Una parte della costa di Napoli vista dal mare  

Ovvero delle Famiglie nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all'Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia.

Stemma Abbate de Castello

Arma: partito, nel 1° d’azzurro a tre gigli di Francia (Orleans) al capo d’argento caricato da un labello rosso a tre pendenti; nel 2° d’azzurro al palo d’argento col capo d’argento caricato da un lambello rosso a tre pendenti.

Motto: Fugat et fovet (Mette in fuga e sostiene)

© Immagine proprietà Casa Abbate de Castello
© Stemma Famiglia Abbate de Castello
 

La famiglia Abbate è un ramo dei Signori de Castello, discendenti dai conti di Orléans in Francia, trasferitasi a Potenza, in Terra di Basilicata, ai tempi di Carlo VI d’Asburgo- Austria.
La genealogia del Casato inizia con MANFREDIDizionario Feudale degli Antichi Stati Sardi e della Lombardia approvato dalla Società Storica Subalpina. che nell’834 ebbe dall’Imperatore Lotario I (795-855) il borgo di Dorno della contea di Lomello; il figlio ALBERICO nell’845 divenne conte di Milano e del Seprio.
MANFREDO (n. 910) fu conte di Milano, marchese di di Lombardia, conte di Lodi e del Sacro Palazzo.
AIMONE (~942) fu conte di Vercelli e signore di Besozzo.
MANFREDO, signore di Ponderano e di Cavaglià, ai tempi dell’imperatore Ottone III (980-1002) fu conte di Vercelli.
UBERTO (~1030 ) fu conte di Stazzona, signore di Mosezzo e di Castel Sant’Angelo (Castello.
ARDIZZONE (~1069), conte di Castello, fu nominato dal sovrano degli Sclavoni (1051-1081), conte Palatino e gran cavaliere.
MAFREDI fu conte di Orléans; il titolo di duca di Orléans entrò nella branca della dinastia di Borbone che divenne la casa regnante di Francia con Luigi Filippo (1830-1848).

Federico Abbate nel 1585 sposò Maria Gomez de Silva; per figlio ebbero Manfredi di Mosezzo che sposò Juana de Ajerbe. Dalla loro unione nacque nel 1635 Guglielmo Abbate che ottenne vari privilegi da re Carlo II d’Asburgo-Spagna e nel 1709 gli venne riconosciuto da re Filippo di Spagna l’uso tradizionale dell’arme, come sopra descritta.

UBERTO  di Mosezzo (1679†Potenza,1746) nel 1700 fu nominato cavaliere del Sacro Imperiale Ordine Costantiniano Nemagnico di Santo Stefano  dei principi Capone Nemanja Paleologo; sposò Maria Vitolo ed ebbe per figlio GERARDO (1707†1773).
VINCENZO (1738†17
96) fu insignito, dalla Imperiale e Reale Casata degli Angelo Comneno di Tessaglia, del titolo di Protospatario”primo portatore di spada” della Sacra Milizia Angelica della Croce di Costantino il Grande; sposò Rosaria Musitano ed ebbe per figlio NICOLA (1762†1839).
Quest’ultimo fu insignito, sempre dalla Imperiale e Reale Casata degli Angelo Comneno di Tessaglia, della dignità di Barangio= Guardia del corpo del Gran Maestro intraprese la carriera delle armi e, dopo aver vissuto gli anni difficili che portarono all’effimera Repubblica Napoletana del 1799, in breve tempo divenne colonnello dell’esercito di Napoleone. Si mise in luce durante la battaglia di Wagram e, per ricompensa, nel 1809 fu insignito del titolo di barone dell’Impero. Nel 1812 agli ordini di Gioacchino Murat partecipò alla campagna di Russia e nel 1813 a quella di Sassonia, col grado di generale.
L’8 ottobre 1815 l’ex re di Napoli Gioacchino Murat, sbarcato con i suoi uomini a Pizzo Calabro e diretto a Monteleone (l'odierna Vibo Valentia) con l’intento di riconquistare il perduto regno, fu catturato da Gregorio Trentacapilli, capitano dell’esercito borbonico e, successivamente, fucilato; il generale Nicola dovette fuggire dal Regno per non essere imprigionato.
Avvenuta la riappacificazione tra il Casato e la Casa Reale di Borbone, FRANCESCO (17981872), figlio di detto Nicola, Signore di Pignola di Basilicata, servì fedelmente re Ferdinando II di Borbone.


Esercito napoletano - Guardia d'onore 1853


Esercito napoletano - Guardia del Corpo 1853


Nel 1857 un disastroso terremoto devastò la Basilicata colpendo in modo particolare la città di Potenza; Francesco fu uno dei tanti promotori per la raccolta di fondi. Tutti i nobili del Regno di Napoli diedero il loro contributo; la somma raccolta fu talmente elevata che ben presto tutte le case furono ricostruite e con i rimanenti soldi si pensò di costruire un teatro a Potenza, impresa non portata a termine per l’arrivo dei piemontesi.
Il conte VINCENZO (Potenza,1831
Napoli,1902), figlio di detto Francesco, ufficiale dell’esercito napoletano, nel 1859 ricostruì a Capua, insieme al altri nobili tra cui il principe Pignatelli, il principe Ruffo, il patrizio napoletano Coppola, il principe Carafa, il nobile Antonio Guindazzo, il conte Caracciolo, il principe Filomarino, il principe Sanseverino, il conte Statella, il marchese Cavalcanti, e  con l’approvazione del Re, l’Ordine Militare del SS. Salvatore e di S. Brigida di Svevia“ Un Nobile e Pio Sodalizio Cavalleresco, la Sacra Milizia del SS. Salvatore o di S. Brigida di Svezia” edito il 1862 e presente nella biblioteca nazionale “ Vittorio Emanuele di Napoli.

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© Stemma Ordine Militare del SS. Salvatore

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© Napoli - chiesa dedicata a Santa Brigida


La Santa (1303
1373), compatrona d'Europacon Santa Caterina da Siena, Santa Teresa Benedetta della Croce, San Benedetto, San Cirillo e San Metodio, definita "la mistica del Nord"o il "portavoce di Dio", appartenente alla famiglia reale, scalò le vette della più alta santità, sposa e madre di otto figli, consigliera dei grandi sovrani del suo tempo, fondò l'Ordine dedicato al SS. Salvatore. 
Il primo monastero dell'Ordine del SS. Salvatore di Santa Brigida fu fondato nel 1369; a Napoli vi è l’Eremo del SS. Salvatore gestito dalle Suore Brigidine.


Santa Brigida

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© Napoli -
Eremo del SS. Salvatore

Per visitare il complesso o prenotare  per trascorrere qualche giorno in tranquillità:
http://www.brigidine.org/Brigidine/157/146/Camaldoli.html


Don Vincezo Abbate nel 1860 fu insignito del titolo di conte sul cognome, con successione per maschi primogeniti, trasmissibile in perpetuo, con ordine di primogenitura, ai discendenti legittimi e naturali di lui, e, nella linea collaterale, sino al 4° grado, secondo le leggi del Regno di Napoli.
Il conte Vincenzo junior [Casoria (Napoli),19071974], figlio legittimo di Gerardo e di Orefice TeresaSent. N° 1846/46 del Tribunale di Napoli – Sez. 4^- emessa in data 29 aprile 1946, ereditò nel 1941 anche il Gran Magistero dell’Ordine Militare di S. Brigida. Alla morte del Conte Vincenzo Junior ereditò il titolo e la carica il primogenito Federico  Abbate de Castello, nato a Napoli il 1947.
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Sito Ordine Militare del Santissimo Salvatore di Santa Brigida di Svezia:
http://www.ordinemilitaresantabrigida.com/


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