgono alla fine dell'anno mille con GIOVANNI Coppolati che possedeva ingenti beni in Napoli nei pressi della
chiesa di S. Agrippino e con MARINO Coppolato che viveva a
Pozzuoli.
Nel 1250 NICOLO' e GIOVANNI Coppolato furono cavalieri di re
Manfredi di Svevia.
Ai tempi di re
Carlo I d'Angiò,
GIOVANNI e CESARIO risultano annoverati con
altri baroni del Regno del titolo di Dominus;
TOMMASO Coppola di
Scala, insieme a Nicola
Confalone, Alessandro
d’Afflitto, Niccolò Freccia,
Andrea
Bonito, Matteo Rufolo, Nicola Acconciaioco, Ganizzo
di Palma e Angelo
Pironti, nel
1275, prestarono al detto sovrano
l’ingente somma di mille once d’oro, ricevendo come pegno la
corona reale tempestata di pietre preziose.
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© Napoli - in fondo col campanile: la sede
della Zecca |
Già prima, lo stesso
Re, per sostenere le spese della
battaglia di Benevento nel
1266, ebbe grosse somme di danaro dai nobili napoletani che mal
sopportavano gli Svevi, tra cui GUGLIELMO Coppola del Seggio di Portanova, Iacopo
di Capua, Pietro
Celano, Iacopone
Pappacoda, Pietro
di Costanzo, Angelo
Macedonio, Giovanni
Dentice e Iacopo
de Gennaro.
Detto Guglielmo fu uno dei credenziali dei sali di Napoli
insieme ai cavalieri Angelo
Quaranta,
Mario Agnese, Giovanni
Brancaccio, Angelo
Poderico, Insogna Pappainsogna e
altri.
Nel 1316 LIGORIO Coppola fu Mastro della Zecca ed avendo
accumulato molte ricchezze con il commercio della lana, attività
concentrata
sulla collinetta di Caponapoli, attualmente
via Arte della Lana,
poco distante dalla Zecca, prestò una grossa somma di denaro a
re Roberto II d'Angiò ricevendo in pegno molti argenti.
Nel 1355 GIOVANNI fu uno dei sindaci della città di Napoli;
FRANCESCO fu consigliere della regina Giovanna I d'Angiò.
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Giovannola Coppola
è tra le dame della sfarzosa corte di Roberto II d’Angiò, che Boccaccio, innamoratosi
di Maria
d’Aquino, che si disse
fosse stata figlia naturale di Re Roberto, fece
partecipare alla caccia allegorica, insieme, tra le altre,
a Zizzola Barrile, Principessella, Lariella e Marella
Caracciolo, Letizia
Mormile, Caterina, Serella e Vannella
Brancaccio, Sobilia
Capece, Zizzola
d’Alagna, Beritola e Biancola
Carafa, Vannella Bulcano, Tuccella
Sersale, Alessandra
e Covella
d’Anna, Berita
e Costanza
Galeota, Peronella e Covella d’Arco, Marella
Piscicelli, tutte citate con i
loro nomi nel poemetto in terzine dantesche.
Nel
1439
Luigi
Coppola si trovava
insieme a Filippo
d’Anna, deputato del Seggio di Portanova, e altri nobili
a guardia del Carmine, sulla torre adibita
dai cavalieri di Portanova
per la difesa di Napoli dall’attacco di Alfonso d’Aragona,
quando avvenne il famoso episodio del “miracolo
del crocifisso”. |
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© Positano (Salerno)
- Stemma Famiglia Coppola |
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La
linea primogenita dei duchi di Canzano, principi di Montefalcone
e conti di Priego, ascritta Seggio di Montagna, si estinse con
BEATRICE, moglie del marchese Antonio Andreotti, e i
titoli passarono in casa de Liquori a seguito di matrimonio
della sua unica figlia Francesca che nel 1862 sposò Carmine
de Liguori dei principi di Presicce.
Il Casato godeva dei vantaggi del
Real Monte di Manso.
Nel 1824 il barone
Giacomo Coppola (1799
† 1872),
ministro delle finanze del governo provvisorio napoletano,
sposò Antonietta Picazio; inizia così il
ramo dei Coppola Picazio. |
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© Napoli - Stemma Famiglia Coppola |

© Napoli - la Chiesa con la Cappella Coppola |
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Il Casato,
originario di
Scala, godette di
grande nobiltà anche a Castellammare di Stabia, sin dal
1270 con
Salvato Coppola, Portulano di Castellammare.
In
detta città, fu costruito alla fine del XV secolo il palazzo
Coppola su un terreno di proprietà del vescovo Nicola
Anfora,
acquistato da
Goffredo Coppola.
Don DIEGO
Coppola (Castellammare, 1606
† ivi, 1679), patrizio stabiese,
figlio di don Cesare Coppola e Delia de Masso, intraprese la
carriera ecclesiastica; Canonico nel 1639, Tesoriere nel 1640,
Commissario Apostolico della Diocesi di Castellammare nel 1648.
Vicario Generale per il Vescovo Clemente
del Pezzo nel 1653 e
per il Vescovo Pietro
Gambacorta nel 1669; nel 1678 fu eletto
Vicario Capitalare.
Rese l'anima a Dio all'età di sessantaquattro anni e fu
seppellito nella Cattedrale di Castellammare di Stabia. |
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© Castellammare di Stabia -
Stemma Coppola |

© Castellammare di Stabia - la
Cattedrale |
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ANTONIO Coppola (Castellammare, 1684 † Napoli, 1745), figlio
di Cesare e Felipa de
Almarza, dal 1713 al 1718 fu Sindaco di Castellammare; dopo una
breve parentesi in Austria, si trasferì a Napoli dove nel 1731
fu Presidente della
Regia Camera della Sommaria.
Nello stesso anno ottenne il titolo di
Conte del Sacro Romano Impero per discendenza dalla casa
de Almarza.
Rodolfo
Coppola, tenente colonnello, si distinse in varie battaglie e
nel 1723 ottenne da
Carlo VI il
titolo di conte. |
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