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Discendenti dei vichinghi, erano abili e spietati guerrieri, armati con
spada e lancia, indossavano una complessa maglia di ferro, proteggevano la
testa con un elmo conico col davanti una lamina discendente; il
caratteristico scudo a forma di mandorla completava l'armamento. |
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Verso l'anno mille il ducato di Napoli, nato quattro
secoli prima con Belisario e Stefano II, manteneva formali legami con
Bisanzio, destreggiandosi abilmente tra Bizantini, Arabi e Longobardi per
mantenere la propria autonomia. Autonomia acquisita pienamente nell'anno 849 quando il duca Sergio,
discendente di una antica e nobile famiglia, ordinò al figlio Cesario di
debellare la piaga delle incursioni dei saraceni che imperversavano
lungo le coste meridionali sino ad arrivare nel golfo di Napoli e sul
litorale romano. |
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Il primo gruppo di normanni, di stirpe nordica e di lingua francese, giunto in Campania, era capeggiata da Rainulfo Drengot alla ricerca di
laute ricompense e di ricchi bottini. |
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Nel 1077 Napoli venne assalita da mare e da terra. La forte resistenza dei
napoletani impedì ai normanni di espugnare alcuna
torre o parte delle mura della città, anzi, con audace mossa, le navi
partenopee sbaragliarono e misero in fuga la flotta normanna, mentre un
manipolo di cavalieri travolse le linee nemiche, distruggendo una
sorta di castello in legno costruito dagli assediatori. Nel 1078 con la
morte di Riccardo
di Aversa,
avvenuta sotto le mura di Napoli, si pose fine
all'assedio. |
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Nel 1137 il duca morì e il suo successore l'arcivescovo Marino, due anni
dopo, decise di porre fine alle sofferenze dei suoi concittadini.
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Nel
1140, a seguito di accordo sancito a Benevento, Ruggiero II (I come re di
Napoli) entrò in
Napoli accolto dai cavalieri napoletani e dai rappresentanti del clero.
Termina così la storia del ducato autonomo e comincia quella del
regno. |
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Tutti i poteri erano sottoposti al sovrano che istituì un suo rappresentante chiamato compolazzo o conte palatino, al quale erano devolute la giurisdizione sugli affari civili e penali, la gestione delle terre demaniali e l'incameramento dei tributi. Ruggiero II, primo re di Napoli della dinastia degli Altavilla, nominò duca della città partenopea suo figlio Alfonso. |
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Il 26 febbraio 1154 morì Ruggiero è il
trono fu ereditato dal figlio Guglielmo I detto, non a caso, il Malo. La
personalità del nuovo sovrano fu quella di un individuo privo di uno stabile
equilibrio, compiva atti ai altissima ferocia alternati da altri di estrema
tolleranza. Furono anni difficili, funestati da una latente, crescente e
minacciosa opposizione da parte dei "mediani" (il ceto medio
comprendente i mercanti, gli artigiani e il clero) e dei baroni. La
pressione fiscale divenne insostenibile mentre il potere sovrano,
esercito dal campolazzo Maiano da Bari, era eccessivamente forte e oppressivo.
Le rivolte armate scoppiarono nel 1155 e nel 1160, entrambe domate, ma la guerra
civile arrecò non pochi danni al Reame. |
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Agli inizi del 1166 il re si ammalò e due mesi dopo morì; la corona passava sul capo di un fanciullo di 13 anni, Guglielmo II ricordato come il "Buono". Fu nominata reggente, in attesa della maggiore età del ragazzo avvenuta nel 1172, Margherita di Navarra, sua madre. Nel 1177 Guglielmo II sposò Giovanna, figlia di Enrico II d'Inghilterra. |
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Nel 1186 vi furono le nozze tra la zia del re, Costanza, e il figlio ed
erede dell’imperatore Federico Barbarossa, il futuro Enrico VI. Nozze
destinate a pesare molto sul futuro del reame. Pochi anni dopo, mentre
Gerusalemme cadeva di nuovo in mano ai mussulmani, Gugliemo II moriva
giovanissimo, senza lasciare figli. |
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Prevalse Tancredi e nel 1190 fu nominato re. |
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