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Ovvero delle Famiglie
nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili
di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti
alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate
chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che
abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.
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Arma:
d’argento
al cedro di verde sradicato e fruttato d’oro
Titoli nobiliari:
Marchese di
Rocca d’Evandro (mpr.), Signore di Camino (mpr.),
Nobile dei Marchesi (mf.)
Dimora :
Napoli,
Rocca d’Evandro |
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© Arma Famiglia Cedronio
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Nobile casata napoletana di origine romana, che, secondo la
descrizione che ne fa la platea di famiglia si trovò trapiantata
nel Regno di Napoli per ragioni politiche.
Se si vuol
prestare fede ai certificati di Patriziato Romano rilasciati
dall’archivio del Campidoglio, essa si fa discendere dai
nominati Caio e Pisano Cedronio citati da Tacito
nei suoi “Annales”; certo è che nell’anno 1343 Pompeo,
Conte di Castelnuovo e
Palombara, si trasferì da Roma a
Napoli, ove dalla Regina
Giovanna 1ª d'Angiò
fu nel 1344 nominato
Gran Siniscalco
della Provincia di Talqualquerio. La famiglia visse prima parte
in Napoli, e parte in Roma, e poi riunitasi tutta in Napoli
visse parte ivi e parte nella città di S. Germano per la
maggiore vicinanza a Roma patria primitiva.
Alessandro
fu familiare di Re Ladislao d’Angiò-Durazzo, mentre Luigi
fu castellano di Castel Nuovo di Napoli nel 1429.
Gli eredi
del Conte Pompeo ebbero nel Regno altri feudi come quelli di
Corvara in Abruzzo, e di Cominaglia, o Romagnano. In S. Germano
la famiglia acquistò molti privilegi aboliti dalle nuove leggi.
Francesco
figlio di Benedetto, e di Vittoria
Fieramosca fu
Castellano di Rocca Gianola, e capitano di guerra della città di
S. Germano: verso il 1421 una Gemma fu prima Badessa del
Monastero di S. Scolastica, ed in seguito un Benedetto fu
arciprete della Cattedrale di detta Città. Da questo ceppo venne
Francesco Antonio, il quale per aver sposato Antonia
Pelosi divenne Barone di Rocca d’Evandro
e Camino in
Terra di Lavoro.
Benedetto sposò nel 1659 Maria Vittoria Bourbon dei Marchesi
di Santa Maria dell’Umbria.
Domenico
Maria
fu vescovo
di Bitonto dal 18/3/1720 al 1722.
Lucrezia
sposò il conte Gennaro
Mancini dei
marchesi di Fusignano, magistrato e cavaliere costantiniano,
figlio del conte Nicola Luigi Mancini, ufficiale del
Reggimento Nimes dell’Esercito Napoletano e di donna Maria
Antonia
Orsini dei duchi
di Gravina (Napoli 1769-1862), e generò il conte Antonio
Mancini, 1° Tenente della Gendarmeria Reale dell’Esercito
delle Due Sicilie (9/2/1850), stipite del
Ramo di San Vittore. |
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© Arma dei Mancini di San Vittore |
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Stemma della
Famiglia Mancini di San Vittore con le insegne delle famiglie
imparentate: nel 1°
di rosso al leone al
naturale tenente con le zampe anteriori un pesce d'argento in palo (Mancini);
nel 2° d’azzurro al palo cucito di rosso, caricato di tre stelle ad otto
raggi d’oro ed accostato da due leoni controrampanti dello stesso
sostenuti da un mare in punta d’argento fluttuoso del campo (Marinelli);
nel 3° d’argento al cedro di verde sradicato e fruttato d’oro (Cedronio);
nel 4° bandato di rosso e d’argento, col capo d’argento caricato da una
rosa rossa posta su una piccola fascia d’oro caricata da un’anguilla
d’azzurro (Orsini). Motto:
LUCIA STIRPS CLARIS OLIM LUCEBAT ALUMNIS (L’illustre stirpe
dei Lucij illuminava un tempo i discendenti). Cimiero: una sirena
dalla coda doppia al naturale.
Il casato
Cedronio, nobile in Napoli fuori seggio, fu ricevuto nell’Ordine
di Malta nel 1712, infatti Antonio fu capitano di galera
e Balì dell’Ordine. La famiglia fu decorata col titolo di
marchese di Rocca d’Evandro nel
1677.
I Cedronio
possedevano in Napoli, nell’omonima via del quartiere San
Lorenzo, il palazzo di famiglia con altre abitazioni; altro
palazzo, i cui giardini oggi sono quasi tutti a coltura, un
tempo di proprietà dei marchesi Cedronio, che avevano una
splendida collezione di conchiglie molto rare, si trova a
Posillipo. Lo si può vedere dall'alto, dal giardino che ospita
la tomba di Virgilio.
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Castello
di Rocca d’Evandro |
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Rocca d'Evandro,
splendido paese in provincia di Caserta, fiancheggiato da due
torrenti che confluiscono nel fiume Garigliano, è situato su un
colle che domina tutta la Valle del Garigliano; poco più su fu
costruito il castello, collegato ad una torre dell'abitato
tramite un ripiano protetto da muri. Il Castello, per la sua
posizione, era quasi inespugnabile e, quindi, era considerato un
punto nevralgico per la difesa del territorio.
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Nel corso dei secoli si alternarono molti feudatari, tra i
quali:
Tommaso
Brancaccio (1338), Cola Orsini e Maria Marzano conti
di Manoppello; Ettore Fieramosca duca di Mignano (1500),
Federico Monforte (1528), Francesco
d'Avalos marchese
di Pescara, Maria d’Aragona del Vasto (1548), Marcello
Muscettola (1552), Antonio
di Bologna
(1563).
I feudi di Rocca d’Evandro e Camino passarono alla famiglia
Sammarco dal 1577 al 1652; poi furono acquistati da Gio.
Domenico Pelosi nobile cosentino, infine pervennero per
successione in casa Cedronio, a seguito di matrimonio celebrato
tra Antonia Pelosi, ultima erede del casato, e
Francescantonio Cedronio.
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Famiglie
imparentate con casa Cedronio
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Alcune parentele contratte dai
Cedronio:
CARACCIOLO:
don Domenico
Caracciolo Rossi
dei principi di Torchiarolo sposò donna Olimpia Cedronio
dei marchesi di Rocca d’Evandro.
CARAFA: nel
1696 Domenico Cedronio sposò Lucrezia
Carafa dei duchi
di Campolieto.
GISULFO:
nel 1725 Benedetto Cedronio sposò Teresa Gisulfo e
Platamone dei duchi di Ossada di Palermo.
DE SIMONE:
il barone Lorenzo de Simone di Caspoli sposò donna Caterina
Cedronio dei marchesi di Rocca d’Evandro.
COTTONE:
don Gaetano Cottone e Morso marchese di Villahermosa e principe
di Castelnuovo sposò donna Lucrezia Cedronio e Gisulfo
gentildonna napoletana.
DE GEMMIS:
il marchese Vincenzo Cedronio sposò Teresa
de Gemmis dei
baroni di Castelfoce.
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Fonti:
Archivio Mancini di San Vittore
Encicplopedia nobiliare del Marchese Spreti
Francesco Bonazzi di Sannicandro, Famiglie Nobili e Titolate del
Napolitano, Arnaldo Forni Editore
Romualdo Marrone, Le Strade di Napoli, Newton & Compton Editori
Francesco Alvino, La collina di Posillipo, Grimaldi & C. Editori |
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